BRANT BJORK / DANKO JONES

(opening act: Chocolate Rockets)

MILANO - TRANSILVANIA - 06 APRILE 2006

Unica data italiana per il la tripletta Danko Jones- Brant Bjork- Chocolate Rockets, in tour in Europa fino alla fine di aprile. Arrivo al Transilvania Live sul finire dell'esibizione degli svizzeri Chocolate Rockets, prima fra le band in scaletta, e dalle ultime note che riesco a percepire deduco che il gruppo propone un punk'n'roll onesto ma non particolarmente degno di nota e a originalità zero, che tuttavia riesce nel compito di coinvolgere il pubblico e si rivela un antipasto gradevole prima degli attesi musicisti a seguire.

Il tempo di cambiare gli strumenti ed è il turno di Brant Bjork, accompagnato dalla band ormai inseparabile dei The Bros: Dylan Roche al basso, Mike Peffer alla batteria e Cortez alla chitarra . Il pubblico sotto al palco si fa sempre più folto -ho modo di constatare che l'affluenza all'evento si sta dimostrando decisamente alta, complice anche il prezzo abbordabile del biglietto d'ingresso- e scende il silenzio quando Brant  -che sfoggia un look sempre più hippie- piratesco-robboso - fa il suo ingresso e attacca con un ipnotico intro, che prelude alla parte più blues e desertica dell'esibizione. L'ex batterista dei Kyuss dimostra di trovarsi perfettamente a proprio agio con quello che è ora il suo strumento principale, regalando al pubblico un'esibizione magistrale, poco meno di 50 minuti di assoluta classe in cui il suo desert-rock scarno ma corposo e avvolgente riesce a scaldare e a incantare tutto il locale.

L'intensità e la magia che scaturiscono dalla sua chitarra effettata, -sostenuta dal suono omogeneo e compatto di una band che sta volentieri all'ombra di una simile personalità ma che sa svolgere in modo eccellente il proprio lavoro- è tale da far dimenticare in un tripudio di wah-wah anche l'eccessiva staticità dei musicisti e la sua voce non certo notevole. I brani proposti dalla band  -per lo più tratti dall'ultimo "Saved By Magic"- , che su disco risultano alla lunga un po' monocorde, vengono riproposti in una veste  meno "chill out" e più ritmata acquistando nuovo smalto e facendo agitare molte delle teste dei presenti, alternandosi a momenti di improvvisazione più dilatati ma non meno trascinanti.

L'atmosfera risulta riscaldata a dovere quando Brant e compagni lasciano il palco all'headliner della serata, Mr.Danko Jones. Questi fa il suo ingresso acclamato dal pubblico ormai numerosissimo, accompagnato dall'inseparabile bassista John “JC” Calabrese e dal nuovo batterista Dan Cornelius, subentrato a Damon Richardson all'inizio di quest' anno. Il terzetto si presenta con un look minimalista total black e apre le danze con i due supersingoli incendiari "Sticky Situation" e "Forget My Name" , -tratti rispettivamente dall'ultimo "Sleep Is The Enemy" e dal precedente "We Sweat Blood"- scatenando il delirio e dando il via a uno show travolgente. A monopolizzare l'attenzione grazie a una formidabile presenza scenica è proprio il possente frontman della band, una forza della natura, un autentico animale da palco dotato di un'energia inesauribile che dispensa senza alcun risparmio di forze.

Il power trio canadese alterna senza sosta brani di hard rock sanguigno, grezzo e ignorante, in cui sono il chitarrone tamarro di Danko e il suono grasso del basso distorto di JC a farla da padrone, a siparietti e sketches nei quali l'istrionico Danko intrattiene, diverte e infiamma il pubblico grazie a una mimica irresistibile e a una buona dose di attitudine cazzona. Il nuovo batterista sembra amalgamarsi alla perfezione con il muro di riff dei compagni anche se il suono massiccio della band viene penalizzato e un po’ appiattito dalla pessima acustica del Transilvania.

La capacità di tenere la scena del terzetto è tuttavia tale da evitare che nel corso dello show ci siano momenti morti o che venga meno il coinvolgimento del pubblico e lo spettacolo riesce a non annoiare mai nonostante le variazioni minime tra i brani del repertorio della band. Si esce dal bagno di folla e di sudore con la soddisfazione di aver assistito a una serata di puro rock’n’roll senza compromessi e con la voglia di averne ancora.

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