|
A 20 anni esatti dall’uscita del loro primo, storico Lp,
“You Are The Victim”, e ad ormai quasi un anno dalla
scomparsa del compianto Giuseppe Codeluppi, chitarrista
nonché fondatore del gruppo, torna la band italiana che
ha cambiato la storia dell’hardcore e non solo. Forse è
sbagliato dire tornano, perché in realtà i Raw Power ci
sono sempre stati: vent’anni passati on the road,
vent’anni in cui hanno suonato con gente del calibro di
Slayer e Guns’n’Roses, vent’anni in cui hanno urlato
e continuano ad urlare (anche se l’età media della band
si aggira attorno alla cinquantina, per non dire alla
sessantina) quello che gli altri non dicono.
E, come dicevamo, ritornano a suonare dal vivo con un tour
che parte proprio dal sud Italia, il 22 novembre a
Palermo, e che attraversa praticamente tutto il
mezzogiorno, arrivando finalmente al centro sociale Asilo
Politico, uno spazio che sta diventando tra i più
importanti non solo nella città di Salerno, grazie ad una
buona organizzazione e ad uno spazio live più che
decente. L’atmosfera prima del concerto è decisamente
tra le più allegre, in un ambiente un po’ ristretto, ma
che sa di familiare a tal punto da sembrare quasi una
sagra paesana in formato punk-hardcore.
A conferma di ciò, a salire per primi sul palco sono i
Malatja, band molto nota nell’ambito salernitano che
propone un punk-rock con testi sviluppati in un dialetto
che ricorda molto quello dell’agro nocerino-sarnese,
decisamente adatta a riscaldare l’atmosfera prima
dell’arrivo dei Raw Power.
Ed infatti, dopo essere appena salita sul palco, la band
guidata da Mauro Codeluppi scatena letteralmente
l’inferno con un concerto che nessuno dei presenti
dimenticherà facilmente: la violenza e l’energia
emanate da questa band sono alla loro massima estensione,
il pogo arriva a coinvolgere quasi tutto il pubblico
(compreso il sottoscritto che c’ha quasi rischiato la
vita), e i pezzi spaziano dai primissimi “Politicians”
e “State oppression” fino a quelli dell’ultimissimo
Still Screaming After 20 Years, tra i quali una cover
assurda di “territorial pissing” dei Nirvana che
arriva al culmine della serata e che completa la totale
distruzione dell’udito della platea.
Grandissimi Raw Power, non c’è che dire: neanche un
episodio sotto tono e continuano ad essere trascinanti al
massimo, nonostante la loro non proprio giovane età e la
recente perdita di un membro importantissimo membro per la
band; band che resta, e di questo passo resterà ancora
per altri vent’anni, la più grande nell’ambito hc
italiano e non solo.
Asdomar
|