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Vedere i Sentenced dal vivo è stato per me davvero un gran
piacere, essendo questa probabilmente l’ultima occasione che mi
si sarebbe presentata, stante le voci sempre più insistenti di un
imminente scioglimento del combo finnico, che dovrebbe avvenire al
termine di questo tour. La tappa italiana più vicina alla mia
Napoli era ovviamente quella al Blackout di Roma, non potevo
assolutamente mancare, ed è per questo che ho preso la briga di
prenotare i biglietti con quasi un mese d’anticipo, temendo un
difficilmente ipotizzabile sold-out.
La critica più feroce va fatta senz’altro
all’organizzazione dell’evento, davvero carente sotto molti
punti di vista. Dicevo, nonostante avessi prenotato, ho chiamato
il locale almeno una volta a settimana per un mese allo scopo di
assicurarmi che tutto fosse a posto, sentendomi garantire la
prenotazione effettuata. Inutile dirvi la mia sorpresa (e
incazzatura) quando, arrivato al locale, scopro che il mio nome (e
anche quello di diversi altri ragazzi provenienti da fuori Roma)
è inspiegabilmente assente dalla lista delle prenotazioni. A
nulla servono le nostre proteste, siamo costretti ad entrare
assieme a tutti gli altri sprovvisti di prevendita.
Fortunatamente ci siamo recati presso il locale con
sufficiente anticipo, altrimenti non avremmo potuto seguire il
concerto nella sua interezza, in quanto i gestori del locale mi
avevano più volte ribadito telefonicamente che il concerto
sarebbe partito tra le 22 e le 22:30. Sta di fatto che l’opener
act, gli svedesi Blackshine, poco dopo le 21 sono già sul palco,
e credo di poter imputare il (mis)fatto solamente alla (pseudo)
organizzazione. Chiedo ovviamente scusa nel caso al Blackout
seguissero un fuso orario differente, in quel caso sarei io ad
essere in fallo, anche se loro dovrebbero comunque spiegare ai
diretti interessati il meridiano cui fanno riferimento. Data la
notevole affluenza di ragazzi sarebbe stato senz’altro meglio
organizzare il concerto presso qualche struttura più capiente,
dato che quando il locale si è riempito al massimo il caldo si è
fatto davvero insopportabile, spostarsi per fare un giro presso il
bar o gli stand di riviste e merchandise era a quel punto
un’impresa eroica.
Passando finalmente alla musica, c’è da dire che
l’esibizione dei Blackshine è avvenuta di fronte a pochi
intimi, stante che molti dei ragazzi avevano dato per
buono l’orario d’inizio annunciato precedentemente dal locale.
La band svedese in ogni caso non si comporta male, offrendo una
mezz’oretta scarsa di show ad alto potenziale energetico,
presentando estratti da entrambi gli album finora pubblicati. Il
loro sound è violento, una sorta di incrocio tra Babylon Whores e
Mind Riot, non il massimo dell'originalità, ma
funge da ottimo antipasto in attesa dei piatti forti della serata,
che rispondono al nome di Lacuna Coil e Sentenced.
Archiviata in fretta la pratica Blackshine il locale inizia a
riempirsi per davvero, e mentre i roadie sul palco si danno da
fare con la strumentazione arriva un’altra notizia che mi lascia
con un po’ di amaro in bocca: i Sentenced avrebbero suonato per
secondi lasciando ai Lacuna Coil il ruolo di headliner per le date
italiane. Per me, così come per tutti gli altri giunti lì
soprattutto per i finlandesi, si tratta di una mezza delusione,
che fortunatamente sarà ripagata dalla grande prova che i Lacuna
Coil offriranno di lì a poco. In ogni caso parte l’intro ed i
cinque finlandesi sono sul palco. A causa della scomoda posizione
nel bill i nostri sono costretti ad adattare la playlist ai 45
minuti a loro disposizione, sacrificando diversi estratti dal
penultimo Crimson, tra cui l’attesissima “Killing Me Killing
You”. Nonostante ciò i Sentenced si rivelano live band
coinvolgente e precisa al punto giusto, magari leggermente stanchi
a causa dei numerosi concerti del tour sostenuti prima di questo,
ma in ogni caso soddisfacenti. Memorabile quando il singer Ville
Lahiala, nel bel mezzo di una canzone, si presenta on stage
brandendo una lattina di birra, dicendo qualcosa tipo “everybody
should have a hobby to spend their free time…this is ours!!”,
per poi brindare (in italiano!) alla salute del pubblico e versare
sulle prime file il contenuto della lattina. La doppietta
“Noose”/”Bleed”, sparata quando ormai siamo quasi alla
fine del concerto, mi lascia quasi senza voce. Ancora non mi sono
ripreso che i nostri attaccano con “Nepenthe”, e lì siamo
davvero al culmine, la folla stipata quasi all’inverosimile
esplode in una sorta di boato (anche se tra il pubblico ci sono i
soliti minchioni che pogano solo per rompere le palle a chi vuol
starsene in santa pace per i fatti suoi) e al termine della
scaletta ufficiale c’è spazio per un solo bis.
Un altro quarto d’ora di break, durante il quale gli
altroparlanti del locale ci hanno propinato per l’ennesima volta
le prime tre songs dell’ultimo lavoro di Lenny Kravitz, e sul
palco ci sono Cristina e soci, acclamati dal pubblico in maniera
impressionante. Se ero rimasto deluso dalla posizione in scaletta
dei Sentenced, lo show dei Lacuna Coil mi ha fatto davvero
ricredere. Le loro songs dal vivo guadagnano moltissimo in termini
di potenza ed impatto, e Cristina resta il loro punto di forza
anche in sede live. Oltre ad essere una grandissima singer, dotata
di un’estensione vocale incredibile che non le fa steccare
nemmeno una nota anche dal vivo, la nostra è anche un'ottima entertainer. Le attenzioni del pubblico sono tutte per
lei, che sta al gioco e incanta tutti, la sua voce vale da sola il
prezzo del biglietto. La parte iniziale della loro prova è minata
da inconvenienti tecnici (problemi con l’amplificazione), che
verranno gradualmente sistemati dopo l’esecuzione dei primi
pezzi. Nonostante gli inconvenienti di cui sopra, canzoni come “Swamped”,
“Senza Fine” e soprattutto la stupenda “Heaven’s A Lie”
si rivelano come autentici gioielli della serata, urlati a gran
voce da tutto il pubblico in sala. Dopo un’ora abbondante e due
bis, è ora di dormire, quindi tutti a nanna.
Alle 23:40 il locale inizia a svuotarsi, segnando la fine di
un concerto breve, ma di notevole intensità. La parziale
delusione dettata dai problemi organizzativi e dal breve set
allestito dai Sentenced è stata cancellata dall’aver visto
comunque tre bands valide che hanno fatto del loro meglio, e
soprattutto dalla grande performance dei Lacuna Coil, che
personalmente in sede live mi hanno sorpreso davvero molto
positivamente, gestendo alla grande il ruolo di attrazione
principale della serata.
Tony
Aramini
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