Ai (pochi spero) alieni all’ascolto basti sapere che Stalingrad è una creatura partorita dalla mente di Angelo Bergamini dei Kirlian Camera, ormai oltre da un ventennio sulla scena. Dall’unione delle sue forze con quelle della fida Elena Fossi è nato “Court-martial”, senz’altro una delle releases più “maestose”, se mi passate il termine, del 2002. Ad una distanza relativamente breve dall’uscita dell’album andiamo a scoprire che la pubblicazione del nuovo lavoro targato Kirlian Camera è ormai imminente e che altre interessanti novità sono già in preparazione anche sul fronte Stalingrad.

 

Il debutto del tuo nuovo progetto Stalingrad è finalmente fuori. Cosa devono aspettarsi tutti gli appassionati della continua ricerca sonora dei Kirlian Camera da un disco come questo ?

(Angelo Bergamini) Stalingrad non è un progetto molto dedito alla ricerca, ma piuttosto orientato verso il piacere di una vacanza da ciò che è il progetto-madre, quindi molto più rilassato negli arrangiamenti. Non che sia un gruppo “facilone” o eccessivamente naif come in effetti a volte ci piace fare credere… E’ che Kirlian Camera ha un atteggiamento molto più spietato. Se possibile, in KC non passano troppe ingenuità, dato che non focalizzerebbero bene la psicologia e lo spirito di quel gruppo “giustamente paranoico”… ingenuità che passano a caterve in Stalingrad, progetto molto più vicino ad un atteggiamento più spensierato e al contempo epico che ad entrambi appartiene dall’inizio.

 

Ritieni Stalingrad un’attività a tempo pieno parallela ai Kirlian Camera ? Intendo dire, vi limiterete ad esibirvi dal vivo per promuovere l’album o in futuro vi riproporrete anche in studio ?

(A.B.) Non è un gruppo estemporaneo, per quanto riguarda l’attività in studio, perché già un singolo è in preparazione. Piuttosto è l’attività dal vivo, che sarà mano a mano più centellinata, perché troppi organizzatori scelgono questo progetto come alternativa a KC, giusto per spendere meno ed avere spettatori ugualmente, e ciò che ne deriva è approssimazione, scarso impegno organizzativo. Suoneremo con Stalingrad solo quando ci sarà assicurata la totale soddisfazione delle richieste minime, atte ad accontentare noi stessi ed il pubblico, altrimenti non se ne farà niente. I concerti fatti finora sono stati portati a termine con molta, troppa fatica. Non facciamo ”miracoli invisibili” come professione! I locali, specialmente in Italia ed altri paesi simili come “atteggiamento spirituale”, vorrebbero costringerti all’uso del playback totale e… talvolta addirittura te lo chiedono, così “si risolvono molti problemi tecnici”!!! Bella attitudine davvero, complimenti.

 

Avete già chiara la direzione in cui vi muoverete in tal senso ? Abbinerete ai suoni cupi ed alla relativa immediatezza di Stalingrad progetti di evoluzione e ricerca di nuovi elementi alla Kirlian Camera, seppur in un contesto musicale differente ?

(Elena Fossi) Vi potrà essere evoluzione, ma sempre nell’ottica dell’immediatezza, non esattamente a carattere sperimentale. Stalingrad rimarrà un veicolo promozionale per i nostri sogni più “tradizionali” e, sicuramente, resterà un progetto meno “pensieroso” anche se esente da frivolezze inutili, quindi anch’esso, come KC, specchio reale del nostro modo di immaginare in genere. Il nuovo singolo che uscirà mostrerà sonorità più elaborate, meglio realizzate, probabilmente. Elementi orchestrali miscelati ad elettronici, ma non di esatto “clima elettronico”, questi ultimi. Promettiamo che tutto sarà ancora più pomposo, tanto da fare sembrare Wagner un minimalista!!!

 

Cos’altro dobbiamo aspettarci prossimamente ? Stalingrad diventerà una priorità rispetto ai Kirlian Camera o resterà un progetto ad essi subordinato ?

