ANAAL NATHRAKH "domine non es dignus" (Season Of Mist)

VOTO: 8,5

Anche in questo disco, così come nel precedente, non ho trovato una nuova "submission is for the weak", ma ero conscio del fatto che non avrei più trovato una canzone come quella nei dischi degli Anaal Nathrakh. In parte lo sviluppo del loro song-writing si è fermato (ad un livello molto alto, precisiamolo), ma sono ancora distantissimi dal quel momento che ogni band, prima o poi, attraversa: entrare in studio non sapendo cosa fare e mettersi a risuonare le canzoni migliori. Che il gruppo di Birmingham sia ormai una delle più floride realtà nel black metal degli ultimi anni credo sia fuor di dubbio. In quest'ennesimo disco non hanno fatto altro che confermare quanto di ottimo fatto nella loro carriera. In più, a differenza di molte altre ottime bands nate negli ultimi anni, gli Anaal Nathrakh riescono a combinare due particolari caratteristiche: i loro dischi suonano "nuovi", non sembrano dei dischi già sentiti e sono quanto di più malato e deviante ci possa essere nel black metal. Non mi vengono in mente altri gruppi black nati negli ultimi anni che riescano a suonare originali, freschi, personali e al tempo stesso più deviati della Salerno - Reggio Calabria. Gli Anaal Nathrakh, comunque, non sono solo Irrumator (suona tutti gli strumenti, oltre al programming); se è vero come è vero che le musiche, le scelte stilistiche e la scelta degli stralci da film horror sono sempre e solo opera sua, è anche vero che il cantato di V.I.T.R.I.O.L. trasuda odio come pochi altri. Sul serio, riuscirebbe a far odiare il mondo anche a Don Mazzi. Ed è per questo motivo che gli Anaal Nathrakh devono molto anche a lui (non a Don Mazzi). Questo gruppo è la perfetta colonna sonora per quei momenti in cui siamo INCAZZATI e odiamo la razza umana perché tremendamente stupida (ed inutile, ecco). Quando l'Armageddon sarà giunto (buh, prima d'andare a dormire, ogni maledetto giorno io prego la venuta dell'Armageddon: prima o poi arriverà!), gli Anaal Nathrakh saranno la colonna sonora che sentiremo, mentre il mondo ci inghiottirà prima della fatidica implosione (è che ho riletto Dragon Ball nella serie dedicata a Freezer, capitemi). Non so proprio cos'altro aggiungere per fare in modo che quest'album venga comprato da chiunque. Per quello che può valere (per me molto), Reje e Dragone Nervoso considerano questa band davvero fica in culo. Li quoto amorevolmente.

L'angolo delle curiosità curiose: fra le numerose citazioni prese dai film più disparati figura un'azzeccatissima citazione dal primo Hellraiser. Il testo dell'ultima traccia, "Rage, Rage Against The Dying of the Light", è preso dal  "Do Not Go Gentle Into that Good Night" di Dylan Thomas. 

Shub Niggurath

TRACKLIST

I wish I could vomit blood...

The Oblivion Gene

Do Not Speak

Procreation of the Wicked

To Err is Human, To Dream - Futile

Revaluation of All Values

The final destruction of dignity

Swallow The World

This Cannot Be The End

Rage, Rage Against The Dying...

www.anaal-nathrakh.tk