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Anche
in questo disco, così come nel precedente, non ho trovato una nuova
"submission is for the weak", ma ero conscio del fatto che non
avrei più trovato una canzone come quella nei dischi degli Anaal Nathrakh.
In parte lo sviluppo del loro song-writing si è fermato (ad un livello
molto alto, precisiamolo), ma sono ancora distantissimi dal quel momento
che ogni band, prima o poi, attraversa: entrare in studio non sapendo cosa
fare e mettersi a risuonare le canzoni migliori. Che il gruppo di
Birmingham sia ormai una delle più floride realtà nel black metal degli
ultimi anni credo sia fuor di dubbio. In quest'ennesimo disco non hanno
fatto altro che confermare quanto di ottimo fatto nella loro carriera. In
più, a differenza di molte altre ottime bands nate negli ultimi anni, gli
Anaal Nathrakh riescono a combinare due particolari caratteristiche: i
loro dischi suonano "nuovi", non sembrano dei dischi già
sentiti e sono quanto di più malato e deviante ci possa essere nel black
metal. Non mi vengono in mente altri gruppi black nati negli ultimi anni
che riescano a suonare originali, freschi, personali e al tempo stesso più
deviati della Salerno - Reggio Calabria. Gli Anaal Nathrakh, comunque, non
sono solo Irrumator (suona tutti gli strumenti, oltre al programming); se
è vero come è vero che le musiche, le scelte stilistiche e la scelta
degli stralci da film horror sono sempre e solo opera sua, è anche vero
che il cantato di V.I.T.R.I.O.L. trasuda odio come pochi altri. Sul serio,
riuscirebbe a far odiare il mondo anche a Don Mazzi. Ed è per
questo motivo che gli Anaal Nathrakh devono molto anche a lui (non a Don
Mazzi). Questo gruppo è la perfetta colonna sonora per quei momenti in
cui siamo INCAZZATI e odiamo la razza umana perché tremendamente stupida
(ed inutile, ecco). Quando l'Armageddon sarà giunto (buh, prima d'andare
a dormire, ogni maledetto giorno io prego la venuta dell'Armageddon: prima
o poi arriverà!), gli Anaal Nathrakh saranno la colonna sonora che
sentiremo, mentre il mondo ci inghiottirà prima della fatidica implosione
(è che ho riletto Dragon Ball nella serie dedicata a Freezer, capitemi).
Non so proprio cos'altro aggiungere per fare in modo che quest'album venga
comprato da chiunque. Per quello che può valere (per me molto), Reje e
Dragone Nervoso considerano questa band davvero fica in culo. Li quoto
amorevolmente.
L'angolo
delle curiosità curiose: fra le numerose citazioni prese dai film più
disparati figura un'azzeccatissima citazione dal primo Hellraiser. Il
testo dell'ultima traccia, "Rage, Rage Against The Dying of the
Light", è preso dal "Do
Not Go Gentle Into that Good Night" di Dylan Thomas.
Shub
Niggurath
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