SUFFOCATION

(opening acts: SUDDEN DEATH / UNDERTAKERS)

ROMA - ALPHEUS - 21 NOVEMBRE 2004

Dopo aver perso la prova dei Sudden Death per un soffio, mi appresto a venir travolto dal muro di suono degli Undertakers del grandissimo Enrico Giannone. Chiunque conosce anche solo un pochino gli Undertakers sa cosa aspettarsi dalla band: ritmiche folli, blast-beat continui che devasterebbero le orecchie anche se foderate con l'amianto, groove potente e pesantissimo, ironia e carisma da vendere da parte del cattura-sguardi Giannone, etc etc etc. Gli Undertakers sono grandi, non c'è storia. Però il concerto era della leggenda del brutal death metal e ovviamente l'attesa della gente era tutta per loro e la tensione era veramente palpabile. Guidati da un Frank Mullen anche troppo ruffiano ("amo l'Italia, è una nazione bellissima, il vostro cibo è divino, le donne sono belle, avete dei monumenti straordinari"), i Suffo hanno messo a ferro e fuoco un Alpheus gremitissimo (si contano circa 300 persone). Avremmo gradito assistere ad un concerto più lungo, magari suonando qualche brano in più dal quel masterpiece che risponde al nome di "Pierced From Within" (o anche qualche brano in più dall'ottimo "Despise The Sun"), ma ci possiamo "accontentare" dell'ora e mezza scarsa del concerto. Anche perché ascoltare "pierced from within", "infecting the crypts" (!!!), "breeding the spawn" e "despise the sun" non capita di certo tutti i giorni e la commozione (cerebrale per chi pogava) era veramente tanta.

 

Ovviamente della differenza che intercorre fra Doug Cerrito e Guy Marchais (il primo è il chitarrista in tutti gli album della band ad esclusione dell'ultimo, il secondo fa parte degli Internal Bleeding e dei Pyrexia) non c'è nemmeno da starne a parlare: il primo è un mostro, il secondo no. Però la band, nonostante abbia accuratamente evitato alcuni brani intricatissimi, si è dimostrata precisa, coesa e violentissima. Gli estratti dall'ultimo album Souls To Deny sono stati accolti molto bene e soprattutto durante la title-track e l'opener ("deceit"), s'è registrato un pogo sfrenato e non era poca la gente intenta ad accompagnare Frank nel "cantato". I volumi esagerati hanno fatto il resto ed alla fine l'Alpheus più che un locale sembrava una trincea durante la prima guerra. Io mi sono limitato a tornare a casa con le orecchie in lacrime.

 

Nota a margine per due i mentecatti e pseudo-metallari che sono saliti sul palco e sono rimasti a dar fastidio alla band e a chi seguiva il concerto per 2 canzoni: siete due stupidi mentecatti e spero vivamente di non vedervi mai più ad un concerto metal. Non sono contrario a chi, preso dall'enfasi, sale sul palco, si complimenta con la band, magari abbracciando qualcuno, e si toglie di mezzo tuffandosi sul pubblico. Anzi, amo quel genere di persone. Solo che quei due tizi non erano sul palco perché spinti dall'irrefrenabile voglia di complimentarsi con la band: volevano solo farsi vedere. Andate ad ascoltare Franz Ferdinand vestiti con la camicetta che si illumina al buio quando le luci blu ci passan sopra. Posers.

 

Emanuele "Maraska"