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Discografia:
-Wish I Could Dream It
Again (1994, Polyphemus)
-Arte Novecento (1997,
Polyphemus)
-Classica (1999, Century
Media)
-Novembrine Waltz (2001,
Century Media)
-Dreams D'Azure (2003,
Century Media)
-Materia (2006, Peaceville) |
Scrivo quest’introduzione in balia
della seconda influenza stagionale, ragion per cui
perdonatemi, non ruberò troppo spazio alle risposte del
cantante/chitarrista di una delle più quotate e capaci bands
italiane: i Novembre. Non penso siano necessarie ulteriori
presentazioni, quindi entriamo subito nel vivo della
chiacchierata.
Partiamo parlando della vostra release più recente, “Dreams D’Azure”. Quali
motivazioni vi hanno spinto a ri-registrare in chiave più
attuale il vostro debut album “Wish I Could Dream It Again”
anziché optare per una classica ristampa ?
(Carmelo Orlando) Ristampare il cd così
com’era, era impossibile. Ci sono delle imperfezioni così
clamorose che non ci sentivamo di ripresentarle a degli
eventuali nuovi fans. Così pensammo ad un rimessaggio, ma
anche questo si presentava praticamente impossibile. Avremmo
dovuto adattare un sistema a bobine vecchio e non
sincronizzato ai sistemi di oggi, che sono computerizzati e più
versatili. Non c’era modo. L’unica soluzione era
riregistrare cercando di rimanere quanto più possibile fedeli
nei suoni e nelle atmosfere, credo che ci siamo riusciti.
Avete scelto di pubblicarlo con un
nuovo titolo solo perché non si tratta di una semplice
ristampa oppure ci sono altri motivi dietro questa scelta ? Il
significato di “Dreams D’azure”, come titolo, si
ricollega a quello di “Wish I Could Dream It Again” ?
(C.O.) Come dici tu non era una
semplice ristampa. Qualche minima variazione c’è. Avremmo
dovuto chiamarlo “Wish I Could Dream It Again II”, ma mi
pareva troppo “Rambo II”. Poi c’è una nuova copertina
in quanto quella vecchia non si poteva riutilizzare per motivi
legali e allora abbiamo optato per un nuovo titolo. Il sogno è
l’elemento che collega i due titoli.
Com’è stato tornare a registrare
assieme ai vostri ex componenti Thomas Negrini e Antonio
Poletti ?
(C.O.) Estremamente divertente. Inutile
dire che spesso ci siamo ricordati di situazioni pazzesche in
Svezia agli Unisound. Eravamo 20enni e matti da legare.
Musicalmente è stato davvero strano vedere come negli anni
ognuno di noi si è evoluto in modo diverso. Comunque, una
bella rimpatriata!
Rimanendo in tema di line-up,
continuerete in tre o prevedete di inserire ufficialmente in
formazione un bassista ed un tastierista ?
(C.O.) Per adesso ci sono Fabio
Fraschini e Sandro Niola (già su Classica) che ci aiutano per
i live. Al momento in cui diventerà indispensabile, vedremo
di reclutare un nuovo bassista.
Per quanto riguarda “Arte Novecento” avete già
programmato qualcosa ? E’ possibile in futuro una sua ristampa oppure
un’operazione simile a quella che avete appena realizzato
con “Wish I Could Dream It Again” ?
(C.O.) Non è da escludere, ma adesso
è troppo presto per parlarne.
Non ti nego di aver apprezzato
molto “Novembrine Waltz”, naturale quindi aspettarmi qualcosa
di davvero interessante dal suo successore vero e proprio. Hai
qualche anticipazione da fare in merito ?
(C.O.) Stiamo lavorando sui pezzi
nuovi. Come al solito mi trovo in difficoltà nel descriverli,
ma posso dirti che faranno dimenticare la roba precedente.
Sono strabordanti.
Tra l’altro su “Novembrine Waltz”
avete ripreso una canzone davvero stupenda quale
“Cloudbusting” di Kate Bush, facendo sì che risultasse
perfettamente amalgamata con l’atmosfera che si respira in
tutto il resto del disco. Com’è maturata quella scelta ?
