INFERNO FESTIVAL

OSLO - ROCKEFELLER MUSIC HALL - 5/6/7 APRILE 2007

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L'Inferno festival è semplicemente il miglior festival indoor di metal estremo di tutta Europa. L'organizzazione, la location, la qualità dell'aria sono eccezionali e bla bla bla.
L'edizione 2007 vedeva una scaletta -se vogliamo- inferiore a quella della precedente edizione, tuttavia non sono mancate sorprese e conferme. Mò basta, leggetevi il resoconto.

Giovedì 5 Aprile 2007

Fatal Demeanor (4,5): A causa di un cantante ignobile hanno, diciamo così, "fatto cacare". Volevano fare una specie di raw black metal a là Carpathian Forest. I risultati li lasciamo alla vostra immaginazione.

Norwegian Metal All Stars (6): hard'n'heavy metal revival jam session. Divertenti.

Trinacria (6): Progetto strano e fuori dalle logiche classiche del metal tout court. Si impegnano nel non fossilizzarsi e spesso ci riescono.

Primordial (7): Caldi e fieri quanto un pene eretto, gli irlandesi sanno coinvolgere i presenti grazie all'istrionico Allan, re indiscusso della scena.

Zyklon (6,5): Potenti e compatti quanto un rutto alla gassosa.

Suffocation (8): I migliori di giornata. Una setlist da lacrime ed una prestazione senza sbavature. Brutali.

Venerdì 6 Aprile 2007

Ravencult (3): Unheardable black metal. Passateci il termine.

Red Harvest (6,5): Nonostante si siano smarriti nello spazio del black metal alternativo che loro stesi si sono creati, vederli suonare è una soddisfazione.

God Dethroned (5): Va bene la storia e il rispetto che occorre portare verso gente che si sbatte da quindici e rotti anni, ma dal vivo gli olandesi sono piatti quanto la classica tavola da surf con la quale si tende ad equiparare le tette di una sfortunata e non esattamente procace ragazza.

Rotten Sound (6,5): Sono felici e questo lo trasmettono suonando con particolare ritmo e carica. Bravi.

Sigh (4): Una pena. Noiosi e inutili, a parte la dolce e nuda sassofonista passera. Alleghiamo scatto della puttana in oggetto.

Moonspell (7,5): Sorpresa. Non ci saremmo mai aspettati una resurrezione da parte di Fernando R. e soci, tuttavia l'esperienza maturata sui palchi di tutto il mondo durante questi anni s'è fatta sentire ed ora i portoghesi riescono a dare quanto da loro ci si aspetta in modo legittimo. Anche se i pezzi vecchi sono una spanna sopra, e la band lo sa: infatti in scaletta ne hanno messi un bel po’. Yo.

Immortal (7): Una fatica della madonna per guadagnarsi la prima fila... e non si sentiva altro che il basso da lì sotto. Porco**io! Allora ci si allontana e si gusta meglio il concerto della reunion, un evento per nostalgici dei bei tempi che furono, gratificati da una bella serie di canzoni tratte dal meglio della discografia dei Panda. Poi Abbath si traveste da mangiafuoco, gli si slacciano gli scarponi da IIIa guerra mondiale, gli muore l'amplificatore/si ferma la canzone/si incazza e "Blashyirk" viene di merda. In quel momento pensi: "Migliaia di kilometri fatti per niente! Mi sembra di essere ad un concerto della Live.". Poteva andare meglio, oh. Mondo di merda.

Sabato 7 Aprile 2007

Brutal Truth (7): Come fanno a non piacerti? Cioè, Kevin S. con un copricapo da cow-boy, Danny/Telespalla Bob che si dimena come un invasato e il batterista è un "unstoppable force", semplicemente FOLLE. FOLLE. Da grandi vogliamo diventare come lui perchè si veste in modo fico, è gentile e e gira il mondo suonando e divertendosi. Bastapococheccevò.

DHG (7): Pur avendo una discografia particolarmente variegata e quindi di difficile riproposizione on stage, i nostri amici hanno saputo farci passare momenti da incubo con i pezzi più recenti e caotici. Poi è arrivato sul palco quel ciccione di Aldrahan e ci hanno calato negli abissi del black metal di "Kronet til Konge" con buona fedeltà, dieci anno dopo.

Blood Tsunami (6,5): Anche in questo caso si tratta di revival, stavolta thrash metal. Solo che con una ripulitina agli abiti e due noci di gel in più questi giovanotti, coadiuvati da Bard Faust alla batteria, finirebbero sulla copertina di Terrorizer come next big thing del(l'ormai defunto) merdal-core che ha rotto il cazzo peggio del gnu-metal nel 2000.

Dark Funeral (3): Ma questi ci hanno mai creduto in quello che fanno, "Open the Gates" a parte? Black metal gay bar still opens.

Koldbrann (5): Peculiarità dei gruppi black metal di recente generazione è quella di uscirsene con un disco di debutto mediamente bello e poi cacare una ciofeca che vale l'acquisto/l'ascolto solo se vi balla il tavolo di cucina o se non avete altro da fare in quel momento. Detto questo, i nostri amici pittati sono proprio trascurabili dal vivo, per non dire di peggio.

Tiamat (6,5): Un pelino fuori contesto, però quell'omino pelato che canta e suona la chitarra vestito da fighetto gaio, ne sa.

Anaal Nathrakh (9,5): Decisamente i migliori di tutti i trenta gruppi del festival. Una esplosione di violenza senza precedenti: ci hanno asfaltato.

Sodom (6,5): Vabbeh, i gruppi storici generalmente possono vantare un'esperienza ed una familiarità con il palco che anche se non ne hanno voglia ti fanno il concerto divertente. I So(r)dom(s) sono vecchi, ricurvi e tronfi. Tom ha sempre una voce al vetriolo e tutto fila liscio, anche quando sale Abbath e parte "Ace of Spades". Nostalgia canaglia.

Alla prossima, amici del calcio dilettantistico!

Grella_13