RAW POWER

(opening acts: MALATJA)

SALERNO - C.S.A. ASILO POLITICO - 29 NOVEMBRE 2003

A 20 anni esatti dall’uscita del loro primo, storico Lp, “You Are The Victim”, e ad ormai quasi un anno dalla scomparsa del compianto Giuseppe Codeluppi, chitarrista nonché fondatore del gruppo, torna la band italiana che ha cambiato la storia dell’hardcore e non solo. Forse è sbagliato dire tornano, perché in realtà i Raw Power ci sono sempre stati: vent’anni passati on the road, vent’anni in cui hanno suonato con gente del calibro di Slayer e Guns’n’Roses, vent’anni in cui hanno urlato e continuano ad urlare (anche se l’età media della band si aggira attorno alla cinquantina, per non dire alla sessantina) quello che gli altri non dicono.

 

E, come dicevamo, ritornano a suonare dal vivo con un tour che parte proprio dal sud Italia, il 22 novembre a Palermo, e che attraversa praticamente tutto il mezzogiorno, arrivando finalmente al centro sociale Asilo Politico, uno spazio che sta diventando tra i più importanti non solo nella città di Salerno, grazie ad una buona organizzazione e ad uno spazio live più che decente. L’atmosfera prima del concerto è decisamente tra le più allegre, in un ambiente un po’ ristretto, ma che sa di familiare a tal punto da sembrare quasi una sagra paesana in formato punk-hardcore.

 

A conferma di ciò, a salire per primi sul palco sono i Malatja, band molto nota nell’ambito salernitano che propone un punk-rock con testi sviluppati in un dialetto che ricorda molto quello dell’agro nocerino-sarnese, decisamente adatta a riscaldare l’atmosfera prima dell’arrivo dei Raw Power.

 

Ed infatti, dopo essere appena salita sul palco, la band guidata da Mauro Codeluppi scatena letteralmente l’inferno con un concerto che nessuno dei presenti dimenticherà facilmente: la violenza e l’energia emanate da questa band sono alla loro massima estensione, il pogo arriva a coinvolgere quasi tutto il pubblico (compreso il sottoscritto che c’ha quasi rischiato la vita), e i pezzi spaziano dai primissimi “Politicians” e “State oppression” fino a quelli dell’ultimissimo Still Screaming After 20 Years, tra i quali una cover assurda di “territorial pissing” dei Nirvana che arriva al culmine della serata e che completa la totale distruzione dell’udito della platea.

 

Grandissimi Raw Power, non c’è che dire: neanche un episodio sotto tono e continuano ad essere trascinanti al massimo, nonostante la loro non proprio giovane età e la recente perdita di un membro importantissimo membro per la band; band che resta, e di questo passo resterà ancora per altri vent’anni, la più grande nell’ambito hc italiano e non solo.

 

Asdomar