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L'Agglutination
Metal Festival arriva alla sua decima edizione. Un
festival che, nel corso degli anni, è cresciuto sempre più,
fino a diventare il festival metal più grande del Sud
Italia. Overkill, Virgin Steele, Domine, Ancient e
Stormlord, sono solo alcuni dei nomi che il festival ha
portato in quel di Chiaromonte, un paesino situato fra i
monti del Parco Nazionale del Pollino, in provincia di
Potenza (Basilicata). Mai come quest'anno, Gerardo Cafaro
(organizzatore del festival, fin dalla sua prima edizione)
si è dato da fare nel presentare un bill nutrito di
grandi nomi: segno che se si lavora bene, alla fine i
risultati arrivano ed il bill di quest'anno ne è la
conferma.
Per chi non è della zona, non è molto semplice
raggiungere Chiaromonte: nei pressi del paese non ci sono
ferrovie e l'unico mezzo per raggiungere il paese è un
pullman che gira per tutti i paesini della zona,
attraverso agevoli discese e salite impervie, dove il
vostro affezionato ha più volte rischiato la vita.
Pensavo di arrivare nel primo pomeriggio nel luogo del
concerto, ma non avevo fatto i conti con la cattiva sorte,
o meglio, con i pullman guasti. Così, nel bel mezzo del
pomeriggio, mentre l'Agglutination iniziava, il
sottoscritto si trovava in una vallata dei monti del
Pollino, con un pullman (fumante) che non ne voleva sapere
di ripartire ed un 'piacevole' incontro: il Mostro di
Busto Arsizio. Tale mostro, è un signore di mezza età di
Barletta (ma residente a Milano) che, fra un esorcismo e
l'altro, non ha fatto altro che dare del Satanista e
stupratore di bambini al sottoscritto. Tutto questo, per
via dei capelli lunghi (notissimo simbolo Satanico).
Quando mi son sentito dire: "quel rumore lì non sai
cosa combina al cervello... anche perché... non hai mai
visto Busto Arsizio", avrei fatto di tutto per poter
fuggire, il più lontano possibile, da quell'incubo. E,
proprio in quel momento, è avvenuto un miracolo: sperduto
nel Parco Nazionale del Pollino, con un sole cocente, fra
un miraggio e l'altro, una mammina (con annessi pargoli al
seguito) mi ferma e mi offre un passaggio: incredulo, ma
salvo. Altro che Satana: Dio esiste ed ascolta (il metal
e) le mie preghiere!
Arrivo tutto festante e noto subito la buona affluenza del
pubblico (circa 1000 persone). Il festival era già
iniziato (da un bel pezzo) e con l'immancabile birra e
panino (con salsiccio piccante) mi appresto a vedere la
prova dei Centurion, non prima di aver fotografato dei bei
'maschi' in gonnella e tenuta dark (superbo il vestitino
in pizzo). (vedi prima foto di questo report ndr.)
Mi godo il concerto della band dei fratelli Monti (Fabio e
Luciano, chitarre) e del carismatico cameriere Germano
Quintabà (singer), grazie al buon umore ritrovato (per
merito del 'maschio' dark). E' una musica dai ritmi
serrati quella che si è abbattuta sul pubblico con la
delicatezza di un Katerpillar. Ottima (soprattutto da
cantare!) "Panzer March", riuscita nell'intento
di far muovere la testolina a praticamente tutti i
partecipanti. La band non avrebbe dovuto chiudere il
concerto con "Painkiller", ma le pressanti
richieste del pubblico (me compreso), hanno indotto
Germano e soci a chiudere con quel magnifico manifesto
dell'Heavy Metal.
Dopo una così intensa dose di metallo pesante, era
possibile creare l'atmosfera ideale per un concerto 'intimo',
malinconico ed avvolgente quale quello dei Novembre? La
risposta è si, ovviamente. I fratelli Orlando hanno
suonato bene e sono ampiamente riusciti, con una
disinvoltura degna dei grandi gruppi, nel far dimenticare
in pochi attimi il vino, i centurioni, la pelle e
l'acciaio. Sarebbe stato difficile per moltissime bands
riuscire a coinvolgere in quella maniera il pubblico, ma
quando si hanno a disposizione pezzi come "The Dream
Of The Old Boats", è praticamente impossibile
restare impassibili e non farsi coinvolgere e trasportare
nel viaggio dei Novembre. Anche con 1000 persone accanto,
le sensazioni erano identiche a quelle provate centinaia
di volte, da solo, in camera, durante l'ascolto di
"Classica", o di "Novembrine Waltz".
Proprio da "Novembrine Waltz" sono state tratte
parecchie canzoni e Carmelo, in questa occasione, non ha
inventato nuovi titoli (quando è ubriaco, conia nuovi e
strampalati titoli). Il concerto procede alternando
momenti emozionanti e 'dolci' ad altri gelidi e 'cattivi'.
La folla apprezza e si lascia coinvolgere sapientemente e
tributa con un'ovazione assai lunga la band, nel momento
dei saluti finali.
