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Protagonisti di una serata anomala,
i Black Rebel Motorcycle Club hanno dovuto ritardare il
live di ben 1 ora in quanto la Milano nottambula della
domenica non aveva fatto i conti con lo sciopero dei mezzi
di trasporto. Ma nonostante i vari disagi per raggiungere
l’Alcatraz, nessuno poteva rinunciare all’ascesa sul
suono italiano dei "nuovi punk rocker" di San
Francisco. Robert Turner, Peter Hayes e Nick Jago, sono
loro l’anima ed il cuore di un rock 70’s che prende
ispirazione da Jesus And Mary Chain, Spiritualized,
Blondie, Ride ed un’altra serie infinita di nomi che
potrebbero far pensare ad un miscuglio shakerato
frettolosamente per palati giornalistici e inni al
"ritorno del rock puro!".
Niente di
questo, o almeno non sentiamo il bisogno di gridare alla
rivelazione del nuovo millennio (ci siamo stancati di
queste espressioni dialettali da carta stampata). Non possono
essere tutti fenomeni, non possono essere tutti la
scoperta del secolo, ma si può e si deve analizzare cosa
ci porta e cosa porta tutta questa gente ad assistere ad
un concerto di questa band molto "cupa" sia nel
look che nella sottomissione involontaria dei tre ai loro
strumenti, al palco ed al loro stesso pubblico.
Un pubblico vario
che si aggira intorno ai 25-30anni, ma che sa apprezzare
con sguardo attento e critico… non si lascia andare a
follie preconfezionate di urla "strazianti" e
pogo insensato…
Cavalcate
notturne, luci puntate sui loro volti, Robert, Peter e
Nick ad assaporare ogni nota, catturati da un’atmosfera
insolita se pensiamo al Dave Gahan esibitosi pochi giorni
prima tra ragazzine attente solo al culo dell’ex-depechemodiano
(?). I Black Rebel sanno
valorizzare la loro musica che è la vera protagonista,
perché loro se ne stanno dietro tutto come a rileggere la
loro musica, come spettatori di se stessi… appagati da
loro stesso "seme musicale". Un’ora
e mezza circa sospesa tra il vecchio ed il nuovo album,
due "realizzazioni" a confronto, sottolineate
dalla splendida "Love Burns" accompagnata da un
boato di approvazione mista a soddisfazione… Così
particolare… così mistica… così emozionale… una
batteria come a scandire i battiti del cuore… chitarre
di accompagnamento iniziale, chitarre deliranti, da
viaggio onirico tra realtà e passato su di un palco… il
letto "ribelle" dei San Francisco Boys… anche
lui spettatore di una musica senza tempo, fragile ma
complessa…
Una marcia
in più per questo gruppo che senza tante pretese sta
nelle vette alte delle classifiche rock che contano…
quasi timidamente direi… perché ci siamo trovati di
fronte a tre ragazzi che ripeterebbero questo live anche
nello scantinato di casa tua, per dimostrare quanto siano
indifferenti al luogo che li circonda, per non disperdere
nell’ambiente la loro musica. Luci puntate sui loro volti…
ombre ricreate nell’aria, tra il chiarore ed il rosso
fuoco. E
tra le "mura di casa" i Black Rebel si
attorcigliano sul loro sound fino al gran finale, una
musica senza fine… Tutti coloro che erano presenti alla
serata, ora pensano che la loro musica sia ancora lì sul
palco dell’Alcatraz… …Ad
aspettarli nuovamente, molto presto...
>Teo<
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