Gli Horna sono una band che chiunque sia addentro al Black Metal old style conoscerà a menadito, un altro gruppo da amare o odiare con poche mezze misure. Con grande piacere ho scambiato quattro chiacchiere con il fondatore Shatraug, provando a fare un po’ il punto della situazione su questi primi dieci anni di vita della band finlandese.

Hai formato gli Horna nel 1993… Sei soddisfatto di questi primi dieci anni della band o cambieresti qualcosa se ne avessi la possibilità ?

(Shatraug) Hails! Sono passati già dieci anni ?? Cazzo, il tempo vola… Non cambieremmo molto del nostro passato perché ha contribuito a dare forma al nostro presente e contribuirà a ciò che diventeremo n futuro… L’unica cosa di cui mi pento è il nostro terzo album, realizzato davvero troppo in fretta allo scopo di svincolarci dal nostro vecchio contratto.

Come vedi l’attuale scena Black Metal in relazione a quella del 1993 e dei tuoi esordi in generale ?

(S.) Tutto ciò che dirò è che per me è ancora interessante. Ci sono sempre state tante bands che si meritano null’altro che una pallottola nel cranio, ma ad ogni modo ci sono anche quelle di talento che meritano di essere seguite assiduamente. Il Black Metal può essere stato dirottato verso la commercializzazione, può essere stato un trend, ma è sempre esistita anche gente dedita a questo genere che riusciva a carpirne il vero significato.

Come mai avete deciso di scrivere lyrics nella vostra lingua madre ? Probabilmente molta gente non può raggiungere il loro significato…

(S.) E’ stata una scelta che abbiamo fatto inizialmente per essere originali, la nostra è stata una prova per proporci (quasi) da soli in questo campo come persone mentalmente legate alla nostra nazione e con parecchio da dire. Con gli anni inoltre sono aumentati i pensieri che abbiamo da condividere.

Parliamo del vostro nuovo mini cd, "Viha Ja Viikate", un disco uscito praticamente a sorpresa. Come mai avete deciso di registrarlo e pubblicarlo così velocemente ?

(S.) Avevamo le songs già pronte, ed era un po’ che non uscivamo con una release in CD. La nostra casa discografica inoltre voleva qualcosa di quel genere invece di tutte le uscite in vinile che abbiamo pubblicato ultimamente. La decisione è stata presa su loro richiesta, noi abbiamo cercato comunque di farlo al meglio possibile. Volevamo anche metterci alla prova, vedere se riuscivamo a finire tutto più velocemente dell’inferno. E ce l’abbiamo fatta.

In scaletta è presente inoltre una cover dei Carpathian Forest riadattata con lyrics in Finlandese. Perché proprio loro ? Cosa significano per voi ?

(S.) Non abbiamo voluto fare una scelta troppo ovvia in questo caso. Sarebbe stato troppo prevedibile coverizzare bands come Mayhem e Darkthrone, anche se sono molto vicine ai nostri cuori. I Carpathian Forest ci hanno influenzato molto con il loro primo mini cd ed è per questo che abbiamo scelto questa cover e l’abbiamo violentata in Finish style. Ognuno di noi ha sempre ritenuto quel mini cd come il miglior lavoro dei Carpathian Forest, non credo che saranno mai in gradi di pubblicare di nuovo qualcosa di così grandioso.

Il vostro chitarrista A.T. Otava ha partecipato alle sessions di questo disco ? Te lo chiedo perché mi risulta abbia lasciato la band un paio di mesi fa…

(S.) Sì, ha partecipato, ed aggiungerei purtroppo. Già aveva perso gran parte del suo interesse e della sua dedizione, non aveva provato quasi per nulla assieme a noi. Ha impiegato 7 ore per registrare la stessa parte che io ho fatto in un’ora e mezza… Era diventato pesante e così l’abbiamo lasciato andare.

Il suo ultimo concerto con gli Horna è stato quello dello scorso luglio al Tuska Festival. Il Tuska è probabilmente il più importante evento live finlandese, pensi che suonare lì sia stata un’esperienza importante per te e la tua band ?

(S.) Il concerto al Tuska è stato abbastanza buono, ma non credo importantissimo. Il pubblico era con noi, ci siamo divertiti, ed allo stesso tempo è stato anche un modo per salutare A.T. Otava.

State cercando un rimpiazzo per lui o andrete avanti come trio ?

(S.) Abbiamo già una persona che sta sostenendo un periodo di prova. Suonerà con noi durante il prossimo tour europeo che partirà tra due settimane, quindi decideremo se rimarrà effettivamente uno dei nostri o no.

Progetti per il futuro ?

(S.) Dopo il tour inizieremo a lavorare al nostro quinto album ed anche ad alcune speciali releases in vinile.

Ok Shatraug, questa è l’ultima, grazie per il tuo interesse. Vuoi lasciare un messaggio a tutti i blacksters italiani ?

(S.) Sì. Devote and bleed. Non mettete mai in dubbio le vostre decisioni, non provate ad evitare gli ostacoli. Mostrate solamente di essere superiori.

Tony Aramini

 

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