DROPKICK MURPHYS

MELBOURNE - THE PALACE - 28 MARZO 2007

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Let's go Murphys, let's go Murphys. Per mezz'ora il Palace non ha fatto altro che gridare le'ts go Murphys: con questa premessa le scarsissime aspettative nei confronti degli austra(lopitechi)liani sono state immediatamente accantonate. Dalla regia mi dicono che in Australia il pubblico e' mongolo: sta fermo, non si muove di un centimetro, e' serio e non canta i cori quando il cantante tende il microfono verso gli astanti (<--- chiappemoto?, vezzeggevole idiosincrasia smerigliante,,,). Ma tonight sapevo che m'avrebbero smentito perché Melbourne e' punk. Il Palace gremito porta migliaia di posti e tonight non c'era nemmeno un mandorlato a pagarlo oro, bensì la quantità di rossi dagli occhi verdi era ai limiti del clamoroso: evento prevedibile, direte voi. E ci avete ragione, voi, però state zittini e leggete.

I Murphys tonight eravamo noi: un'ora e mezzo di salti e cori e di abbracci e sorrisi e di accendini e lacrime. Viene voglia di tornare a casa solo per fracassare a martellate i dischi dei nerds che incidono la musica per sé stessi; viene voglia di prendere a sassate i mongoli che salgono sul palco voltando le spalle al pubblico (è una novità: non l'ha mai fatto nessuno prima; é choccante e pregno di significato, ma soprattutto e' anticonformista e alternativo); viene voglia di ammazzare di botte quelli che ascoltano i mongosicisti a cui alludo; viene da pensare che non c'e' miglior musica al mondo, ma soprattutto viene da pensare che la serata era proprio di quelle demoniache: per avere l'atmosfera perfetta, infatti, mancavano soltanto il Demone e la Diavola.

I Murphys sono uno piu' indiavolato dell'altro e il concerto e' una terapia per non andare in strada a saccagnare di mazzate la gente: calci sull'ampli, volume al massimo, non è abbastanza, calci sull'ampli, urla sull'ampli, la bile travasa, stage-diving continuando a suonare e urlare come posseduti. La scaletta e' di quelle da incorniciare: molti pezzi da 'do or die' (l'ovvia introduzione lasciata a 'cadence to arms', 'caught in a jar', eccetera), saccheggiato (ovviamente) 'the warrior's code', le consuete cover dei Misfits e degli acid ezy (su 'long way to the top' il locale ha tremato), il tutto suonato much more heavy delle versioni da studio e con in più un pugno d'animali da palco intento a fracassare (e non è affatto un eufemismo) la strumentazione.

Sono andato per i cazzi miei dopo una giornata di lavoro: volevo vedermelo tranquillotranquillo, ma tempo 3 canzoni e qualcuno mi ha abbracciato fissandomi come si fissa un fratello ritrovato dopo 30 anni dalla Carra', di li' in poi il palco era Via Palmiro Togliatti di notte dalle puttane, solo che qua ridevano procaci ventenni dal sangue irlandese, non travelli brasilenji (per la serie 'e shcusa se e' poco'). Tra voi molti li hanno tutti a casa (i Murphys, non i travelli - o almeno lo spero), agli altri dico che ci vuole davvero poco a scansare la merda che vi soffoca il cervello e andare a comprare la loro intera discografia; dopo ciò non vi rimane altro da fare che andarli a vedere ovunque in Europa (riuscite ad immaginare cosa potrebbero creare in quel di Dublino?), anche perchè ve la cavate con meno di 100 euri, aereo compreso. Li valgono tutti e anche di più: raramente ho visto gente così brava a tenere il palco e ancor più raramente ho visto una pletora di mediocri sconosciuti qualunque diventare fratelli per un'ora e mezza. Settimana prossima si replica con il quadrifoglio Flogging Molly e Gogol Bordello, la successiva Pixies e Pet Shop Boys, so: stay attento e stai tuned.

Shub Niggurath