Salve Marco, innanzitutto complimenti per “Undressed
Momento”, indubbiamente una delle release più coinvolgenti che
mi sia capitato di ascoltare in questo 2003. Suppongo sia
soddisfatto di com’è venuto fuori il disco…
(Marco Soellner) Ti ringrazio dei complimenti. Mi fa piacere
che hai apprezzato il nostro lavoro. Undressed Momento è il
frutto di tanti sacrifici quindi per noi è quasi doveroso essere
soddisfatti del nostro album.
Il
sound dei Klimt 1918 mi ha davvero entusiasmato, molte bands si
limitano a ricalcare senza ritegno lo stile di maestri quali
Anathema e Katatonia, voi invece vi siete ispirati a loro
solamente allo scopo di creare un qualcosa di notevolmente
personale, in cui le influenze della New Wave anni ’80 giocano
davvero un ruolo molto importante. In che modo si è sviluppata
questa varietà di influenze ?
(M.S.) Tutti noi ci
sentiamo debitori nei confronti della new wave. E’ la musica con
cui è cresciuto chi ,come noi, è nato negli anni’70. Gruppi
come Ultravox, Smiths, Cure, Tears For Fears, U2, Duran Duran
all’epoca riempivano i palinsesti di radio e televisioni. Per me
è stato assolutamente naturale riversare queste influenze nelle
nostre canzoni. Poi
c’è da dire che la pop music dell’epoca era molto immediata e
minimale. Proveniva dal post punk e rappresentava l’antitesi
della tradizione colta e progressiva degli anni ’70.
In poche strofe diceva tutto e lo faceva nel modo più
esauriente possibile. Questo modo diretto, senza fronzoli di
intendere la forma canzone è lo stesso dei Klimt 1918.
All’ascolto
del disco si denota subito una maturità di songwriting e di
esecuzione che pare davvero inspiegabile per una band al primo
disco. In realtà tu e Paolo prima di formare i Klimt 1918
suonavate negli Another Day, quanto è stata importante questa
band per ciò che è venuto dopo ?
(M.S.) L’esperienza Another Day è stata fondamentale. Con
questo gruppo a partire dal 1995 sono entrato in studio ben
quattro volte. Mio fratello tra Omicron, VII Arcano e altre
collaborazioni cinque. Quando nel 2000 siamo entrati in studio per
registrare il nostro promo, sapevamo perfettamente come
funzionavano certe cose. Specialmente dal punto di vista emotivo:
sei più freddo, riesci a mantenere meglio la calma, non ti
scoraggi tanto facilmente, conosci qualche trucco che può
risultarti utile.
Purtroppo
non ho mai avuto la possibilità di ascoltare gli Another Day, ma
mi è stato detto da chi li ha ascoltati che si trattava di una
band piuttosto valida. Mi risulta che la band agisse in territori
Progressive Death Metal, quindi mi chiedevo se tu all’epoca già
facessi uso della voce pulita oppure ti cimentassi con un growl
indubbiamente più adatto a quel tipo di proposta musicale.
(M.S.) Negli Another Day io suonavo solamente la chitarra. Ad
occuparsi delle vocals era Fabio Brienza.
Per il resto, stilisticamente parlando i punti in comune
tra le due band, sono
notevoli. Gli Another Day suonavano un death metal
ibrido e melodico
in cui confluivano diverse influenze. Però a differenza
dei Klimt 1918 usavano anche le scream vocals e componevano
canzoni lunghissime dove ripetizioni, ritornelli, refrain erano
banditi. Nel ’97 registrammo “Fireworks Outside “ Black
Butterflies over the petals of the sun un
mini cd purtroppo rimasto inedito, composto da un’unica
suite di 26 minuti. Musica complessa, tecnica e quindi decisamente
progressiva. Nel
’98 è stata la
volta di Be Nothing but a bit of cold, l’ultimo demo ufficiale
della band, un lavoro meno intricato ma più vicino alla proposta
dei Klimt 1918. Si trattava di avantgarde metal melodico e cinematografico
(avevamo arricchito il tutto con sampler di film di Abel Ferrara e
Louis Bunuel ). Poco prima di scoglierci nel 1999 in sala prove
abbiamo cominciato a provare Fever e Schmerzwerk 1976, due delle
canzoni incluse poi sul demo dei Klimt 1918. Questo per sottolineare quanto le due band fossero legate.
Ti va
di parlarmi un po’ dei concetti espressi dalle liriche
dell’album ? Si tratta di testi in linea con l’aria
malinconica che si respira nell’album ?
(M.S.) Undressed Momento è soprattutto un album della nostra
nostalgia. Ricordi che riaffiorano all’improvviso,
violentemente, quando leggiamo una vecchia lettera, guardiamo
delle foto virate dal tempo.
La malinconia è uno stato d’animo troppo distinto e
caratterizzante che spesso assume caratteri solo negativi. Le
nostra musica invece è umorale, chiaroscurale, racconta persino
la gioia di vivere.
Oggi molte band gothic pensano di risultare romantiche e
decadenti parlando di disfacimento, amore maledetto e morte. Io
penso che non ci sia tristezza senza la nostalgia del bello, il
ricordo soave di ciò che ci ha regalato serenità. I Klimt 1918
hanno trovato nel mito dell’adolescenza perduta il giusto
equilibrio tra contemplazione della leggerezza e suprema
nostalgia. Undressed Momento somiglia quindi a quei diari che a
scuola riempivamo delle nostre essenze: foto, disegni, pensieri,
poesie, desideri tramutati in inchiostro che ora ci ricordano
quanta solitudine e candore ci fosse nelle nostre fragili
esistenze.
