ABORTED "the archaic abattoir" (Listenable)

VOTO: 5

La sensazione è che l'incantesimo sia stato rotto. Con il quarto full-lenght album gli Aborted vengono sdoganati dai suoni brutal/grind. Nei primi album erano totalmente schizzati, l'atmosfera era malsana, acida, negativa. Quella bomba atomica conosciuta meglio come "goremageddon" (il terzo album) li ha resi grandi perché li rendeva brutal e grind al punto giusto, ogni cosa era al suo posto, i suoni erano estremi, impastati ma comprensibili. Esce quest'album e mi domando per quale motivo abbiano scelto sonorità più metal che in passato. Forse vogliono piacere a più gente possibile e suonare sporchi e cattivi con gli altri progetti, ma questa tesi non mi convince del tutto perché quest'album è ugualmente ricco di spunti interessanti, è tutto tranne che "brutto". Riescono ancora a picchiare come si deve sugli strumenti, però non come in passato. La sensazione è che si siano omologati a quel metal estremo fino ad un certo punto; parlo di quel metal "estremo" nei blast-beat o nella voce da "dissociato" e da "maiale sgozzato" ma non nei suoni. Probabilmente chi segue la musica estrema "mainstream" accoglierà bene quest'album perché è ricco di spunti melodici, assoli volti a placare la furia cieca degli assalti sonori e parti di puro thrash metal. E' per questo che lo consiglio a chi gradisce i dischi violenti ma che magari a volte pensa "ma è solo rumore", perché in quest'album c'è relativamente poco caos. A tutti quelli che li hanno amati in passato dico di ascoltare comunque il disco perché è intricato, vario ed interessante. Anche se ora sappiamo chiaramente che se vogliamo l'armageddon in musica dobbiamo cercare altri gruppi. E mi dispiace tanto perché mi sento come Oliver Hutton quando saluta Tom Becker perché quest'ultimo sta partendo per seguire quel pittore privo di occhi che è suo padre; sa benissimo che non troverà altri in grado di fargli gli assist (o di sfasciarsi la testa addosso ai pali) come Tom e allora si sente triste e va allo zoo a farsi in vena. Ecco, mo' vado allo zoo pure io; tanto a Roma c'è la settimana della Cultura e lo zoo e le mostre d'arte sono gratis. Se anche l'amico Gigi Er Negro fa la "settimana della droga" invece di guardare le nuove gabbie dei leoni mi buco. Tutta colpa di questo disco non-armageddon.

Shub Niggurath

TRACKLIST

1) Dead Wreckoning

2) Blood Fixing The Bled

3) Gestated Rabidity

4) Hecatomb

5) The Gangrenous Epitaph

6) The Inertia

7) A Cold Logistic Slaughter

8) Threading On Vermillion

Deception

9) Voracious Haemoglobinic

Syndrome

10) Descend To Extirpation

 

www.goremageddon.be