(C.O.) Quel pezzo è un classico dell’85underage girls pornmaterial girls lyricswww top show girlsspice girls lyrics spice up your lifecommercial bankingbanca credito cooperativo
che l’anno di maggiore espressione artistica del pop. E a
quei tempi ne ero drogato. Fa parte del nostro Dna. Pezzi
come quello sono alla radice di tutto ciò che conoscete dei
Novembre. M’era piaciuta molto l’idea di rapportarci ad un
pezzo del genere. Purtroppo il risultato non è stato
soddisfacente al 100% (Non sono d'accordo... Nda.). Questo è stato dovuto ai
tempi strettissimi che avevamo in quel momento.
Ospite alla voce su quella canzone è
la bravissima Ann-Mari Edvardsen dei 3rd And The Mortal.
Essendo loro una band che apprezzo molto,
sarei curioso di sapere com’è nata questa collaborazione. (C.O.) E’ stato molto più semplice
di quanto si possa credere. Ho cercato il suo numero (la sola
parte difficile dell’operazione) e glielo ho chiesto. Lei,
da brava fan di Kate, ha accettato immediatamente. Anche noi
siamo dei fan dei 3rd, e non ho problemi a dire che preferisco
gli album dove canta Ann-Mari, anche se l’album d’esordio
con Kari è comunque fantastico.
Gli artisti che ringrazi nei
booklet dei dischi dei Novembre rivelano influenze musicali
assai varie: dai Napalm Death a Marco Masini, passando per De Andrè, gli Smiths e i
My Dying Bride, solo per citarne alcuni. Purtroppo però al
giorno d’oggi esiste ancora una bella fetta di pubblico che
ascolta musica con le orecchie in balia di tanti
pregiudizi. Te la senti di dire qualcosa al riguardo ?
(C.O.) Non molto. Nel senso che non me
la sento di giudicare chi ha i ‘paraocchi’. E’ molto
facile quando sei un musicista apprezzato togliersi i suddetti
e cercare nuovi spunti su qualcos’altro. I percorsi musicali non sempre portano ad apprezzare
tutta la musica che c’è. Anch’io ho i miei piccoli
limiti. Non riesco ad ascoltare la musica Reggae, l’Oi, lo
Ska, un certo Rock/Hard-Rock e il Nu (per dio!). Non ho
problemi con qualsiasi altra roba, ma non è sempre stato così.
Un tempo odiavo il Jazz, oggi mi affascina.
Ormai sono passati quasi quindici anni
dalla vostra formazione con il nome di Catacomb. Quali erano
le vostre aspettative a quell’epoca ? Speravate di arrivare ai
vostri attuali livelli ?
(C.O.) No. Non speravamo di arrivare
sin qui. Però
l’underground di quando abbiamo cominciato dava delle
piccole speranze. Anche se poi, alla fine, sotto contratto ci
finivano solo svedesi, olandesi e inglesi. Oggi qualcosa è
cambiato. Non abbiamo mai corso dietro al sogno di un
successo, ma neanche ne siamo mai fuggiti. Dalla nostra
avevamo la musica, che alla fine deve rimanere la sola arma.
Quali sono secondo te i lati positivi e
negativi dell’incidere per una label affermata quale la
Century Media ?
(C.O.) I lati positivi sono l’enorme
esposizione e il prestigio che ottieni. I tours, e le
stronzatine come interviste qui e lì, festivals ecc… I lati
negativi sono il fatto che c'è una miriade di compagni di
scuderia e spesso non hanno sempre il tempo di stare dietro a
tutti.
Grazie per la disponibilità Carmelo,
con questa abbiamo concluso. Aggiungi pure ciò che
preferisci.
(C.O.) Grazie a voi. Spero che ci si
veda in giro. Visitate il nostro sito www.novembre.nu
anche per controllare eventuali date live. C’è anche una
sezione merchandise, foto, e roba simile.
Tony
Aramini
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