AGGLUTINATION FESTIVAL

(Iron Savior / Marduk / Crystal Ball / Novembre / Centurion et al.)

CHIAROMONTE (PZ)  - 12 AGOSTO 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'Agglutination Metal Festival arriva alla sua decima edizione. Un festival che, nel corso degli anni, è cresciuto sempre più, fino a diventare il festival metal più grande del Sud Italia. Overkill, Virgin Steele, Domine, Ancient e Stormlord, sono solo alcuni dei nomi che il festival ha portato in quel di Chiaromonte, un paesino situato fra i monti del Parco Nazionale del Pollino, in provincia di Potenza (Basilicata). Mai come quest'anno, Gerardo Cafaro (organizzatore del festival, fin dalla sua prima edizione) si è dato da fare nel presentare un bill nutrito di grandi nomi: segno che se si lavora bene, alla fine i risultati arrivano ed il bill di quest'anno ne è la conferma. 

Per chi non è della zona, non è molto semplice raggiungere Chiaromonte: nei pressi del paese non ci sono ferrovie e l'unico mezzo per raggiungere il paese è un pullman che gira per tutti i paesini della zona, attraverso agevoli discese e salite impervie, dove il vostro affezionato ha più volte rischiato la vita. Pensavo di arrivare nel primo pomeriggio nel luogo del concerto, ma non avevo fatto i conti con la cattiva sorte, o meglio, con i pullman guasti. Così, nel bel mezzo del pomeriggio, mentre l'Agglutination iniziava, il sottoscritto si trovava in una vallata dei monti del Pollino, con un pullman (fumante) che non ne voleva sapere di ripartire ed un 'piacevole' incontro: il Mostro di Busto Arsizio. Tale mostro, è un signore di mezza età di Barletta (ma residente a Milano) che, fra un esorcismo e l'altro, non ha fatto altro che dare del Satanista e stupratore di bambini al sottoscritto. Tutto questo, per via dei capelli lunghi (notissimo simbolo Satanico). Quando mi son sentito dire: "quel rumore lì non sai cosa combina al cervello... anche perché... non hai mai visto Busto Arsizio", avrei fatto di tutto per poter fuggire, il più lontano possibile, da quell'incubo. E, proprio in quel momento, è avvenuto un miracolo: sperduto nel Parco Nazionale del Pollino, con un sole cocente, fra un miraggio e l'altro, una mammina (con annessi pargoli al seguito) mi ferma e mi offre un passaggio: incredulo, ma salvo. Altro che Satana: Dio esiste ed ascolta (il metal e) le mie preghiere!

Arrivo tutto festante e noto subito la buona affluenza del pubblico (circa 1000 persone). Il festival era già iniziato (da un bel pezzo) e con l'immancabile birra e panino (con salsiccio piccante) mi appresto a vedere la prova dei Centurion, non prima di aver fotografato dei bei 'maschi' in gonnella e tenuta dark (superbo il vestitino in pizzo). (vedi prima foto di questo report ndr.) 

Mi godo il concerto della band dei fratelli Monti (Fabio e Luciano, chitarre) e del carismatico cameriere Germano Quintabà (singer), grazie al buon umore ritrovato (per merito del 'maschio' dark). E' una musica dai ritmi serrati quella che si è abbattuta sul pubblico con la delicatezza di un Katerpillar. Ottima (soprattutto da cantare!) "Panzer March", riuscita nell'intento di far muovere la testolina a praticamente tutti i partecipanti. La band non avrebbe dovuto chiudere il concerto con "Painkiller", ma le pressanti richieste del pubblico (me compreso), hanno indotto Germano e soci a chiudere con quel magnifico manifesto dell'Heavy Metal. 

Dopo una così intensa dose di metallo pesante, era possibile creare l'atmosfera ideale per un concerto 'intimo', malinconico ed avvolgente quale quello dei Novembre? La risposta è si, ovviamente. I fratelli Orlando hanno suonato bene e sono ampiamente riusciti, con una disinvoltura degna dei grandi gruppi, nel far dimenticare in pochi attimi il vino, i centurioni, la pelle e l'acciaio. Sarebbe stato difficile per moltissime bands riuscire a coinvolgere in quella maniera il pubblico, ma quando si hanno a disposizione pezzi come "The Dream Of The Old Boats", è praticamente impossibile restare impassibili e non farsi coinvolgere e trasportare nel viaggio dei Novembre. Anche con 1000 persone accanto, le sensazioni erano identiche a quelle provate centinaia di volte, da solo, in camera, durante l'ascolto di "Classica", o di "Novembrine Waltz". Proprio da "Novembrine Waltz" sono state tratte parecchie canzoni e Carmelo, in questa occasione, non ha inventato nuovi titoli (quando è ubriaco, conia nuovi e strampalati titoli). Il concerto procede alternando momenti emozionanti e 'dolci' ad altri gelidi e 'cattivi'. La folla apprezza e si lascia coinvolgere sapientemente e tributa con un'ovazione assai lunga la band, nel momento dei saluti finali. 
Un concerto da ricordare. 

