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"This is where our hearts collide / And I always make you cry".
Con tali versi si apre un disco dalla struggevolezza, delicatezza ed intimismo unici da affiancarsi per queste qualità ai L'Altra, agli Arab Strap o ai Biirdie. E per loro bocca vengono le influenze Iron & Wine sullo sfondo di un pittoresco inverno svedese che da sempre ha fatto scuola tra le basi artistiche di chi da lì proviene.
La FatCat Records (Sigur Ròs, Mùm, Animal Collective, Set Fire to Flames, etc.) non sbaglia molto spesso: approdati sul mercato nel novembre 2005 con questo primo full-lenght, preceduto di un mese dal 7'' di 'Halo' (contenente le due gustose inedite 'Sparrow' e 'Between What He’s Saying And What He Regrets'), il quartetto di Gävle che in soli due anni nasce dal nulla (ribattezzandosi saggiamente da Wichita Linemen a Amandine) proprio grazie a 'This is Where Our Hearts Collide' si consacra tra le rivelazioni della passata annata. Nonostante le variazioni di tema/stile siano pressochè impercettibili, gli undici brani "folk da camera" (come li ha definiti qualcuno) scandiscono i 3\4 l'ora scarsi del disco sanno essere fin dal primo ascolto intensi e 'sinceri', lungo i quali testi e musiche si compenetrano trasudando una suggestiva ed armoniosa comunione di rassegnazione ("You can never rebuild what you once have erased / Blood and marrow let you down / Time for mourning has come"), malinconia ("Your words took a dive into cheap old truth / Our frienship so easily lost"), consolazione ("Tread softly tonight / Because our worries are all out of sight") dai mille sottilissimi frangenti. Il valore del risultato riesce senza difficiltà a prescindere dalla monotonia e rende adatto l'ascolto in situazioni diverse tra di loro: saprà tenervi compagnia sia che siate da soli sia che no, e sarà impossibile non cederne alla bellezza. Basti provare con 'For All The Marbles' o 'Stitches' per sentire l'odore di morbida decadenza di cui sono carati tutti i brani.
Con il supporto di numerosi turnisti, John Andersson (piano, idiofoni, fisarmonica), Andreas Bergqvist (batteria, percussioni), Olof Gidlöf (voce, chitarra, banjo, tromba) e Andreas “Bosse” Hedström (basso, cori, theremin) sono attualmente in tour, accompagnati principalmente dai Fruit Bats e Sam Jayne. Restiamo aggiornati su www.myspace.com/amandinemusic augurandoci che tocchino presto il Belpaese.
Tiziana Brombin
Voto:
8
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