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Dopo
aver perso la prova dei Sudden Death per un soffio, mi
appresto a venir travolto dal muro di suono degli
Undertakers del grandissimo Enrico Giannone. Chiunque
conosce anche solo un pochino gli Undertakers sa cosa
aspettarsi dalla band: ritmiche folli, blast-beat continui
che devasterebbero le orecchie anche se foderate con
l'amianto, groove potente e pesantissimo, ironia e carisma
da vendere da parte del cattura-sguardi Giannone, etc etc
etc. Gli Undertakers sono grandi, non c'è storia. Però
il concerto era della leggenda del brutal death metal e
ovviamente l'attesa della gente era tutta per loro e la
tensione era veramente palpabile. Guidati da un Frank
Mullen anche troppo ruffiano ("amo l'Italia, è una
nazione bellissima, il vostro cibo è divino, le donne
sono belle, avete dei monumenti straordinari"), i
Suffo hanno messo a ferro e fuoco un Alpheus gremitissimo
(si contano circa 300 persone). Avremmo gradito assistere
ad un concerto più lungo, magari suonando qualche brano
in più dal quel masterpiece che risponde al nome di
"Pierced From Within" (o anche qualche brano in
più dall'ottimo "Despise The Sun"), ma ci
possiamo "accontentare" dell'ora e mezza scarsa
del concerto. Anche perché ascoltare "pierced from
within", "infecting the crypts" (!!!),
"breeding the spawn" e "despise the sun"
non capita di certo tutti i giorni e la commozione
(cerebrale per chi pogava) era veramente tanta.
Ovviamente
della differenza che intercorre fra Doug Cerrito e Guy
Marchais (il primo è il chitarrista in tutti gli album
della band ad esclusione dell'ultimo, il secondo fa parte
degli Internal Bleeding e dei Pyrexia) non c'è nemmeno da
starne a parlare: il primo è un mostro, il secondo no.
Però la band, nonostante abbia accuratamente evitato
alcuni brani intricatissimi, si è dimostrata precisa,
coesa e violentissima. Gli estratti dall'ultimo album
Souls To Deny sono stati accolti molto bene e soprattutto
durante la title-track e l'opener ("deceit"), s'è
registrato un pogo sfrenato e non era poca la gente
intenta ad accompagnare Frank nel "cantato". I
volumi esagerati hanno fatto il resto ed alla fine l'Alpheus
più che un locale sembrava una trincea durante la prima
guerra. Io mi sono limitato a tornare a casa con le
orecchie in lacrime.
Nota
a margine per due i mentecatti e pseudo-metallari che sono
saliti sul palco e sono rimasti a dar fastidio alla band e
a chi seguiva il concerto per 2 canzoni: siete due stupidi
mentecatti e spero vivamente di non vedervi mai più ad un
concerto metal. Non sono contrario a chi, preso
dall'enfasi, sale sul palco, si complimenta con la band,
magari abbracciando qualcuno, e si toglie di mezzo
tuffandosi sul pubblico. Anzi, amo quel genere di persone.
Solo che quei due tizi non erano sul palco perché spinti
dall'irrefrenabile voglia di complimentarsi con la band:
volevano solo farsi vedere. Andate ad ascoltare Franz
Ferdinand vestiti con la camicetta che si illumina al buio
quando le luci blu ci passan sopra. Posers.
Emanuele
"Maraska"
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