Un concerto da ricordare.
Quando arriva il momento dei Crystal Ball (alzi la mano
chi non sta pensando ai palloncini di gomma, che uscivano
dal miracoloso tubetto) , il sottoscritto sente la
nostalgia del 'maschio' dark e, soprattutto, sente fame.
Ne approfitto per mangiare, bere (i prezzi dei cibi e
bevande all'Agglutination sono molto convenienti!) e
riposarmi, in attesa dell'imminente massacro dei Marduk.
La band di Morgan Steinmeyer Håkansson mette piede sul
palco ed è il massacro: "With Satan and Victorious
Weapons" (dall'ultimo album, World Funeral, hanno
tratto anche "Bleached Bones", "World
Funeral" e "Night of the Long Knives") è
il primo canto di guerra. I Marduk non potevano aprire il
concerto in maniera migliore: quella stupenda canzone, con
in apertura un urlo della madonna (sia su disco, da parte
di Legion, sia in quel di Chiaromonte, da parte di Mortuus),
mette subito le cose in chiaro: ai Marduk vogliono fare più
'casino' possibile. Ci riescono.
Si prosegue passando in rassegna pezzi vecchissimi
("The Black...", tratta dal debutto Dark Endless;
"Burn My Coffin", tratta da Those of the Unlight;
"Materialized in Stone", tratta da Opus Nocturne)
ed altri più recenti ("Panzer Division Marduk"
e "Slay The Nazarene", tratte da Panzer Division
Marduk e Nightwing) ma l'impressione è sempre la stessa:
durante un concerto dei Marduk si ha più volte
l'impressione di esser travolti da una bordata di violenza
inaudita.
Il nuovo batterista, Emil Dragutinovic (che ha sostituito
Fredrik Andersson, dall'ultimo album in studio, World
Funeral), ha espletato il suo compito molto bene: doveva
creare un muro sonoro ed un muro sonoro ha creato. Devo,
tornato in seno alla band (mancava dai tempi di "Those
Of The Unlight"!) da pochissimo, ha svolto
egregiamente il suo compito: muoversi sul palco come un
indemoniato. Suona il basso, in teoria. In pratica, il
basso non lo senti mai ad un concerto dei Marduk. Un po'
perché svolge il suo compitino semplice semplice, un pò
perché la band è impegnata nel far chiasso, quindi,
capire con esattezza quale accordo sta suonando e se sta
sbagliando, è impresa assai ardua. Mortuus non è Legion,
questo lo sanno anche i sassi. Però Mortuus (anche se si
dimena poco) dal vivo ci sa fare e, confrontato con il
grandissimo, mai troppo rimpianto, Legion, non ne esce con
le ossa rotte.
I Marduk, nel loro campo, sono e saranno i più grandi di
tutti perché le loro canzoni le distingue anche un sordo.
Sono tutte molto simili, vero, ma sono tremendamente
distinguibili (fattore assente per la miriade di bands che
li copiano) e facilmente memorizzabili. Senza dimenticare
che i Marduk hanno i titoli più belli della storia del
black metal.
Arriva il momento del concerto degli Iron Savior ed il
pubblico è intento o a mangiare o a riposarsi da qualche
parte dopo il massacro ai padiglioni auricolari svoltosi
in precedenza. Il sottoscritto, mentre la band del
grandissimo Piet Sielck iniziava il concerto con "Atlantis
Falling", era intento a fare tutte e due le cose.
Per colpa dei Marduk (nessuna band dovrebbe suonare dopo
di loro, non tanto per "importanza", quanto per
lo stordimento al cervello che un loro concerto comporta),
non riesco a seguire con la dovuta attenzione la prova
degli headliner.
Nonostante le mie orecchie non fossero proprio al 'top',
ho apprezzato i nuovi brani tratti da "Battering
Ram". La band ha suonato con molta potenza ed è
riuscita, con un po' di tempo, a coinvolgere un pubblico
che si è dimostrato fin troppo freddo. Spiace notare il
massimo incitamento solo nella cover di "Breaking The
Law", perché gli Iron Savior stavano facendo del
loro meglio anche durante "Iron Savior", "Predator",
"Protector" e tante altre. Comunque, forse non
è nemmeno colpa del pubblico. Dieci gruppi da seguire, in
un giorno, sotto un sole cocente, non è affatto facile,
anzi.
In conclusione, i momenti di maggior successo ed interesse
da parte del pubblico, si sono registrati durante le prove
dei Centurion e dei Marduk. Il premio simpatia se lo sono
aggiudicato i Centurion, anche per l'imitazione
(involontaria) di Lello Splendor, da parte di Germano
Quintabà.
Il consiglio è quello di tener d'occhio questo festival,
perché, di anno in anno, le bands interessanti che vi
partecipano sono sempre di più ed il prezzo per il
biglietto (e per il cibo) è veramente conveniente, da
nessun'altra parte si possono vedere tutte queste bands a
certi prezzi.
Shub
Niggurath
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