Quando arriva il momento dei Crystal Ball (alzi la mano chi non sta pensando ai palloncini di gomma, che uscivano dal miracoloso tubetto) , il sottoscritto sente la nostalgia del 'maschio' dark e, soprattutto, sente fame. Ne approfitto per mangiare, bere (i prezzi dei cibi e bevande all'Agglutination sono molto convenienti!) e riposarmi, in attesa dell'imminente massacro dei Marduk. 

La band di Morgan Steinmeyer Håkansson mette piede sul palco ed è il massacro: "With Satan and Victorious Weapons" (dall'ultimo album, World Funeral, hanno tratto anche "Bleached Bones", "World Funeral" e "Night of the Long Knives") è il primo canto di guerra. I Marduk non potevano aprire il concerto in maniera migliore: quella stupenda canzone, con in apertura un urlo della madonna (sia su disco, da parte di Legion, sia in quel di Chiaromonte, da parte di Mortuus), mette subito le cose in chiaro: ai Marduk vogliono fare più 'casino' possibile. Ci riescono.


Si prosegue passando in rassegna pezzi vecchissimi ("The Black...", tratta dal debutto Dark Endless; "Burn My Coffin", tratta da Those of the Unlight; "Materialized in Stone", tratta da Opus Nocturne) ed altri più recenti ("Panzer Division Marduk" e "Slay The Nazarene", tratte da Panzer Division Marduk e Nightwing) ma l'impressione è sempre la stessa: durante un concerto dei Marduk si ha più volte l'impressione di esser travolti da una bordata di violenza inaudita. 


Il nuovo batterista, Emil Dragutinovic (che ha sostituito Fredrik Andersson, dall'ultimo album in studio, World Funeral), ha espletato il suo compito molto bene: doveva creare un muro sonoro ed un muro sonoro ha creato. Devo, tornato in seno alla band (mancava dai tempi di "Those Of The Unlight"!) da pochissimo, ha svolto egregiamente il suo compito: muoversi sul palco come un indemoniato. Suona il basso, in teoria. In pratica, il basso non lo senti mai ad un concerto dei Marduk. Un po' perché svolge il suo compitino semplice semplice, un pò perché la band è impegnata nel far chiasso, quindi, capire con esattezza quale accordo sta suonando e se sta sbagliando, è impresa assai ardua. Mortuus non è Legion, questo lo sanno anche i sassi. Però Mortuus (anche se si dimena poco) dal vivo ci sa fare e, confrontato con il grandissimo, mai troppo rimpianto, Legion, non ne esce con le ossa rotte. 


I Marduk, nel loro campo, sono e saranno i più grandi di tutti perché le loro canzoni le distingue anche un sordo. Sono tutte molto simili, vero, ma sono tremendamente distinguibili (fattore assente per la miriade di bands che li copiano) e facilmente memorizzabili. Senza dimenticare che i Marduk hanno i titoli più belli della storia del black metal.


Arriva il momento del concerto degli Iron Savior ed il pubblico è intento o a mangiare o a riposarsi da qualche parte dopo il massacro ai padiglioni auricolari svoltosi in precedenza. Il sottoscritto, mentre la band del grandissimo Piet Sielck iniziava il concerto con "Atlantis Falling", era intento a fare tutte e due le cose.


Per colpa dei Marduk (nessuna band dovrebbe suonare dopo di loro, non tanto per "importanza", quanto per lo stordimento al cervello che un loro concerto comporta), non riesco a seguire con la dovuta attenzione la prova degli headliner.


Nonostante le mie orecchie non fossero proprio al 'top', ho apprezzato i nuovi brani tratti da "Battering Ram". La band ha suonato con molta potenza ed è riuscita, con un po' di tempo, a coinvolgere un pubblico che si è dimostrato fin troppo freddo. Spiace notare il massimo incitamento solo nella cover di "Breaking The Law", perché gli Iron Savior stavano facendo del loro meglio anche durante "Iron Savior", "Predator", "Protector" e tante altre. Comunque, forse non è nemmeno colpa del pubblico. Dieci gruppi da seguire, in un giorno, sotto un sole cocente, non è affatto facile, anzi.


In conclusione, i momenti di maggior successo ed interesse da parte del pubblico, si sono registrati durante le prove dei Centurion e dei Marduk. Il premio simpatia se lo sono aggiudicato i Centurion, anche per l'imitazione (involontaria) di Lello Splendor, da parte di Germano Quintabà.


Il consiglio è quello di tener d'occhio questo festival, perché, di anno in anno, le bands interessanti che vi partecipano sono sempre di più ed il prezzo per il biglietto (e per il cibo) è veramente conveniente, da nessun'altra parte si possono vedere tutte queste bands a certi prezzi.

 

Shub Niggurath