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Avevo
già avuto il piacere di assistere ad un’esibizione dei
Suicide Commando in occasione del goth festival tedesco
Mera Luna 2002, e devo dire che le caratteristiche che da
sempre distinguono le live performances del combo belga
sono due: dei suoni a dir poco devastanti ed il proporre
un’esibizione live coinvolgente, cosa molto difficile
per i gruppi che sono dediti a sonorità elettroniche,
spesso difficilmente riproponibili in sede concertistica.
Con sommo dispiacere ho constatato che l’imperizia degli
organizzatori della data romana dei Suicide Commando è
stata capace di mettere la band nella condizione di
esibirsi in una situazione che definire imbarazzante è un
eufemismo. In primo luogo la scelta della location
spostata all’ultimo momento ha sottratto gran parte
dell’audience alla serata, inoltre la sala
dell’Alpheus che è stata scelta era più adatta ad una
rassegna di gruppi emergenti che ad ospitare un gruppo che
ha fatto la storia della musica industrial/EBM, se poi
consideriamo il fatto che Suicide si sono dovuti
esibire a dei volumi ridicoli ci si rende conto della
situazione organizzativa davvero deludente.
Fatto
questo preambolo passiamo alla musica, la serata
s’intuisce subito che per quanto riguarda l’affluenza
non è delle migliori, il concerto si apre con
l’esibizione dei Monolyth, one man band dedita a sonorità
vicine al power noise ed all’industrial ambient. La
proposta musicale dei Monolyth di per sé non sarebbe
neanche male, l’unica pecca è nella troppa ripetitività
dei brani e nell’attitudine live scadente, infatti
sembrava di assistere ad un dj set più che ad un
concerto. Comunque alcuni brani sono stati davvero
interessanti con echi che ricordavano le cose dei Raion
D’Etre più claustrofobici.
Come
era naturale aspettarsi l’esibizione dei Suicide
Commando è stata davvero grandissima, un concentrato di
violenza elettronica e nichilismo visivo, a far da sfondo
alla musica scorrevano infatti immagini di suicidi,
decapitazioni e vari messaggi angosciosi che incutevano un
vago senso di malessere. I nuovi brani come “cause of
death suicide” e “consume your vengeance” si sono
rivelati delle vere e proprie mazzate ed una lezione di
oscurità sonora a molte band che si muovono nello stesso
genere. E’ innegabile che l’apice della serata è
stato raggiunto quando sono risuonate nell’Alpheus le
note di “Love breeds suicide” ed “hellraiser”, che
fanno parte di quel “Mindstrip” che altro non è che
un capolavoro della musica contemporanea, grandissima
anche “Mein herz dein gier”, che è stata la prima hit
interamente in tedesco della band.
Naturalmente
la situazione di pubblico e le pecche organizzative hanno
influito non poco sul morale dei Siucide Commando, che
hanno lasciato il palco senza suonare brani come “jesus
wept” o “ see you in hell”, un vero peccato. Vorrei
concludere con alcune riflessioni amare: la scena legata a
sonorità gothic ed elettroniche romana di per sé non è
molto sviluppata, la cosa assurda poi è che al suo
interno è lacerata da divisioni e fazioni che la rendono
ancor più frammentata; risultato: i Sucide Commando in un
paesino olandese hanno suonato davanti a 200 persone,
nella capitale d’Italia dvvanti a 60, a voi le
conclusioni.
Schattenreich
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