ANTHRAX

(opening acts: Face The Fact / Shai Hulud / Stampin' Ground)

ROMA - CENTRALE DEL TENNIS - 04 LUGLIO 2004

 

 

 

 

 

 

 

L'estate romana del 2004, per quanto riguarda i concerti, è da ritenersi più che positiva. Nel giro di pochi giorni, al Foro Italico (al centrale del tennis) si sono esibiti: Dream Theater, Anthrax, il G3 ed il Summer Day In Hell. Per non parlare dei concerti di Peter Gabriel e Belle & Sebastian. Vorrà dire che bisognerà rompere qualche salvadanaio.

 

L'apertura del concerto è toccata ai Romani Face The Fact; una band HC locale. Citano, fra le loro influenze, bands come In Flames e Killswitch Engage. La band però ha molto poco in comune sia con il nu-metal (In Flames), sia con il metal-core (Killswitch Engage). Il gruppo si è dimostrato grintoso e con molta voglia di suonare ed hanno offerto una discreta prova, il che non è poco, per essere un gruppo d'apertura.

 

Uno sparuto gruppetto di fans accorsi al Foro per loro e per gli Shai Hulud (altra band HC), non sarà andato via insoddisfatto, dopo il concerto: sia i FTF che i ben più esperti Shai Hulud si son comportati bene. Anche se, a dir la verità, si è notata fin da subito la differenza (di esperienza, più che altro) fra queste 2 bands. Shai Hulud più coinvolgenti (anche perché più conosciuti) e più acclamati dal pubblico.

 

Gli Stampin' Ground, invece, c’entrano molto di più col metal, rispetto alle band precedenti. Nonostante questo, erano veramente pochi i presenti interessati alla loro proposta. A nulla è servita l'influenza degli Slayer nel loro riffing: il pubblico era impaziente di vedere gli Anthrax all'opera ed il loro show è stato di breve durata e poco coinvolgente.

 

Subito dopo le 2 intro (Blues Brothers + "Contact", tratta dal loro ultimo album "We've Come For You All")  salgono sul palco gli Anthax ed il pubblico comincia a sorridere e a ringraziarli (per la scelta delle intro). L'opener "what doesn't die" (song tratta dall'ultimo album) viene suonata in maniera rocciosa, dinamica e trascinante, anche grazie all'incisivo drumming di Benante. Bush dal vivo si dimostra una sicurezza, la sua voce è potente e melodica. E' bastata questa canzone per capire che gli Anthrax erano in serata. Il pubblico l'ha notato fin da subito ed ha partecipato attivamente; infatti, il boato ha accolto i classici tratti da "Among The Living" ( "caught in a mosh", "indians" e "NFL") e "State Of Euphoria" ("antisocial").

 

L'esecuzione dei brani tratti da questi classici è stata da manuale e la band si è dimostrata estremamente coinvolta. Ed il bello del concerto è stato proprio questo: il grado di coinvolgimento ed il relativo piacere nel suonare canzoni risalenti ai primi '80, canzoni che hanno fatto la storia del thrash e che hanno segnato le loro vite. Fra una cavalcata e l'altra gli Anthrax hanno suonato la melodica "only"; durante la quale tutto il pubblico o quasi ha accompagnato John Bush nel cantato. Ottima prova. Come è stata ottima la riproposizione dell'unico brano tratto dal granitico e possente "Stomp 442", quella "fueled" che sapeva tanto di 'mazzata in faccia' (peccato che la band abbia estratto suonato solo un brano da quell'album).

 

La band del grande Scott Ian ha fatto spazio anche alla "storia", andando a riproporre un brano tratto dal loro album di debutto "Fistful Of Metal". La mitica "metal thrashing mad", song dove John Bush ha dato l'ennesima dimostrazione di poter reggere il confronto con gli storici singer della band. L'outro del cartone animato "South Park" (grandi Anthax!) ha chiuso degnamente un concerto riuscitissimo, coinvolgente e divertente.  

 

Shub Niggurath