AGATHODAIMON "serpent's embrace" (Nuclear Blast/Audioglobe)

VOTO: 4,5

Brutta bestia gli Agathodaimon. A tutt’oggi ancora non ho capito se i primi due lavori siano da premiare per la personalità o da criticare perché il passo è stato più lungo della gamba. Indubbiamente loro ci provarono : il genere era piuttosto indefinibile, un po’ gotico, un po’ metal estremo di dubbia collocazione, rallentamenti in quantità, nulla che si fosse sentito prima ma ad onor del vero nulla di cui si sentisse particolarmente la mancanza. Anche perché i problemi c’erano : idee non chiare, ispirazione che andava e veniva, prolissità a iosa. Restava comunque da applaudire l’intenzione, ed i momenti migliori erano davvero validi. Poi, venne quel chapter III, che sembrava averli spostati su lidi più tranquilli e meno ondivaghi, dalle parti del black sinfonico. Indubbiamente il risultato ne acquistava in efficacia : l'album forse perdeva in imprevedibilità, ma era assai valido nel suo genere. E’ stata quindi una sorpresa rivederli girovagare qua e là tra varie sonorità in “Serpent’s Embrace”. La band ha senz’altro corretto molti degli errori del passato, ma farlo adesso forse è troppo tardi, visto che in questi ultimi anni tantissima acqua è passata sotto ai ponti e certe cose non stupiscono più nessuno. C’è un po’ di tutto nel disco, blanda elettronica, tanto metal moderno (si dice così, no?) cadenzato che a tratti si può zompettare, riferimenti al loro passato, sfuriate sul black sinfonico e citazioni agli ultimi Dimmu Borgir, sprazzi da ultimi Dark Tranquillity e ciliegina sulla torta (si fa per dire) un pezzo come “Solitude”, che richiama perfino il trip-hop a là Portishead. Quello che manca però è una direzione, un lavoro di sintesi credibile e l’ispirazione. Non mi sembra poco.

Reje

TRACKLIST

Cellos For The Insatiable

Serpent's Embrace

Rebirth

Light Reborn

Faded Years

Solitude

Limbs Of A Stare

The Darkness Inside

Bitter End

Feelings

www.agathodaimon.de