EINSTÜRZENDE NEUBAUTEN

MILANO - ALCATRAZ - 09 MARZO 2004

 

 

 

 

SETLIST:

1.       Ein leichtes leises Säuseln

2.       Dead Friends (Around the Corner)

3.       Perpetuum Mobile

4.       Redukt

5.       Youme & Meyou

6.       Neun Arme/Rampe

7.       Die Befindlichkeit des Landes

8.       Seltener Vogel

9.       Ozean und Brandung/Paradiesseits

10.   Grundstück

11.   Selbsportrait mit Kater

12.   Haus der Lüge/Armenia

13.   Sabrina

14.   Ich gehe jetzt

ENCORE:

1.       Alles

 

 

 

 

 

La Premessa: non sono un fan secolare degli Einstürzende Neubauten. La mia conoscenza relativa agli anni giovanili della band, gli ’80, si limita a qualche vago ricordo. Nei ’90 mi accorgo di qualche singolo e video, Blume o Sabrina, ma non c’è ancora passione.

 

L’interesse nasce in via obliqua con la grande passione del sottoscritto per Nick Cave, con la cui band Blixa Bargeld ha suonato per quasi vent’anni, alternandosi tra i Bad Seeds e i suoi Neubauten. Così, nonostante la conoscenza di una manciata di canzoni, decido di approcciarmi al concerto milanese del Perpetuum Mobile Tour 2004, con molta curiosità ma anche molti dubbi. ‘Sarà un concerto rumoroso, la musica sarà ostica, i testi in tedesco, i suoni troppo “industriali”’ e via dicendo…sono i dubbi che mi accompagnano prima della performance.

 

Smentito in pieno! Sul palco dell’Alcatraz va in scena un gran concerto in piena regola, con musica di prim’ordine, seppur non per tutte le orecchie. Perché se una band riesce a conquistare ed entusiasmare un pubblico che non li conosce bene e per di più è scettico nei suoi riguardi (era il mio caso), allora giù il cappello!

 

Impressioni: la prima cosa che si nota entrando è la stranezza della strumentazione sul palco, a parte una bizzarra batteria, gli altri strumenti visibili sono di difficile interpretazione. Cresce la curiosità. I primi a salire sono il tastierista occasionale, Ash Wednesday, e il bassista storico, Alex Hacke, attaccano qualche nota, poi si fermano;  Blixa Bargeld, Jochen Arbeit, Andrew Chudy e Rudi Moser entrano in scena ben 5 minuti dopo i loro colleghi (intenti evidentemente a sistemare gli ultimi dettagli del campionatore e del mixer). Il pubblico li accoglie molto rumorosamente, sebbene il locale sia pieno solo per ¾.

 

Il concerto: si ricomincia…ad aprire sono le note leggere di Ein Leichtes leises Säuseln, che crea subito un atmosfera rapita tra l’audience, grazie anche alla voce “teutonica” ma al tempo stesso dolce di Blixa. Il quale si dimostra subito ben diverso dal Blixa conosciuto con i Bad Seeds : se li era statuario e posato, qui libera tutto l’estro e l’energia più consoni, forse, al tipo di musica dei Neubauten. (Sarà anche il fatto che qui è la sua musica, il suo progetto, rispetto a un Nick Cave col quale, sì, collabora e scrive le musiche, ma che in fondo non gli appartengono fino in fondo).

Parla in inglese per salutare il pubblico e introdurre i pezzi, sforzandosi anche in qualche maldestro ma simpatico tentativo con la lingua italiana. L’inizio è promettente.

 

Seguono a ruota Dead Friends e Perpetuum Mobile, che da il titolo ad album e tour. Memorabile proprio quest’ultima, in un’esecuzione di 15 minuti circa preannunciata dal simpatico Blixa (“It’s very long, so if you wanna go home…start now”!!!). Della band, colpiscono in primo luogo Rudi Moser (con la sua batteria quasi interamente fatta in casa con piatti di ferro, molle, aste e lastre d’acciaio, tubi di gomma lunghi tre metri) e il percussionista Andrew Chudy (che suona un po’ di tutto, da pezzi di acciaio di varie forme e dimensioni, a rasoi elettrici, trapani, compressori e scatole di alluminio trascinate sul palco!!). Robe mai viste!

 

Alex Hacke al basso è forse quello dei sei che appare in modo + tradizionale, con il suo basso normale e le sue movenze da rockstar hard rock. Jochen Arbeit alla chitarra si sente meno, ma i suoi suoni sono altrettanto strani quanto quelli dei suoi colleghi della sezione ritmica.

Ash Wednesday contornia l’essenzialità “industriale” delle percussioni con la sua tastiera il suo campionatore.

 

Il concerto è giustamente imperniato sul nuovo album, dal quale vengono eseguite anche Youme & Meyou, Seltener Vogel, Ozean&Brandung, Paradisseits, Grundstück, Selbstportrait mit Kater e Ich gehe jetzt, ma non mancano le chicche per vecchi aficionados come Haus der Lüge, Armenia e Neun Arme, e estratti dai Neubauten anni ’90 come Sabrina (la + acclamata) e Die Befindlichkeit des Landes. La musica trascina, la performance della band intriga e stupisce, le due ore e oltre di concerto passano veloci, tra una birra e l’altra.

 

Si segnalano, tra i pezzi, Ein Seltener Vogel (al grido “Ararat”), Sabrina (acclamatissima dal pubblico e in grado di reggere il paragone con la versione originale), la poliritmica Perpetuum Mobile, Youme&Meyou (con Rudi Moser sul front stage al fianco di Blixa a pichiettare su dei tubi di gomma) e Selbsportrait mit Kater con il suo ritmo e l’entusiasmante finale in crescendo sulle note di “life on other planets is difficult” sopra il quale Blixa Bargeld introduce la band con un simpaticissimo siparietto in cui traduce letteralmente i nomi dei suoi in un buffo italiano dal marcato accento tedesco! Per cui Jochen Arbeit diventa Giacomo Lavoro, Ash Wednesday, Àsce Mercòledi (con l’accento sulla o!), Rudi Moser diventa Rodolfo Moseri….intervallate da brevi presentazioni sempre in italiano, ma purtroppo incomprensibili, vuoi per la parlata stessa di Blixa, vuoi soprattutto per l’acustica del locale, vivamente da censurare. Infatti la cosa + penalizzante è stata appunto la diffusione sonora dell’Alcatraz unitamente a un mixing spesso non perfetto (alcuni suoni e campioni sono emersi soltanto riascoltando il cd mentre erano inudibili durante l’esibizione e viceversa).

 

La chicca finale è la possibilità di acquistare, nel banco merchandising, il doppio cd del concerto stesso appena terminato, per la non modica cifra di 28 €, prontamente spesi dal sottoscritto. Mancano purtroppo dal cd le ultime canzoni, soprattutto Sabrina e Haus der Lüge. Per quanto la registrazione non riproduca fedelmente l’impatto sonoro del concerto, perdendo alcuni suoni ed enfatizzandone altri, essa merita sicuramente un ascolto prolungato e attento, perché gli Einstürzende Neubauten restano comunque una band difficile, che combina sonorità molto variegate e bizzarre, ma che sanno lo stesso stupire e affascinare l’ascoltatore.

 

Marco S.