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Direttamente da Venere il tre marzo duemilaquattro, atterra all'Alcatraz di Milano un gruppetto di Alieni minimali e
raffinati: gli AIR. Il locale si riempie lentamente, come un flusso di acqua che scorre tranquilla, si colma l'attesa con il gruppo che fa da spalla, melodie rassicuranti, mai troppo spinte, piacevoli, ma non abbastanza da far dimenticare il vero motivo per cui ci si trova sotto quel palco.
Il pubblico attende gli ospiti, silenziosamente, composto,
un'attesa molto diversa da quella di qualsiasi altro concerto, non c'è frenesia né
fanatismo, li si aspetta come si potrebbe aspettare l'inizio di un'esibizione teatrale. E loro si lasciano aspettare… per poi entrare in punta di piedi su un palco essenziale vestito solo di luci e strumenti..
Dalle prime note, la risposta forte di tutti i presenti inizia a farsi Sentire,non con grida o lamenti, ma con un abbandono totale e trascinante, che crescerà parallelamente all'intensità dei suoni, l'impressione che ho è quella di una persona che sta per imboccare l'inizio di un percorso che durerà per circa due ore,che incrocerà la presentazione del nuovo album "Talkie Walkie" alternato a pezzi storici del gruppo. La fine del primo brano, "Radian", mi lascia un po' perplessa, mi trovo immersa in un'esecuzione tecnicamente perfetta, così perfetta da sembrare GELIDA…
Gli sguardi dei tre chansonnier, impeccabili nell'abbigliamento scuro ed elegantemente curato, si concentrano unicamente sui loro strumenti, quasi ne fossero parte...senza far trapelare la minima emozione, persi, distanti, ma DENTRO ai suoni...ed è questa la realtà che ho respirato per tutto il concerto, un'atmosfera patinata, coinvolgente grazie alle voci e ai ritmi, penatrante per melodie e accordi, ma non esasperata, un concerto molto cerebrale, intimo, fatto di emozioni nascoste lasciate correre, create da pura essenza musicale e nient'altro… Niente passetti di danza, niente coreografie o scenografie, per certi versi ho avvertito anche la mancanza di cuore, c'era solo uno spiritello VIBRANTE che si divertiva a scuotere luoghi remoti e intimi di moltissimi dei presenti.
Sofisticata sofferenza,malinconici ricordi, sensuali giri di
basso, calma e pace, la perfetta lucidità che potrebbero avere dei Serial
Killer, in grado di scuotere il mondo senza mai scomporsi,
nel compiere i propri delitti, crimini musicali, questo è quello che voglio ricordare di questa
serata, terminata con un "Sexy Boy" pronto a latitare!
Manuzza
Stelle cadenti di un paradiso perduto,
che rivive sulla Terra milanese,
fertilità,
passionalità,
desiderio pungente di ghiaccio bollente...
Uomini e donne sbocciano prematuramente,
attendendo la primavera e la sua Air così profumata di emozioni...
Sulla pelle, dentro di noi... solo Air
>Teo<
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