Ormai si apprestano a celebrare il decennale di una carriera che li ha visti produrre musica a livelli costantemente alti, rendendoli senz'altro una delle realtà Elettro-DarkWave più apprezzate del nostro paese. Si tratta ad ogni modo di una definizione puramente indicativa, sapete quanto odio le etichette. Quella dei Frozen Autumn è una musica fredda, glaciale, fatta di synths gelidi e magnifici richiami agli anni '80 ed allo stesso tempo così ricca di sfumature.  

Ad un primo ascolto di “Emotional Screening Device” risulta subito evidente l’abbandono delle atmosfere piuttosto rarefatte che pervadevano “Fragments Of Memories” in favore di ritmiche più vivaci, riprendendo in un certo senso il discorso di brani quali “I’m coming from nowhere”, “Don’t cry for me” e “There’s no time to recall”. Possiamo considerarla la diretta conseguenza della ricerca sonora affrontata con il progetto Static Movement ? Lo considerate un’entità distinta e separata, o l’aver lavorato a quel disco ha influenzato in qualche modo il vostro approccio alla composizione del nuovo materiale targato The Frozen Autumn?

(Diego & Arianna) “ESD” è sicuramente la diretta conseguenza del lavoro svolto come Static Movement. “Visionary Landscapes” è l’anello di congiunzione tra “Fragments Of Memories” ed “ESD”, ed è il disco dal quale abbiamo tratto la maggiore ispirazione.

Si tratta senz’ombra di dubbio di un lavoro molto valido ed ambizioso, che genere di obiettivi vi siete prefissi con la sua realizzazione ?

(D.& A.) Grazie. Ci siamo posti in generale i nostri soliti obiettivi cioè fare dei bei pezzi, articolati, di cui essere soddisfatti in pieno, con una buona ricerca di sintesi sonora alla base. In particolare, volevamo ottenere atmosfere più fredde e taglienti rispetto al passato.

Parliamo un po’ dei brani che compongono il disco: com’è nata l’idea di proporre “Second Sight” nelle versioni (a) e (d) ?

(D & A) E’ nata perché durante lo sviluppo della prima versione, la (D), si sono affacciati gli spunti anche per un’altra versione più cadenzata ma talmente differenziata da poter costituire un pezzo a sé stante: ed ecco la (A). Ovviamente (D) sta per “Diego” ed (A) per “Arianna”, a seconda di chi ha cantato sul pezzo.

“When You Are Sad” è in assoluto il pezzo che preferisco. Pur durando la bellezza di 8 minuti riesce a non includere assolutamente nulla di superfluo, risultando estremamente godibile. Cosa mi dite a riguardo ?

(D.) Mi piace molto fare pezzi dalla struttura corposa. Per quel che riguarda “When You Are Sad”, si tratta di una composizione avvenuta molto di slancio. Nei nostri pezzi veloci ci si accorge di meno che in realtà si tratta di vere e proprie suite che spesso durano diversi minuti.

Complimenti per la rilettura di “Sperm Like Honey” dei Canaan, rivisitata in chiave wave-elettronica fa davvero un bell’effetto. Di chi è stata l’idea?

(D.) E’ stata una mia idea, ho notato che il pezzo poteva acquistare in dinamicità se rifatto così, con la sezione ritmica molto più veloce ed accentuata.

Pensate di ripetere prossimamente l’esperimento “Wintertag” con lyrics in tedesco ?

(A.) A dire il vero, non ne ho la più pallida idea.

Cos’è per voi un “dispositivo di monitoraggio emozionale”? Quali ragioni vi hanno portato ad usarlo come titolo dell’intero lavoro?

(A.) Ti confesso che questa è la domanda più gettonata nelle interviste pervenuteci da un anno a questa parte. Fondamentalmente è la metafora in cui si concentra la descrizione del nostro stato d’animo al momento della composizione dell’album e che perdura ancora: la sensazione di essere passati al setaccio in quanto entità agitate da emozioni, di essere trasparenti agli occhi di chiunque. Se non che poi tutto ciò ha anche una faccia opposta: la consapevolezza di essere diventati a nostra volta degli “emotional screening device”, e della specie più sofisticata. “ESD” è diventato il titolo dell’album perché ne esprime il fil rouge e perché francamente ci è parso che come tale suonasse benissimo. 

The Frozen Autumn, dal nome fino ai suoni utilizzati nelle composizioni, riesce benissimo a trasmettere sensazioni fredde, gelide. E’ nelle vostre intenzioni fornire suoni ed immagini “ghiacciate” oppure si tratta di una cosa che nasce spontaneamente quando componete ?

