A PERFECT CIRCLE

ROMA - HORUS - 14 GENNAIO 2004

Prima data del tour europeo del Cerchio Perfetto, che sceglie la Capitale  per proporre dal vivo le canzoni dell’ottimo “Thirteenth Step”: si prevedeva una massiccia presenza di pubblico, e infatti così è stato, anche se in molti sono rimasti fuori a causa della scelta della band di suonare solo in piccoli club, come appunto l’Horus. Appena entrati l’attenzione si riversava immediatamente sul palco, dove spiccava al centro un cerchio di metallo coperto da un telo, che si sarebbe poi rivelato il racchiuso spazio per le movenze di Maynard James Keenan.

L’apertura dei cancelli, di molto antecedente all’inizio al concerto, porta ad una lunga attesa da parte del pubblico: un’attesa che cominciava a farsi snervante, accompagnata in sottofondo dall’ultima fatica dei Massive Attack (che avremo sentito almeno due volte), ma per fortuna viene annunciato l’inizio del concerto, previsto per le 21:45, e viene fatta esplicita richiesta da parte degli A Perfect Circle di non fumare e non scattare fotografie (divieto rispettato da parte mia ma, come da buona tradizione italica, non da tutti).

 

Finalmente si spengono le luci e la band fa il suo ingresso sul palco:  sulla sinistra i nuovi acquisti James Iha e Jeordie Osborne White( meglio noto ai più come Twiggy Ramirez, ex Marilyn Manson), sulla destra Billy Howerdel e Josh Freese e, ovviamente al centro, Maynard, inizialmente nascosto dietro il telo che ci lascia intuire solo la sua figura. “Vanishing” è la canzone scelta per iniziare il concerto, con Howerdel a cantare insieme a Keenan, in un gioco di luci che  fa appunto apparire e scomparire il cantante: un inizio decisamente suggestivo, che si tinge di aggressività con la successiva “Pet”, cade il velo e Maynard è tra noi, rigorosamente di spalle, e così continuerà per tutto il concerto… Una scelta non apprezzata da tutti, ma che sicuramente conferisce un aura particolare alla sua prestazione.

 

E’ tempo poi di recuperare alcune delle gemme dell’esordio “Mer De Noms”, la splendida “The Hollow”, accolta da un boato del pubblico, e “Magdalena”, per proseguire in seguito con altri estratti dalla loro ultima fatica, tra cui spiccano “Weak And Powerless” e quello che Maynard ci ha annunciato essere il futuro singolo, ossia “The Outsider”.

 

Il vero e proprio momento clou della serata risulta però essere per il sottoscritto la doppietta “The Package”-“Three Libras”: la prima emoziante con il suo crescendo, che ci mostra un uomo in constante lotta con i propri demoni interiori, e la seconda semplicemente forse la migliore canzone scritta dal gruppo, che ha coinvolto tutto il pubblico presente. Ci è stata regalata anche una sorpresa, una versione  di “The Nurse Who Loved Me”, rivisitata per l’occasione rivisitata in chiave elettrica, per un risultato originale e spiazzante.

Dopo circa un’ora di concerto (un minutaggio effettivamente troppo esiguo per il costo del biglietto), la band annuncia il suo ultimo pezzo, l’ormai classica “Judith”, cantata a squarciagola da tutti, che chiude un concerto sì breve, ma capace di emozionare come pochi.

 

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