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Il nuovo fenomeno giornalistico arriva questa volta
dall'Australia, terra di quattro rockettari con influenze
retrò dai Rolling Stones agli Ac/Dc, dai Ramones agli Who
(da notare un fan dei Jet con maglia Oasis e le urla di
quattro dementi che durante le pause del live inneggiavano
alla band dei fratelli Gallagher). Avrete già compreso
l'inutilità di questa band, roba già sentita e che
nonostante tutto viene rispolverata ogni giorno e
miticizzata proprio da coloro che si ritengono gli esperti
musicali, i critici strapagati per creare un evento prima
e distruggere tutto in poco tempo (dipende sempre dalle
leggi del mercato).
Si dichiarano profeti del rock puro e grezzo delle origini,
peccato che però siamo nel 2004!
Avete presente l'effetto che fanno tanti granelli di sabbia
fine su di una spiaggia adriatica?
Bene, provate a sostituire ogni granello col nome di una band
rock nata in questi ultimi anni e
poi scriveteci: ECCO COME CI SI GUADAGNA DA VIVERE DAI 70 IN
POI. "Get Born" l'album uscito l'anno scorso è
piacevole, orecchiabile... e il nome del produttore è
tutto un programma: Dave Sardy (Dandy Warhols, Marilyn
Manson), colui che col business ci gioca a briscola tutte
le sere prima di andare a letto (contanto i soldi nella
vasca idromassaggio) mentre il mondo intero si sconvolge
con l'immagine del "cattivissimo" Manson e si
rallegra con le "bananate" dei Duran Warhols.
Il live è l'unica nota positiva; locale strapieno come nelle
migliori occasioni e gente vista e stravista che come il
sottoscritto si attacca a quei pochi locali milanese degni
di nota per stare bene prima con se stessi e poi con gli
altri. Peccato che molta gente (inutile in questo mondo)
si debba sempre far notare per il suo essere ottusa (vedi
citazione Oasis precedente), ma nonostante questo si
respirava un'aria brillante! Ottima esibizione della band (che forse dovrebbe cominciare a
sperimentare, altrimenti nel 2500 ci vedremo ancora i
Rolling Stones in formato manichino alla Kraftwerk!),
ottima tenuta sul palco e grande carica esercitata dai
pezzi clou dell'album: da "Last Chance" a "Rollover
Dj", dalla hit "Are You Gonna Be My Girl"
alla lodevole "Look What You've Done" dolce e
romantica, un po' inaspettata dai Jet.
Estasianti le belle ragazze presenti, che ci deliziano con la
loro poesia, la loro triste bellezza, di figlie dei fiori
nate nell'anno sbagliato oppure delle solite darklady che
cercano di capire cosa stanno ascoltando, nell'attesa di
scatenarsi col dopo-live! Ottima acustica (cosa alquanto
strana al Transilvania) ed un buon live che scorre
velocemente verso la fine, con una esibizione finale molto
interessante: viene chiamato sul palco un ragazzino (amico
dei Jet) che accompagna la canzone con l'armonica. Se
volete musica nuova, cercate altrove, soprattutto tra quei
nomi poco noti che la stampa non cita!
>Teo<
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