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L'estate
romana del 2004, per quanto riguarda i concerti, è da
ritenersi più che positiva. Nel giro di pochi giorni, al
Foro Italico (al centrale del tennis) si sono esibiti:
Dream Theater, Anthrax, il G3 ed il Summer Day In Hell.
Per non parlare dei concerti di Peter Gabriel e Belle
& Sebastian. Vorrà dire che bisognerà rompere
qualche salvadanaio.
L'apertura
del concerto è toccata ai Romani Face The Fact; una band
HC locale. Citano, fra le loro influenze, bands come In
Flames e Killswitch Engage. La band però ha molto poco in
comune sia con il nu-metal (In Flames), sia con il
metal-core (Killswitch Engage). Il gruppo si è dimostrato
grintoso e con molta voglia di suonare ed hanno offerto
una discreta prova, il che non è poco, per essere un
gruppo d'apertura.
Uno
sparuto gruppetto di fans accorsi al Foro per loro e per
gli Shai Hulud (altra band HC), non sarà andato via
insoddisfatto, dopo il concerto: sia i FTF che i ben più
esperti Shai Hulud si son comportati bene. Anche se, a dir
la verità, si è notata fin da subito la differenza (di
esperienza, più che altro) fra queste 2 bands. Shai Hulud
più coinvolgenti (anche perché più conosciuti) e più
acclamati dal pubblico.
Gli
Stampin' Ground, invece, c’entrano molto di più col
metal, rispetto alle band precedenti. Nonostante questo,
erano veramente pochi i presenti interessati alla loro
proposta. A nulla è servita l'influenza degli Slayer nel
loro riffing: il pubblico era impaziente di vedere gli
Anthrax all'opera ed il loro show è stato di breve durata
e poco coinvolgente.
Subito
dopo le 2 intro (Blues Brothers + "Contact",
tratta dal loro ultimo album "We've Come For You All")
salgono sul palco gli Anthax ed il pubblico
comincia a sorridere e a ringraziarli (per la scelta delle
intro). L'opener "what doesn't die" (song tratta
dall'ultimo album) viene suonata in maniera rocciosa,
dinamica e trascinante, anche grazie all'incisivo drumming
di Benante. Bush dal vivo si dimostra una sicurezza, la
sua voce è potente e melodica. E' bastata questa canzone
per capire che gli Anthrax erano in serata. Il pubblico
l'ha notato fin da subito ed ha partecipato attivamente;
infatti, il boato ha accolto i classici tratti da "Among
The Living" ( "caught in a mosh", "indians"
e "NFL") e "State Of Euphoria"
("antisocial").
L'esecuzione
dei brani tratti da questi classici è stata da manuale e
la band si è dimostrata estremamente coinvolta. Ed il
bello del concerto è stato proprio questo: il grado di
coinvolgimento ed il relativo piacere nel suonare canzoni
risalenti ai primi '80, canzoni che hanno fatto la storia
del thrash e che hanno segnato le loro vite. Fra una
cavalcata e l'altra gli Anthrax hanno suonato la melodica
"only"; durante la quale tutto il pubblico o
quasi ha accompagnato John Bush nel cantato. Ottima prova.
Come è stata ottima la riproposizione dell'unico brano
tratto dal granitico e possente "Stomp 442",
quella "fueled" che sapeva tanto di 'mazzata in
faccia' (peccato che la band abbia estratto suonato solo
un brano da quell'album).
La
band del grande Scott Ian ha fatto spazio anche alla
"storia", andando a riproporre un brano tratto
dal loro album di debutto "Fistful Of Metal". La
mitica "metal thrashing mad", song dove John
Bush ha dato l'ennesima dimostrazione di poter reggere il
confronto con gli storici singer della band. L'outro del
cartone animato "South Park" (grandi Anthax!) ha
chiuso degnamente un concerto riuscitissimo, coinvolgente
e divertente.
Shub
Niggurath
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