SUICIDE COMMANDO

(opening act: Monolyth)

ROMA - ALPHEUS - 01 MAGGIO 2004

Avevo già avuto il piacere di assistere ad un’esibizione dei Suicide Commando in occasione del goth festival tedesco Mera Luna 2002, e devo dire che le caratteristiche che da sempre distinguono le live performances del combo belga sono due: dei suoni a dir poco devastanti ed il proporre un’esibizione live coinvolgente, cosa molto difficile per i gruppi che sono dediti a sonorità elettroniche, spesso difficilmente riproponibili in sede concertistica. Con sommo dispiacere ho constatato che l’imperizia degli organizzatori della data romana dei Suicide Commando è stata capace di mettere la band nella condizione di esibirsi in una situazione che definire imbarazzante è un eufemismo. In primo luogo la scelta della location spostata all’ultimo momento ha sottratto gran parte dell’audience alla serata, inoltre la sala dell’Alpheus che è stata scelta era più adatta ad una rassegna di gruppi emergenti che ad ospitare un gruppo che ha fatto la storia della musica industrial/EBM, se poi consideriamo il fatto che  Suicide si sono dovuti esibire a dei volumi ridicoli ci si rende conto della situazione organizzativa davvero deludente.

 

Fatto questo preambolo passiamo alla musica, la serata s’intuisce subito che per quanto riguarda l’affluenza non è delle migliori, il concerto si apre con l’esibizione dei Monolyth, one man band dedita a sonorità vicine al power noise ed all’industrial ambient. La proposta musicale dei Monolyth di per sé non sarebbe neanche male, l’unica pecca è nella troppa ripetitività dei brani e nell’attitudine live scadente, infatti sembrava di assistere ad un dj set più che ad un concerto. Comunque alcuni brani sono stati davvero interessanti con echi che ricordavano le cose dei Raion D’Etre più claustrofobici.

 

Come era naturale aspettarsi l’esibizione dei Suicide Commando è stata davvero grandissima, un concentrato di violenza elettronica e nichilismo visivo, a far da sfondo alla musica scorrevano infatti immagini di suicidi, decapitazioni e vari messaggi angosciosi che incutevano un vago senso di malessere. I nuovi brani come “cause of death suicide” e “consume your vengeance” si sono rivelati delle vere e proprie mazzate ed una lezione di oscurità sonora a molte band che si muovono nello stesso genere. E’ innegabile che l’apice della serata è stato raggiunto quando sono risuonate nell’Alpheus le note di “Love breeds suicide” ed “hellraiser”, che fanno parte di quel “Mindstrip” che altro non è che un capolavoro della musica contemporanea, grandissima anche “Mein herz dein gier”, che è stata la prima hit interamente in tedesco della band.

 

Naturalmente la situazione di pubblico e le pecche organizzative hanno influito non poco sul morale dei Siucide Commando, che hanno lasciato il palco senza suonare brani come “jesus wept” o “ see you in hell”, un vero peccato. Vorrei concludere con alcune riflessioni amare: la scena legata a sonorità gothic ed elettroniche romana di per sé non è molto sviluppata, la cosa assurda poi è che al suo interno è lacerata da divisioni e fazioni che la rendono ancor più frammentata; risultato: i Sucide Commando in un paesino olandese hanno suonato davanti a 200 persone, nella capitale d’Italia dvvanti a 60, a voi le conclusioni.

Schattenreich