MORBID ANGEL

(opening acts: Krisiun)

ROMA - HORUS - 03 MARZO 2004

 

 

 

 

 

 

L'Horus è un posto carino. Innanzitutto è stranamente vicino a casa mia, e scusate se è poco; inoltre i buttafuori sono simpatici, e lì intorno c'è tutto quello di cui può avere bisogno il metallaro medio (vinaio, pizzeria, cornetteria, chiesa, farmacia, parchetto isolato). Dentro però è un po' piccolo, ed è un peccato che ci debbano suonare i Morbid Angel.


Parliamoci chiaro: si tratta di un gruppo di serie A. E guardami negli occhi, lettore: il motivo principale ne è Trey Azagthoth, è lui ciò che differenzia gli angioletti dalla marmaglia di capelli al vento, seste a vuoto, tupatupa-trrrrrrr, accordi minori che saltano di un semitono, tutto ciò che è rappresentato dal gruppo spalla Krisiun, forti sì, bravi sì, coinvolgenti sì, ma anche un po' troppo monolitici; Trey Azagthoth, che è un musicista con la M maiuscola, lo capisci, si vede, Cristo, da come impugna la chitarra, che mentre altri sembrerebbero madri cullanti amorevolmente la figlia lui è un padre degenere che la violenta. L'impressione è che con quella cosa lì che tiene in mano e che dondola avanti e indietro Trey potrebbe fare ciò che vuole, con una naturalezza disarmante ed una sorta di totale rapimento estatico, forse si contiene pure, per graziarci, per non ferirci a morte con quei suoni estranei che può solo concepire, ci viene da pensare, chi ha vissuto nell'inferno così tanto da risultarne ormai immune; io posso solo immaginarlo sotto l'effetto di strane sostanze, chiuso in camera con l'amplificatore che fischia impazzito per ore ore ore ore ore ore ore e ore, la mente ed il corpo in un'altra dimensione.


I suoi compagni di band, al confronto, sono poco più che mestieranti di un gruppo che alcuni dicono essersi adagiato sul mestiere da tempo. In fondo Pete pompa come un dannato e Tucker fa la sua sporca figura, ma agli occhi della maggior parte dei presenti non è lui il miglior cantante dei Morbid Angel. Trey stesso ha ormai altri interessi, e io non sono nessuno per criticare Quake III (gran gioco, per inciso), anche se forse sarei stato contento di vederlo salire sul palco allucinato perso come ai vecchi tempi.

Qualcuno fa notare che le canzoni di Heretic dal vivo sono una mazzata in pancia non da poco, e io sottoscrivo in pieno; ma pubblico e gruppo danno palesemente il meglio di sé in pezzi del calibro di Where the Slime Lives, Rapture, God of Emptiness e Chapel of Ghouls (proposta in finale, insieme alla prova, che qualcuno si ostina a definire "assolo", del fatto che Trey non appartenga del tutto a questo pianeta), che assommano ad almeno un 5-6 milioni di mazzate in pancia. Non vi sto dire come siano stati perfetti, come i paganti abbiano dimostrato di gradire con pogo furibondo e headbanging ad oltranza, di come abbia fatto male una Lord of all fevers and plagues. In compenso sappiate che non sono stati fuoriosissimi e cattivissimi, sorridevano persino (ogni tanto). Meglio così, vuol dire che in fondo non sono ancora completamente stufi di fare le stesse cose ogni sera davanti a pubblici sbraitanti piuttosto omologati in visibilio per un "porco dio" che si ucciderebbero per un asciugamano o una foto sul cellulare. Il loro compito è svolto alla perfezione, e se ormai non sono ancora i più estremi e pesanti sulla terra poco mi importa.

 

Emanuele "Maraska"