Quella che segue è un’intervista a Claudio, chitarrista dei Necrodeath, che il nostro collaboratore Cesare Silvani ha raccolto ormai un po’ di mesi fa. Purtroppo per motivi indipendenti dalla nostra volontà ci è stato impossibile pubblicarla prima, ma adesso che finalmente ne abbiamo la possibilità speriamo di farvi cosa gradita. Meglio tardi che mai, no ? Le parole di Claudio, persona gentilissima e disponibilissima, non meritavano di marcire in un cassetto (o meglio in qualche sperduto file di qualche sperduto hard disk), ed i Necrodeath sono comunque una band molto amata dai kids italiani e non solo, quindi spero davvero che apprezzerete la nostra scelta, e con questo vi lascio alla consistente chiacchierata.

Innanzitutto comincio col domandarti come sta andando questo tour. Siete soddisfatti dell’organizzazione, dei locali e della risposta del pubblico?

(Claudio) Beh, direi che sta andando tutto molto bene, con l’eccezione della data ravennate dove veramente non c’era nessuno!!!! … il gestore mi ha detto che alla domenica il locale è sempre vuoto … non so perché abbia organizzato la data lo stesso, ma in effetti era abbastanza vuoto … peccato, perché nelle altre date ci siamo sempre divertiti alla grande e il nostro pubblico ha risposto come al solito.

Preferite un concerto da headliner, magari in un locale più piccolo, o un concerto come supporto ad altre bands dove però avete una platea più ampia?

(C.) Non saprei .. sono davvero due cose molto diverse, da un lato la soddisfazione di suonare su grandi palchi, con molta gente ad ascoltarti, con gli amplificatori che funzionano, i camerini e cose di questo genere … però la carica e il divertimento che ti danno i concerti nei locali più piccoli, dove la gente sale sul palco, si tuffa e poga tutta la sera credo che sia unica … quindi alla fine forse meglio un bel concertino da headliners in un bel locale che il palatenda, dove sei solo uno dei tanti.

Io ero al Xmass e mi è dispiaciuto non potervi sentire. Qual è stato il problema, se è lecito chiederlo?

(C.) Guarda, il problema è che c’è molta gente poco seria in questo ambiente: il giorno prima ci chiama l’agenzia e ci dice che il tour manager non vuole gente tra i piedi e quindi non suoniamo. Una cosa molto simpatica direi … tieni conto che noi avremmo suonato per primi, prima di gruppi tipo Vomitory che, con tutto il rispetto perché comunque loro non c’entrano niente, forse sono un po’ meno “famosi” di noi … ho la presunzione di pensare che qualcuno sia venuto anche per vedere i Necrodeath e magari un po’ meno gente fosse lì per i Vomituory … comunque, questi della Hard Staff (l’agenzia che organizza) sono soliti comportarsi così da cazzoni, non è la prima volta, ormai lo sappiamo e non ci arrabbiamo neanche più.

Passiamo al disco. I Necrodeath sono stati spesso definiti black/thrash. Su Black as Pitch sembra prevalere l’aspetto thrash…tu cosa ne dici?

(C.) A me piace questa definizione: in realtà ha sempre prevalso l’aspetto thrash, anche perché il nostro essere black metal va sempre inteso alla vecchia maniera, quando il black metal erano i Venom e gli Hellhammer per  intenderci, e non i Marduk o i Dimmu Borgir, che suonano in maniera completamente diversa da noi …. Il nostro lato thrash lo trovi nell’impostazione delle vocals e in alcune atmosfere decisamente nere, ma l’approccio dei riff e della composizione è sempre stato thrash.

Bisogna che te lo dica: questo disco ha un riffing veramente strepitoso…sto troppo bene quando ascolto pezzi indimenticabili come Red as Blood, Riot of Stars, Process of Violation…i miei complimenti…

(C.) Ti ringrazio davvero, sono contento perché vuol dire che allora abbiamo fatto qualcosa di buono.

La produzione del nuovo album è alquanto differente rispetto a quelle di Mater of all Evil. Soprattutto mi sembra cambiato notevolmente il suono del basso di John…

(C.) Vedo che hai ascoltato attentamente il disco e che hai l’orecchio buono: Black As Pitch suona molto diverso da Mater, tanto che all’inizio mi aveva lasciato molto perplesso …. Adesso invece lo trovo grandissimo: c’è molta più cassa, il basso è più pulito e presente, mentre in Mater era più amalgamato alle chitarre … ci sono ancora molte chitarre come in Mater, ma tutto suona un po’ più cupo. Le chitarre danno molto impatto ma ovviamente soffocano un po’ gli altri strumenti, quindi i tom e il basso ne escono un po’ penalizzati: credo che il prossimo disco avrà una produzione ancora diversa …

Pensate che ricorrerete ancora agli Underground Studios e a Pelle per le prossime registrazioni?

(C.) Forse si, secondo me sarebbe una buona idea perché ci conosciamo bene e non dobbiamo perdere tempo inutile, però la produzione sarà diversa comunque, credo che registreremo solo 2 traccie di chitarra invece di quattro .. vedremo….

L’ultima canzone Church’s Black Book si chiude con un lungo elenco dei massacri compiuti dalla Chiesa…mi vuoi parlare un po’ del tema dell’Inquisizione?