(A.B.) Per me ed Elena KC resta il progetto principale, soprattutto ora che stiamo lavorando sul nuovo album ed i suoi singoli, ma Stalingrad non rimarrà impoverito da questo fattore. Quando si entra in questo progetto “ci si è” davvero, con la testa ed il cuore… Stalingrad, discograficamente, si concentrerà maggiormente sulla produzione di singoli o mini-album ufficiali, non tanto in edizione limitata. E’ un sistema di lavoro che amiamo molto.

 

So che Elena è stata coinvolta in Stalingrad solo in un secondo momento, quali erano inizialmente le tue intenzioni con questo progetto ? Sei soddisfatto di come si è evoluta la cosa ?

(A.B.) All’inizio era un progetto mio e di Ivano Bizzi, nato da una mia idea, poi è rimasto maggiormente di Ivano. Anche Barbara Boffelli era coinvolta, ma poi… Ivano non riusciva a trovare il tempo necessario per comporre i brani che io avrei dovuto riarrangiare e produrre, quindi il tutto stava per essere abbandonato. A me scocciava un po’, perché il primo pezzo era piaciuto, a me ed in giro… quindi ho telefonato ad Elena e le ho chiesto se le andava di provare a combinare qualcosa con me per Stalingrad e lei ha risposto con entusiasmo. Alla fine, abbiamo cominciato a registrare “Slavonija” assieme e ci siamo accorti che stava effettivamente nascendo un nuovo gruppo molto più motivato del previsto. Ho lasciato quindi a lei il 50% almeno del controllo di questo progetto, perché ho proprio visto in Elena un affetto reale, per queste sonorità… Sì, finalmente poteva prendere le distanze dalle mie atmosfere un po’ jazzate del periodo, che non le sono mai suonate troppo simpatiche… AH, AH, AH!!!

 

So che non ami parlare delle tue preferenze politiche e comprendo bene la tua scelta,. Tuttavia volevo porti una semplice domanda: l’aver battezzato questo tuo nuovo gruppo con il nome di una città così nominata in memoria di uno dei più grossi personaggi politici dell’Unione Sovietica è una sorta di provocazione nei confronti di chi nel corso degli anni ha tentato di bollarvi in questa o quella determinata corrente ideologica?

(A.B.) Stalingrad non è un omaggio all’Unione Sovietica di un tempo, né un monumento allo sforzo militare del Terzo Reich e quindi un nostalgico riferimento filo-nazista, come invece molti hanno creduto. All’inizio, era inteso in maniera un po’ provocatoria, poteva riassumere un po’ tutto; un insieme di tendenze, l’una il contrario dell’altra. Non amo la provocazione ed il senso di destabilizzazione cieco. Non amo quelli che sono “nati ribelli”, ma amo quelli che lo diventano perché realizzano l’ingiustizia incredibile del mondo. “Ingiustizia del mondo”… può sembrare ingenuo e invece è il concetto iniziale di una guerra terribile, che ti distruggerà la vita e la distruggerà ad altri a cui vuoi bene. E’ realizzare che bisogna combattere contro la follia. Stalingrad è un nome che riassume tutto, che non omaggia nessuno, che si sposta verso un concetto di barriera totale contro la follia di cui ho detto prima, assumendone le sembianze in apparenza.

 

Oggi  grazie a nuove e sempre più sofisticate apparecchiature produrre musica elettronica è diventato molto più semplice. La presenza di tali strumenti, corredati da innumerevoli samples pre-registrati, dà in pratica l’opportunità di produrre musica di un certo tipo. Il tutto ha portato la qualità a cedere il passo alla quantità, fatte le debite eccezioni, grazie ad innumerevoli dischi che non fanno altro che ripercorrere vie già vagliate in precedenza da altri con maggior successo ed innovazione. Non ti sembra che il progresso elettronico e tecnologico abbia danneggiato paradossalmente un genere musicale che proprio sull’elettronica si basa ?

