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L'Horus è un posto carino. Innanzitutto è stranamente
vicino a casa mia, e scusate se è poco; inoltre i
buttafuori sono simpatici, e lì intorno c'è tutto quello
di cui può avere bisogno il metallaro medio (vinaio,
pizzeria, cornetteria, chiesa, farmacia, parchetto
isolato). Dentro però è un po' piccolo, ed è un peccato
che ci debbano suonare i Morbid Angel.
Parliamoci chiaro: si tratta di un gruppo di serie A. E
guardami negli occhi, lettore: il motivo principale ne è
Trey Azagthoth, è lui ciò che differenzia gli angioletti
dalla marmaglia di capelli al vento, seste a vuoto,
tupatupa-trrrrrrr, accordi minori che saltano di un
semitono, tutto ciò che è rappresentato dal gruppo
spalla Krisiun, forti sì, bravi sì, coinvolgenti sì, ma
anche un po' troppo monolitici; Trey Azagthoth, che è un
musicista con la M maiuscola, lo capisci, si vede, Cristo,
da come impugna la chitarra, che mentre altri
sembrerebbero madri cullanti amorevolmente la figlia lui
è un padre degenere che la violenta. L'impressione è che
con quella cosa lì che tiene in mano e che dondola avanti
e indietro Trey potrebbe fare ciò che vuole, con una
naturalezza disarmante ed una sorta di totale rapimento
estatico, forse si contiene pure, per graziarci, per non
ferirci a morte con quei suoni estranei che può solo
concepire, ci viene da pensare, chi ha vissuto
nell'inferno così tanto da risultarne ormai immune; io
posso solo immaginarlo sotto l'effetto di strane sostanze,
chiuso in camera con l'amplificatore che fischia impazzito
per ore ore ore ore ore ore ore e ore, la mente ed il
corpo in un'altra dimensione.
I suoi compagni di band, al confronto, sono poco più che
mestieranti di un gruppo che alcuni dicono essersi
adagiato sul mestiere da tempo. In fondo Pete pompa come
un dannato e Tucker fa la sua sporca figura, ma agli occhi
della maggior parte dei presenti non è lui il miglior
cantante dei Morbid Angel. Trey stesso ha ormai altri
interessi, e io non sono nessuno per criticare Quake III
(gran gioco, per inciso), anche se forse sarei stato
contento di vederlo salire sul palco allucinato perso come
ai vecchi tempi.
Qualcuno fa notare che le canzoni di Heretic dal
vivo sono una mazzata in pancia non da poco, e io
sottoscrivo in pieno; ma pubblico e gruppo danno
palesemente il meglio di sé in pezzi del calibro di Where
the Slime Lives, Rapture, God of Emptiness e Chapel of
Ghouls (proposta in finale, insieme alla prova, che
qualcuno si ostina a definire "assolo", del
fatto che Trey non appartenga del tutto a questo pianeta),
che assommano ad almeno un 5-6 milioni di mazzate in
pancia. Non vi sto dire come siano stati perfetti, come i
paganti abbiano dimostrato di gradire con pogo furibondo e
headbanging ad oltranza, di come abbia fatto male una Lord
of all fevers and plagues. In compenso sappiate che non
sono stati fuoriosissimi e cattivissimi, sorridevano
persino (ogni tanto). Meglio così, vuol dire che in fondo
non sono ancora completamente stufi di fare le stesse cose
ogni sera davanti a pubblici sbraitanti piuttosto
omologati in visibilio per un "porco dio" che si
ucciderebbero per un asciugamano o una foto sul cellulare.
Il loro compito è svolto alla perfezione, e se ormai non
sono ancora i più estremi e pesanti sulla terra poco mi
importa.
Emanuele
"Maraska"
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