(C.) L’Inquisizione è un tema che stimola la nostra fantasia, lo trovo molto adatto alle nostre atmosfere, inoltre non sopporto l’idea che si possano compiere massacri per motivi religiosi e che tanta gente rifiuti di pensare con la propria testa e si faccia indottrinare da qualche stronzo muezzin, santone o papa che sia …

Il vostro bagaglio tecnico col tempo sicuramente è cresciuto…questo potrebbe spingervi a tentare soluzioni più sofisticate, come altri gruppi hanno fatto? In quest’ottica i Necrodeath rimarranno sempre un quartetto oppure non escludi la possibilità di magari di aggiungere un’altra chitarra (come ai tempi di Fragments of Insanity)?

(C.) L’idea della seconda chitarra tenta sempre molto perché offre più possibilità dal vivo e anche perché permetterebbe al chitarrista (cioè a me!!!) di dividere le responsabilità con qualcun altro!!!! .. in realtà i Necrodeath rimarranno così: non abbiamo una carriera lunghissima davanti, visto che io ho già 36 anni, quindi non credo valga la pena di fare grossi cambiamenti. Inoltre non siamo dei virtuosi o gente con spiccato ego che vuole eccellere o fare assoli o cose complicate per pensare quanto è brava: a noi interessa l’impatto e l’attitudine della nostra musica, niente di più.

Come vi sentivate dopo la pubblicazione di Mater e come vi sentite adesso? Quale dei due momenti è stato più bello o lo sono stati entrambi allo stesso modo?

(C.) Beh, Mater veniva dopo 12 anni di silenzio, quindi devo dire che il momento era ovviamente più carico di emozione e attesa … adesso è tutto più normale.

Quando tornaste in scena, la Scarlet ristampò Into The Macabre e si parlava anche di una ristampa di The Shining Pentagram, cosa che non è avvenuta…come mai?

(C.) Il motivo principale sono i problemi tecnici direi: il nastro originale è molto vecchio e ci sono difficoltà a passarlo su cd. L’idea di inserire i brani da qualche parte come bonus c’è sempre, ma non so se si concretizzerà: comunque forse risuoneremo un altro vecchio pezzo del demo (uno, Iconoclast l’abbiamo già rifatto) sul prossimo disco.

Qual è la band con cui avete suonato che più vi ha impressionato (eccetto gli Slayer ovviamente)?

(C.) Mmmhhmm … se mi togli gli Slayer forse dico Testament … hanno suonato alla grande al Gods of Metal 2 anni fa .. anche i Marduk mi sono piaciuti.

Cosa ne pensi dell’ultimo lavoro degli Slayer e del momentaneo ritorno di Dave Lombardo in formazione?

(C.) Il ritorno di Dave è mitico, peccato che sarà solo per il tour americano sembra … pagherei oro per rivederli dali vivo assieme a Dave!!!! .. l’ultimo disco non mi dispiace, c’è qualche ottimo pezzo, è chiaro che ormai Reign in Blood non lo fanno più, però per me sono sempre i più grandi.

E invece della ribalta del thrash tedesco che ne dici? Quale album hai apprezzato di più fra i tre nuovi di Destruction, Sodom e Kreator?

(C.) Non ho sentito Sodom ancora purtroppo, lo farò presto, anche se, pur con il bene che gli voglio, i Sodom non sono mai stati il mio gruppo preferito: Destruction mi è piaciuto, come il precedente, sono uguali al passato e questo è un bene .. Kreator non saprei, per me i Kreator sono Endless Pain e Pleasure to Kill, due album mitici e fondamentali, e questo nuovo album non mi sembra paragonabile né a uno né all’altro .. dico la verità, non mi ha detto granché.

Immagino che ve l’avranno già chiesto in molti: non vi sembra che forse ora abbiate le carte in regola per incidere un live…in fondo di pezzi iniziate ad averne scritti parecchi e dal vivo spaccate..

(C.) Beh ti ringrazio … ce lo dicono in tanti, compresa la Scarlet .. io non sono così sicuro che siamo all’altezza: un conto è suonare con violenza e impatto, fare divertire i fans .. su quello credo che ormai ci siamo .. però registrare un live è un po’ diverso, forse un po’ presuntuoso anche … non lo so, vedremo.

Domanda di attualità: cosa ne pensi dell’Euro e dell’Europa unita?

(C.) Credo che sia tutto sommato un bene, è giusto così: ovviamente ci vuole cervello anche in questo, non si può pensare che tutto quello che ci dice Bruxelles sia giusto e bello, è necessario mantenere un certo spirito autocritico e non perdere la propria identità nazionale.

La vostra disponibilità mi ha lasciato esterrefatto. Voi in fondo siete una vera band culto e qui da noi ce ne sono ben poche (se si escludono Bulldozer e DeathSS); come mai questo comportamento più aperto rispetto a quello di vostri altri colleghi?

(C.) Mah … bisognerebbe chiederlo a questi colleghi … noi siamo sempre noi stessi, siamo anche noi fans e cerchiamo di comportarci come ci piacerebbe che facessero gli altri con noi.

Chiudi l’intervista come meglio credi….

(C.) GRAZIE!!!!!!!!!!!!

Cesare Silvani

 

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