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Credo
tutti conoscano Peter Murphy e mi sembra inutile
dilungarmi. Sappiate solo che lo storico leader dei
Bauhaus decide - per strane e ancora sconosciute ragioni -
di suonare a Roma, allo ZOO BAR, il 9 di *luglio*, per
presentare il suo ultimo cd da solista, “Unshattered",
uscito in Italia il 23 maggio. La cosa mi sembrava molto
strana e mi subodorava di fregatura. Cosa che non si è
poi rivelata troppo sbagliata. Vediamo perché.
Per
prima cosa mi sembra di rigore ringraziare
l'organizzazione della serata, ben fatta e Giovane.
L'apertura del locale è stata ritardata di un'ora, e solo
dopo aver notato la calca che si ammassava sulle transenne
i Saggi Buttafuori capiscono forse che lo Zoo Bar non è
atto a contenere tutta quella gente. Si scopre infatti che
in prevendita sono stati venduti ben 500 biglietti, e il
locale può contenerne massimo 600. La gente comincia ad
adirarsi, delle darkettone AIDS rischiano di morire poiché
si stacca un pezzo di grondaia accanto all'ingresso,
quelli che intendono comprare il biglietto all'ingresso
(tipo me) cercano di capire quale sia l'entrata, per
poi scoprire che i Saggi Organizzatori avevano
l'intenzione di TESSERARE tutti gli spettatori.
Ovviamente l'iniziativa non ha successo, ci sono alcune
defezioni, e alcuni fortunati dotati di prevendita
decidono di rivenderla all'esterno del locale, per evitare
di finire cremati in uno ZooBar Macht Frei.
Aggiungo
solo che un triste e sbrindellato cartello annunciava
mestamente che gli Spiritual Front non si sarebbero
esibiti per via delle Volontà Supreme di Peter. Ho pianto
per l'unico tizio che sfoggiava una loro maglia.
Finalmente
il concerto comincia. E mentre cercavo di evitare di fare
la schiacciatina fra dark, quarantenni, pseudopost punk
esoteric bat cave che si accalcavano per vedere l'idolo
dei loro sogni...Va via la luce.
In
quel mentre si palesa FRANCESCA - l'eroina dei Klimt - la
quale, sentendosi chiamata in causa da me medesima (stavo
narrando come quelli dello ZooBar fossero riusciti a fare
peggio del Jungle coi Klimt) mi chiede cosa successe
quella fatidica serata. Purtroppo lo stress non mi ha
concesso una risposta brillante, e mi sono limitata a
dirle che una tizia era inciampata sul microfono mentre
ballava ubriaca (N.B. sono convinta fosse lei, ma lei
forse credeva io non l'avessi riconosciuta).
Dopo
quest'amabile siparietto il concerto ricomincia, con un
Peter Murphy dalla faccia SuperScazzata, che però riesce
a risollevare il pubblico Vessato dalle Angherie del
localecrematorio.
Che
dire: non ho purtroppo ascoltato bene i pezzi del nuovo
album, l'ambiente non mi permetteva di portare troppa
attenzione, ma il concerto in generale si è rivelato una
piacevole sorpresa. Abbandonate le atmosfere più cupe
degli storici Bauhaus, i nuovi pezzi hanno un sound più
leggero e meno cupo, senza però perdere in qualità;
Peter si sa muovere sul palco, è davvero istrionico, e la
sua voce è sempre quella di una volta.
Pubblico
ipnotizzato, gli anni 80 vincono ancora.
Tallow
Doll
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