(A.B.) Sì, è così. Il problema è che il più delle volte i gruppi nemmeno riescono ad usare campioni decenti né tantomeno riescono a contestualizzare l’uso di tali campioni. Ogni tanto, qualcuno è riuscito a creare atmosfere efficaci non suonando praticamente niente o quasi, ma si tratta di casi sporadici a cui, purtroppo, infiniti cloni fanno riferimento. Poi ci sono quelli che sono in grado di fare qualche citazione qua e là per i critici snob e annoiati che altro non aspettano se non di marchiare come “capolavoro” o poco meno dischi che sono un vero e ridicolo insulto a qualsiasi intelligenza e passione. Non farò nomi, perché non sopporto chi li fa, ma mi piacerebbe, prima o poi, perché ci sono troppa poca sacralità (cristiana, islamica, buddista, satanista, … non importa…) e divertimento, in giro. Non è il caso di essere seri ad ogni costo, siamo d’accordo, ma… almeno divertenti si potrebbe tentare, no?!? L’ultimo pezzo di Alexia rischia di essere l’unica trovata estiva del 2003, in Europa !!!

 

Rimanendo in tema: com’è cambiato, tecnicamente parlando, il tuo approccio alla musica dei Kirlian Camera nel corso degli ultimi 20 anni ? Vi siete sempre distinti per innovazione e ricerca sonora, pregio molto raro di questi tempi…

(A.B.) All’inizio stavo giusto cominciando a tentare di creare brani elettronici con qualche straccio di melodia, dopo otto anni di musica elettronica strumentale sotto altri nomi, poi sono andato verso melodie vere ed anche pop. Alla fine degli ’80 sono voluto tornare più vicino all’underground ed anche ad una relativa faciloneria compositiva che, pure non rinnegando nulla, poco più tardi, in “Schmerz” e “Pictures from Eternity”, ha dettato legge. Nel ’92 ho registrato “Solaris”, disco che era fin troppo “strano” ai tempi, quindi, una volta che era divenuto meno “strano” s’è fatto uscire, nel ’95 (peccato, tre anni dopo…). Anche “Todesengel” è dovuto stagionare due anni prima della pubblicazione, tra l’altro. Nel ’97 inizia il vero periodo nuovo dei KC, con un disco di passaggio per me importante, “The desert inside”. Diciamo che “Drifting” a parte, nel ’98, la maggiore focalizzazione di tutto è sopraggiunta nel 2000, con “Still air”, forse il disco più vero del gruppo in passato, il quale prepara ad “Invisible Front. 2005”, il nuovo album che ascolto ininterrottamente da tre mesi e che ogni volta mi convince del fatto che sì, siamo stati lenti, ma sicuramente poco inclini a errori che non potrebbero fare capire a chi ascolta cosa avevamo sperato di costruire. La ricerca del “cuore puro” è alla base di tutto, in KC, ma deve anche essere sorretta dall’autoanalisi spietata. Non è che KC sia la “morte dei sogni”, ma sicuramente è “la morte dell’onirico generico e confuso”, se non altro per divertita e sentita serietà.

 

So che sei appassionato di cinema. Mi viene spontaneo chiederti se esiste un film di cui ti sarebbe piaciuto comporre, ovviamente a modo tuo, la colonna sonora…

(A.B.) “K-Pax”, almeno recentemente. Non che sia un capolavoro, ma questo non vuol dire, a volte. “2001: odissea nello spazio” è il mio preferito nel passato, ma la sua colonna sonora è perfetta così com’è e, tra l’altro, ha senz’altro dato lo spunto per fare nascere questo gruppo. Non si tratta di film di culto o per intenditori, lo so.

 

Di tanto in tanto si è parlato di un tuo progetto solista, Uranium USSR 1972, novità su quel fronte ?

(A.B.) No, è temporaneamente congelato.

 

Altri progetti in vista ?

(A.B.) No… o meglio… non credo. Elena continuerà la sua attività con Siderartica, ma io non ne sono coinvolto. Di loro sta per uscire il singolo “Shapes and colours from the land of God”.

 

Benissimo Angelo, siamo alla fine, ti ringrazio per la disponibilità. Vuoi aggiungere altro a quanto già detto ?

(A.B.) Vorrei dire ai cretini di starmi lontano, perché sono molto stanco. C’è tanta altra gente a cui rompere le palle…!!!

 

Tony Aramini

www.kirliancamera.com