KINGS OF LEON

MILANO - RAINBOW - 17 NOVEMBRE 2003

 

 

Dal Tennessee a Milano, dalla chiesa al Rainbow Club… Ne hanno fatta di strada questi quattro ragazzotti americani: Caleb (voce e chitarra), Nathan (batteria), Jared (basso) e Matthew Followill (chitarra). Figli di un predicatore nomade… con un passato "sacro" al servizio dei "fedeli"... finalmente han trovato il sentiero del rock’n’roll ed un pubblico in grado di valorizzarli… Classica rock-band di stampo anni ’70, sospesi tra Rolling Stones e Velvet Underground ed influenzati dagli ascolti giovanili: su tutti Led Zeppelin, Tom Petty ed i Clash!

 

Ma veniamo al live… un’oretta scarsa di grande energia… uscita da un repertorio molto povero (un solo album all’attivo), ma di grande impatto soprattutto nella seconda mezz’ora, quando hanno iniettato nelle nostre menti delle scariche adrenaliniche potenti, dettate dal quelle chitarre così dannatamente "sfruttate" come fossero "schiave al servizio della musica". Quattro volti acqua e sapone (Caleb si ritoccava ogni minuto i suoi capelloni scomposti), ma un look dannatamente 70’s che rispecchia il loro sound retrò e garage.

 

Una prima parte scandita da un ritmo abbastanza blando e poco coinvolgente tanto da non far scomporre quasi nessuno (Rainbow Club strapieno)… ma successivamente grazie anche al loro pezzo doc "Holy Roller Novocaine" e ad altri di grande intensità, hanno fatto ribaltare i più scalmanati delle prime file con un rock-blues tipicamente 70’s da cavalcata nel Far West!

 

Il loro primo disco "Youth & Young Manhood" è uscito a metà 2003 sotto la RCA di New York, ed è proprio qui che hanno incontrato gli Strokes… da poco loro grandi fan accaniti… Anche la stampa (NME su tutti) ha riservato loro grandi apprezzamenti… e quindi non ci resta che sperare in un grande futuro per questa band che nonostante la giovane età dei componenti, ha saputo rinfrescare il sound che ha fatto sognare milioni di persone in tutto il mondo…Dopo i Warlocks… una grande scoperta…

 

>Teo<