NECRODEATH

(opening acts: DISEASE / KISS OF DEATH)

ROMA - ALPHEUS - 10 OTTOBRE 2004

Il ricco autunno di concerti nella Capitale continua con quello dei Necrodeath. Fra l'altro, in un altro locale stasera si sono esibiti gli Alabama Thunderpussy; due concerti metal di gruppi importanti nella stessa sera: un evento più unico che raro qui a Roma! 

Arrivo al concerto dopo aver perso completamente la prova dei Disease e quasi tutta la prova dei Leccesi Kiss Of Death. Fra le ultime cartucce sparate dalla band c'è la cover di "Raining Blood"; la furia esecutiva non era quella degli Slayer ma l'esperimento è da considerarsi riuscito, dato che ha coinvolto e convinto buona parte dei presenti. Mi ha stupito fin da subito il numero di persone intente a seguire la prova dei Kiss Of Death; la band ha attirato sotto il palco un nutrito numero di persone, se si considera il fatto che sono (quasi) dei perfetti sconosciuti.

I Necrodeath, invece, sono tutt'altro che sconosciuti e nonostante la concomitanza con il concerto degli Alabama, la folla che ha accolto Flegias e soci era notevole (c'era molta più gente rispetto al concerto degli Entombed); si aprono le danze con la prima traccia di Ton(e)s Of Hate, "Mealy-Mouthed Hypocrisy", ed è chiaro che la band è in serata. Dopo un brano poco aggressivo (per lo standard del gruppo!), si passa ad una delle più belle canzoni che i Necrodeath abbiano mai scritto: "The Creature". Da questa canzone in poi si è formato un solco volto a dividere i pazzi per il pogo da tutti gli altri che volevano farsi rovinare le orecchie, ma non il resto del corpo. Eh sì, perché una band che ti spara nelle orecchie mezzo Into The Macabre ("Mater Tenebrarum", "Necrosadist", "Internal Decay" e "The Flag Of Inverted Cross", suonata nel primo bis, dopo l'intro tratta da Il Lago Dei Cigni), come minimo ti rovina le orecchie.

Dall'ultimo album, oltre alla già citata opener, sono state tratte "Perseverance Pays", "The Mark Of Dr. Z", "Petition For Mercy" e la title-track. Ed è proprio sulla title-track che Flegias si è confermato come eccellente frontman: pronto a dialogare con il pubblico, pronto ad intrattenerlo facendo le cornine e gridando più volte che il Papa e la Chiesa fanno schifo, pronto a scapocciare con la testa, ed è in momenti come questi che essere metallari è una figata. 

Circa a metà concerto, i Necrodeath decidono di fare un regalo agli organizzatori, al fonico, ai fans: Black Sabbath. Inutile soffermarsi sul grado di gradimento da parte del pubblico o sulla riuscita o meno della canzone, preferisco farvi partecipi di alcune frasi sentite dai tipi che stavano nella prima fila: "uffa, 'sta canzone però è troppo lenta". Roba che se quei tipini fossero stati sentiti da Flegias ora tornerebbero a casa con un bel microfono nel retto. Comunque la colpa è di Flegias, non ha detto chiaramente: "ora facciamo una cover tratta dal primo album dei Black Sabbath, datato 1969". Oltre a questa splendida perla, i Necrodeath hanno messo la classica ciliegina sulla torta chiudendo (il secondo bis!) con "Hate and Scorn". Col senno del poi, posso tranquillamente scrivere che la torta si è rivelata ottima e ricchissima, dato che il concerto è andato alla grande, le presenze più che soddisfacenti e le risate, grazie ai nuovi metallari, non sono mancate. Viva i Necrodeath.

 

Shub Niggurath