CIAFF

(opening acts: 3RD / SPELLCRAFT / NAMELESS CRIME / MARSHALL)

NAPOLI - PALAPARTENOPE - 4 LUGLIO 2003

Eccovi il resoconto di un’altra allegra serata di musica pesante in quel di Napoli. Ultimamente serate del genere sono in crescente aumento, non può che farmi piacere. Vedere che qualcuno si sbatte per organizzare iniziative come questa o la data di Paul DiAnno dello scorso maggio è un ottimo segno, che dovremmo tutti supportare incondizionatamente, a prescindere dal nostro sottogenere preferito (ebbene sì, c’è chi fa anche questo…sigh…). Ero molto curioso di vedere all’opera i Ciaff, band sul cui assalto sonoro in molti hanno speso ottime parole. Personalmente conoscevo piuttosto bene i trascorsi negli Undertakers del singer Rico Big G/One e del chitarrista Butch ‘Natrella, per questo mi aspettavo qualcosa sicuramente all’altezza della loro fama. 

 

Arrivo al Palapartenope poco dopo le 21, pensando di trovare già sul palco i salernitani 3rd, cui era stato affidato il compito di aprire la serata, invece l’inizio del concerto è stato posticipato di qualche minuto, per favorire l’affluenza degli ultimi ritardatari come il sottoscritto. Con piacere noto che finalmente è presente anche qualche stand di merchandise, ed effettuo così la prima sosta proprio presso quello dei Ciaff. Spulciando tra il materiale sono costretto a cedere ad una delle mie debolezze. Ebbene sì, a mezzo metro dai miei occhi c’era una bella t-shirt raffigurante la cover di “In Battle There Is No Law”, mitico debut dei “miei” Bolt Thrower! Purtroppo a Karl Willets (perché li ha mollati, perché?!?!?) e soci proprio non so resistere, così mi sono fiondato sulla maglia ed ho chiesto a Manlio, bassista dei Ciaff in quel momento allo stand, se poteva gentilmente tenermela da parte fino a fine serata, dato che durante il concerto mi sarebbe stata d’intralcio tra le mani. Detto, fatto. 

 

Nel frattempo sul palco i 3rd ci salgono per davvero, ed iniziano a sciorinare praticamente il meglio del loro repertorio (ricordiamo che hanno esordito nel 2000 con un mini cd), anche se i (pochi a dire il vero) presenti non si entusiasmano moltissimo. Il potente Metal-Core proposto dalla band di Salerno è comunque di ottima fattura, la musica è di buon impatto, penalizzata però da un’acustica gestita in maniera piuttosto pedestre. Da segnalare in scaletta la presenza di una cover degli Slipknot (mi sembra fosse “Sic”, ma non ci metterei la mano sul fuoco), usata per coinvolgere maggiormente il pubblico. 

 

A seguire irrompono sullo stage gli Spellcraft, gruppo Gothic di L’Aquila, che attendevo di vedere con una certa curiosità, essendo autore di una proposta musicale che è normalmente tra le mie favorite. Purtroppo qui si tocca il fondo, e non per colpa della band. L’acustica da pedestre diventa palesemente scandalosa. Da quel poco che le mie orecchie sono riuscite a distinguere, mi è sembrata una band con un sound piuttosto influenzato da certe cose care ai Sentenced, ma ad ogni modo troppo poco per fornire un giudizio completo. Complimenti per la buona volontà comunque, spero di poterli ascoltare su demo quanto prima. 

 

Tocca adesso ai Nameless Crime, che vedo dal vivo per la seconda volta nel giro di poco più di un mese. Il mio giudizio non cambia di una virgola rispetto alla loro prova di supporto a Paul DiAnno, anche se oggi hanno dovuto anch’essi fare i conti con un’acustica che proprio non ne voleva sapere di stabilizzarsi. Il loro Power-Thrash di stampo americano ha un impatto non indifferente, tecnicamente ci troviamo di fronte a strumentisti eccellenti. Proprio non riesco a mandar giù però la voce del loro cantante, ancorata a certi stilemi Power europei, quando vedrei meglio una voce più “potente”, se mi passate il termine, a regnare sul loro muro di suono. Ovviamente si tratta di un semplice parere personale, che non deve per nulla scalfire quanto fatto dalla band fino adesso. Ribadisco, in futuro potranno regalarci soddisfazioni ancora più alte maturando e sfruttando al massimo le loro potenzialità. 

 

Salgono quindi sul palco i Marshall, band che ha iniziato la sua carriera oltre dieci anni fa, incidendo addirittura un LP nel lontano 1991, tornando in attività dopo uno scioglimento solo in tempi recenti. La loro proposta musicale, Heavy Metal classico con influenze Power e anni ’80, non è esattamente il mio genere, è per questo che dopo le battute iniziali (tra l’altro caratterizzate come al solito da pessima acustica) mi faccio da parte e vado a fare un giretto nei meandri del Palapartenope, non prima di aver fatto una salutare capatina alle toilette, ove incontro un death metaller dai gusti piuttosto simili ai miei, probabilmente anch’egli poco entusiasta della proposta dei Marshall, con cui mi intrattengo qualche minuto a scambiare opinioni. 

 

Torno al mio posto proprio mentre il set dei Marshall sta giungendo al termine, è finalmente il momento degli headliners. I Ciaff salgono sul palco e sorprendono tutti per l’enorme carica profusa. La loro proposta, auto-definita Mobster-Core, è un potente miscuglio di Death Metal, Thrash-Core e soprattutto Hardcore, tutti elementi ben presenti anche nel sound degli Undertakers, anche se questi ultimi propendono verso lidi più prettamente Brutal Death e GrindCore. Il pubblico si lascia coinvolgere, anche in virtù del carisma del simpaticissimo Rico, più che un cantante un vero entertainer, ovviamente alla sua maniera! Esegue più volte un esilarante balletto fatto di movimenti sconnessi o quasi, davvero da vedere! Non contento, inizia ad interagire ripetutamente col pubblico, allestendo diversi siparietti tra una song e l’altra, come ad esempio quando si presenta con una bandiera della squadra del Napoli ed inizia a prendere in giro alcuni membri dei 3rd perché tifosi della Salernitana. Anche il suo vocione è riuscito a concludere il concerto senza calate di tono, sebbene fosse reduce da un concerto in quel di Roma la sera prima, dimostrando potenza e resistenza vocali non indifferenti. La serata si conclude con una stortissima e malatissima versione di “Song #2” dei Blur, stuprata da questi pazzi scatenati in un una maniera incredibile, ovviamente nel senso buono del termine. Ciò che ne esce fuori è un pezzo senz’altro ideale a concludere i loro infuocati shows. 

 

E’ da poco passata la mezzanotte, le luci si riaccendono e ci rendiamo conto che non ci saranno altri bis. Si è trattato comunque di un concerto piacevole. I Ciaff hanno offerto uno show potente e divertente, di cui senz’altro posso ritenermi soddisfatto, mentre le esibizioni degli opening acts sono andate via tra alti e bassi, non sempre a causa dei musicisti stessi. Ad ogni modo si è trattato di una serata tutto sommato positiva, si spera preludio a molte altre della stessa serie, magari organizzate in maniera più professionale, specialmente per ciò che concerne la parte sonora, visto che l’acustica ha fornito più d’un grattacapo.

Tony Aramini