(D.& A.) Entrambe le cose. In questo caso all’intenzione corrisponde l’azione spontanea.

The Frozen Autumn è la dimostrazione che la Dark-Wave non è un fenomeno circoscritto ai primi anni ’80, bensì un genere musicale che può evolversi ed avere una fisionomia attuale senza per questo disdegnare ciò che è stato. Cosa ne pensate di questa mia affermazione ?

(D.& A.) La nostra intenzione è sicuramente quella e lì il nostro impegno si dirige, lo ribadiamo da molto tempo. Dopodiché speriamo di riuscire al meglio nel nostro intento.

Rimanendo in tema di evoluzione e progresso pongo alla vostra attenzione un argomento che mi sembra di notevole importanza, è per questo che sono curioso di conoscere in merito ad esso l’opinione di quanti più musicisti coinvolti nella scena. Oggi più che mai, grazie alle nuove e sofisticate apparecchiature, produrre musica elettronica è diventato molto più semplice. Purtroppo la presenza di tali strumenti, corredati da innumerevoli samples pre-registrati, dà l’opportunità a chiunque di produrre musica di un certo tipo. Il tutto ha portato la qualità a cedere il passo alla quantità, fatte le debite eccezioni, grazie ad innumerevoli dischi che non fanno altro che ripercorrere le stesse vie, già vagliate in precedenza da altri con maggior successo ed innovazione. Non ti sembra che il progresso elettronico e tecnologico abbia danneggiato paradossalmente ed in maniera notevole un genere musicale che proprio sull’elettronica è poggiato ?

(D.& A.) Non è nostra abitudine usare preset, ma questa è una nostra personale scelta. Comunque sugli strumenti elettronici ci sono sempre stati, almeno da quando questi sono stati equipaggiati con memorie o interfaccia a cassette, e anche prima su molti manuali di synth analogici c’erano le pagine di patch della casa. Ora sicuramente c’è un’invasione di softsynth, il computer è diventata un’interfaccia musicale molto più user friendly, i preset sono più articolati e più numerosi, gli strumenti per la composizione risultano meno ostici, registrare in digitale non è più proibitivo. Tutto questo non è affatto negativo. Le cose valide c’erano prima e ci sono anche adesso, e le cose discutibili idem. Una nuova tecnologia facilita gli incapaci come i competenti, è un patrimonio di tutti. L’istinto musicale, il buon gusto, il talento, lo stile, le idee: questi non te li può dare nessuna macchina, al massimo può coadiuvarne l’estrinsecazione, il suo concretizzarsi. Ammesso e non concesso che i buoni lavori elettronici possano mai essere minacciati dal presunto dilagare di lavori malfatti, questo non è da imputarsi alla diffusione su larga scala delle tecnologie musicali, cosa che noi vediamo del tutto di buon occhio. Semmai ciò che può eventualmente far danni in questo senso è la mancanza di un ragionato senso critico a tutti i livelli che permette che certe cose finiscano sul mercato, vengano pubblicizzate in un certo modo e acquistate, indipendentemente dalla qualità.

Progetti per il prossimo futuro ? Siete già al lavoro su un nuovo album ? Da quale label sarà licenziato ? Se non vado errato il vostro rapporto con la Eibon si è concluso…

(D.& A.) “Licenziare” è una parola grossa, che finora non è rientrata nelle nostre abitudini. Non sbagli: nonostante non abbiamo ancora avuto il tempo di aggiornare il nostro sito con la notizia, da Aprile abbiamo lasciato la Eibon, definitivamente. Sì, stiamo lavorando su dei nuovi pezzi. Per ora non abbiamo ancora deciso del nostro futuro discografico, stiamo vagliando diverse possibilità.

Ormai la nascita dei The Frozen Autumn risale a ben dieci anni fa, ti va di tirare brevemente le somme e tracciare un piccolo bilancio di questa prima fase della vostra carriera ? E dai prossimi dieci anni cosa vi aspettate ?

(D.& A.) Sarebbe sufficiente esserci ancora, con lo stesso spirito genuino di adesso, la stessa passione ed ispirazione.

Con questa abbiamo concluso, vi ringrazio per il tempo concessomi.Volete aggiungere altro a quanto già detto ?

(D.& A.) Vi ricordiamo il sito ufficiale di The Frozen Autumn : www.frozenautumn.com . Tenete presente che è da aggiornare, operazione che speriamo di riuscire a fare quanto prima. Grazie.

Tony Aramini

 

www.frozenautumn.com