Riguardo
la parte cantata in italiano di “We Don’t Need No Music”
cosa mi dici ? Si è trattato di un esperimento isolato o è
qualcosa che ripeterete in futuro ?
(M.S.) Per adesso si tratta
di un esperimento isolato, ma non nascondo che in futuro si possa
ripetere questa esperienza.
La
rabbia di “Stalingrad Theme” chiude il disco "con il
botto". La
sua posizione in scaletta non credo sia stata casuale, o sbaglio ?
(M.S.) Hai ragione. Undressed Momento è volutamente concluso
da Stalingrad Theme, forse la canzone più sperimentale
dell’album. Abbiamo voluto rileggere in chiave death metal una
canzone pop aggiungendo ad una linea vocale molto
melodica una sezione ritmica in doppia
cassa. Quello che ne è uscito fuori è un bizzarro ibrido
musicale. L’esempio perfetto di quello che noi definiamo Post
Modern Music – generi musicali apparentemente distanti tra di
loro che si fondono senza per questo perdere completamente le loro
caratteristiche.
Avete
registrato agli Outer Studios, dunque in collaborazione con
Giuseppe Orlando e Max Pagliuso dei Novembre. Quanto è stata
importante il loro apporto per la buona riuscita del disco ?
(M.S.)
E’ stato molto importante. Subito dopo aver registrato il demo
da loro ci siamo resi conto che nessun altro avrebbe potuto
entrare nella nostra musica con la stessa attenzione e dedizione.
Ci sono stati dei momenti in studio in cui non c’era bisogno
nemmeno di parlare. Giuseppe e Massimiliano sapevano già in
anticipo quello che volevamo raggiungere. E’ questoteen dating servicecommercial bankingmexicano baja california 11 marzo 2007korean games girls tipoused cars sale di
empatia tra produttore e musicista che rende grande un album.
Questa
è una domanda che sicuramente vi avranno fatto in tanti, ad ogni
modo sarei curioso di sapere da dove deriva il nome Klimt 1918.
(M.S.) Decorativo, quasi bizantino, liberty, floreale, e al
tempo stesso espressionista, sublime e straziante nel suo modo
erotico e mortifero di intendere la pittura: Gustav Klimt fu tutto
questo e anche di più. La sua natura ambivalente, ibrida,
estremamente duttile che lo ha reso
divo – ispiratore delle Secessione, terrorista ma anche
cantore del Finis Austria, è affascinante. I quadri che dipinse
sono colorati, tremendamente armonici, ma anche misteriosi,
grotteschi. Nelle forme liquide e rotondeggianti trovano posto
creature d'alabastro scarne, macilente. Quello che adoro e trovo
decisamente vicino al mio modo di intendere l'arte è questo
eterno binomio tra bellezza e patimento, equilibrio e
disfacimento. La musica dei Klimt 1918 vuole essere dunque colore,
raffinatezza, ma anche morte, abbandono, il male silenzioso e
armonico che si abbina con le tonalità del bello e del sublime.
La data 1918 ha un doppio significato. E' l'anno della morte
dell’artista ma è anche l'anno che sancisce la fine della prima
guerra mondiale, e quindi, del vecchio secolo. Secondo Hobsbavn,
un famoso storico svedese, il novecento è nato proprio nel ‘18.
Mi piaceva l'idea di celebrare con il nome Klimt il punto di
contatto tra ciò che finisce e ciò che comincia: il classicismo
ottocentesco sostituito dall'espressionismo e dalle sue paure, le
sue passioni. Klimt 1918: musica
delle macerie dove nuovo e vecchio si confrontano.
La My Kingdom seppur giovane come label si è messa molto bene
in luce grazie a proposte sicuramente di alto livello. Come vi
trovate a lavorare con loro ? E cosa ne pensi delle bands vostre
compagne di etichetta ?
(M.S.) La
My Kingdom è un’etichetta che ha saputo tramutare in realtà il
sogno di molti giovani musicisti. Solo per questo merita tutta la
mia stima. Quando si lavora nell’underground, spesso ci si
imbatte in gente poco professionale che ti offre poca
considerazione e prodotti decisamente scadenti. Francesco Palumbo
invece ha attuato una politica basata sulla qualità: una manciata
di gruppi promettenti, una promozione capillare, confezioni
digipack curatissime, un’attitudine estetica molto al di sopra
della media. Lavorare con questa label è quindi
assai stimolante.
Siamo in buoni rapporti con tutti i gruppi dell’etichetta. I
mieieuropean cruise service employment preferiti rimangono i nostri concittadini Room with a view,
che l’’anno
scorso hanno fatto uscire un gran bell’album e si apprestano a
registrare del materiale nuovo davvero esplosivo.
Avete
già iniziato a lavorare a qualcosa di nuovo ? In che direzione si
muoverà la band prossimamente ? Insomma, è lecito aspettarsi un
altro disco così intenso ed imprevedibile ?
(M.S.) Io spero sinceramente che il prossimo disco possa
piacere tanto quanto è piaciuto Undressed Momento. In queste
settimane stiamo lavorando ai nuovi pezzi, anche se la
preparazione in saletta per gli imminenti live ci portano via un
mucchio di tempo. Ad ogni modo il nuovo materiale è decisamente
più diretto. Immaginate gli U2 che jammano con chitarre a sette
corde e batteria doppia cassa.
Bene
Marco, con questa giungiamo al termine, grazie per l’interesse.
Ti va di aggiungere altro a quanto già detto ?
(M.S.) Grazie a te per l’interessante intervista. Ricordo
che le informazioni inerenti la band, il disco e i concerti sono disponibili sul nostro sito