SENTENCED + LACUNA COIL

(opening act: BLACKSHINE)

ROMA - BLACKOUT - 13 NOVEMBRE 2002

Vedere i Sentenced dal vivo è stato per me davvero un gran piacere, essendo questa probabilmente l’ultima occasione che mi si sarebbe presentata, stante le voci sempre più insistenti di un imminente scioglimento del combo finnico, che dovrebbe avvenire al termine di questo tour. La tappa italiana più vicina alla mia Napoli era ovviamente quella al Blackout di Roma, non potevo assolutamente mancare, ed è per questo che ho preso la briga di prenotare i biglietti con quasi un mese d’anticipo, temendo un difficilmente ipotizzabile sold-out.

 

La critica più feroce va fatta senz’altro all’organizzazione dell’evento, davvero carente sotto molti punti di vista. Dicevo, nonostante avessi prenotato, ho chiamato il locale almeno una volta a settimana per un mese allo scopo di assicurarmi che tutto fosse a posto, sentendomi garantire la prenotazione effettuata. Inutile dirvi la mia sorpresa (e incazzatura) quando, arrivato al locale, scopro che il mio nome (e anche quello di diversi altri ragazzi provenienti da fuori Roma) è inspiegabilmente assente dalla lista delle prenotazioni. A nulla servono le nostre proteste, siamo costretti ad entrare assieme a tutti gli altri sprovvisti di prevendita.

 

Fortunatamente ci siamo recati presso il locale con sufficiente anticipo, altrimenti non avremmo potuto seguire il concerto nella sua interezza, in quanto i gestori del locale mi avevano più volte ribadito telefonicamente che il concerto sarebbe partito tra le 22 e le 22:30. Sta di fatto che l’opener act, gli svedesi Blackshine, poco dopo le 21 sono già sul palco, e credo di poter imputare il (mis)fatto solamente alla (pseudo) organizzazione. Chiedo ovviamente scusa nel caso al Blackout seguissero un fuso orario differente, in quel caso sarei io ad essere in fallo, anche se loro dovrebbero comunque spiegare ai diretti interessati il meridiano cui fanno riferimento. Data la notevole affluenza di ragazzi sarebbe stato senz’altro meglio organizzare il concerto presso qualche struttura più capiente, dato che quando il locale si è riempito al massimo il caldo si è fatto davvero insopportabile, spostarsi per fare un giro presso il bar o gli stand di riviste e merchandise era a quel punto un’impresa eroica.

 

Passando finalmente alla musica, c’è da dire che l’esibizione dei Blackshine è avvenuta di fronte a pochi intimi, stante che molti dei ragazzi avevano dato per buono l’orario d’inizio annunciato precedentemente dal locale. La band svedese in ogni caso non si comporta male, offrendo una mezz’oretta scarsa di show ad alto potenziale energetico, presentando estratti da entrambi gli album finora pubblicati. Il loro sound è violento, una sorta di incrocio tra Babylon Whores e Mind Riot, non il massimo dell'originalità, ma funge da ottimo antipasto in attesa dei piatti forti della serata, che rispondono al nome di Lacuna Coil e Sentenced.

 

Archiviata in fretta la pratica Blackshine il locale inizia a riempirsi per davvero, e mentre i roadie sul palco si danno da fare con la strumentazione arriva un’altra notizia che mi lascia con un po’ di amaro in bocca: i Sentenced avrebbero suonato per secondi lasciando ai Lacuna Coil il ruolo di headliner per le date italiane. Per me, così come per tutti gli altri giunti lì soprattutto per i finlandesi, si tratta di una mezza delusione, che fortunatamente sarà ripagata dalla grande prova che i Lacuna Coil offriranno di lì a poco. In ogni caso parte l’intro ed i cinque finlandesi sono sul palco. A causa della scomoda posizione nel bill i nostri sono costretti ad adattare la playlist ai 45 minuti a loro disposizione, sacrificando diversi estratti dal penultimo Crimson, tra cui l’attesissima “Killing Me Killing You”. Nonostante ciò i Sentenced si rivelano live band coinvolgente e precisa al punto giusto, magari leggermente stanchi a causa dei numerosi concerti del tour sostenuti prima di questo, ma in ogni caso soddisfacenti. Memorabile quando il singer Ville Lahiala, nel bel mezzo di una canzone, si presenta on stage brandendo una lattina di birra, dicendo qualcosa tipo “everybody should have a hobby to spend their free time…this is ours!!”, per poi brindare (in italiano!) alla salute del pubblico e versare sulle prime file il contenuto della lattina. La doppietta “Noose”/”Bleed”, sparata quando ormai siamo quasi alla fine del concerto, mi lascia quasi senza voce. Ancora non mi sono ripreso che i nostri attaccano con “Nepenthe”, e lì siamo davvero al culmine, la folla stipata quasi all’inverosimile esplode in una sorta di boato (anche se tra il pubblico ci sono i soliti minchioni che pogano solo per rompere le palle a chi vuol starsene in santa pace per i fatti suoi) e al termine della scaletta ufficiale c’è spazio per un solo bis.

 

Un altro quarto d’ora di break, durante il quale gli altroparlanti del locale ci hanno propinato per l’ennesima volta le prime tre songs dell’ultimo lavoro di Lenny Kravitz, e sul palco ci sono Cristina e soci, acclamati dal pubblico in maniera impressionante. Se ero rimasto deluso dalla posizione in scaletta dei Sentenced, lo show dei Lacuna Coil mi ha fatto davvero ricredere. Le loro songs dal vivo guadagnano moltissimo in termini di potenza ed impatto, e Cristina resta il loro punto di forza anche in sede live. Oltre ad essere una grandissima singer, dotata di un’estensione vocale incredibile che non le fa steccare nemmeno una nota anche dal vivo, la nostra è anche un'ottima entertainer. Le attenzioni del pubblico sono tutte per lei, che sta al gioco e incanta tutti, la sua voce vale da sola il prezzo del biglietto. La parte iniziale della loro prova è minata da inconvenienti tecnici (problemi con l’amplificazione), che verranno gradualmente sistemati dopo l’esecuzione dei primi pezzi. Nonostante gli inconvenienti di cui sopra, canzoni come “Swamped”, “Senza Fine” e soprattutto la stupenda “Heaven’s A Lie” si rivelano come autentici gioielli della serata, urlati a gran voce da tutto il pubblico in sala. Dopo un’ora abbondante e due bis, è ora di dormire, quindi tutti a nanna.

 

Alle 23:40 il locale inizia a svuotarsi, segnando la fine di un concerto breve, ma di notevole intensità. La parziale delusione dettata dai problemi organizzativi e dal breve set allestito dai Sentenced è stata cancellata dall’aver visto comunque tre bands valide che hanno fatto del loro meglio, e soprattutto dalla grande performance dei Lacuna Coil, che personalmente in sede live mi hanno sorpreso davvero molto positivamente, gestendo alla grande il ruolo di attrazione principale della serata.

Tony Aramini