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Il gelo nordico liberato si scaglia contro il malcapitato ascoltatore. L’armageddon ha inizio e pone fine al cristianesimo, grazie anche all’odio algente che alberga in questi maledetti cuori neri. Odio profondo per tutto il genere umano. Beh, i 1349 sono la parodia di tutto questo. La recensione potrebbe terminar qui. Propongono un black metal feroce, oltranzista, con soventi cambi di tempo, il tutto condito da chitarre molto aggressive. Purtroppo, però, si son dimenticati di produrre l’album. Questo tipo di black metal, similare ai Mayhem e Gorgoroth, non necessita di una produzione “alla Burzum”, tanto per farvi capire. Per ottenere risultati egregi in futuro devono produrre il disco in modo diverso, se vogliono evitare di far fare brutte figure a Frost, batterista dei Satyricon. Il drummer avrebbe fatto ben altra figura, perchè il lavoro che ha svolto è indubbiamente notevole, specialmente nella martellante “evil oath”. Ascoltate la cover di “buried by time and dust” e ditemi se non riescono a far perdere molta della ferocia che i Mayhem trasmettevano in quel pezzo. Solamente in Italia ci sono decine di gruppi black metal che meriterebbero un contratto ben più di questi Norvegesi. Dirò di più, se non ci fosse stato Frost dei grandi Satyricon dietro le pelli e se non fossero stati Norvegesi, dubito che la Candlelight li avrebbe messi sotto contratto. Superflui.
Shub Niggurath
Voto:
5
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