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A
mio modesto parere sono gli Inglesi Anaal Nathrakh la big-sensation in
ambito black metal per quest’anno. Si sono guadagnati questa
“posizione” sul campo, migliorando il buon lavoro svolto nei due demo
(del 1999) prima e nell’unico full-lenght dopo, “the codex necro”.
Chiarito il mio punto di vista in merito, posso dire che “When fire…”
è un netto passo in avanti rispetto al già ottimo “the codex necro”.
Perché? Beh, perché in queste 6 tracce i due folli di Birmingham hanno
suonato più tecnici, più veloci e più brutali rispetto al precedente
episodio. Il tutto condito con un flavour vagamente industrial, veramente
devastante. Grandissimo, a tal proposito, il lavoro ai programming di
Irrumator (che ha collaborato anche all’ultimo Aborym). So anche che chi
li conosce già, ma non ha ascoltato questo mini, può dubitare di queste
mie lodi sperticate, ma è vero, i nostri si son superati. Superba e
boombastic la produzione, degna dei migliori Marduk; ottime e sguaiate
come sempre le voci, che riescono perfettamente a dare quella sensazione
di follia e terrore che questi apparenti folli vogliono trasmettere. Le
chitarre sono sempre veloci e taglienti, dal ritmo serrato, in più (e
questo magari a qualcuno può anche far piacere) c’è un ospite di lusso
alle voci: Attila Csihar, che ha svolto un buon lavoro. Il presente cd per
me non ha punti deboli. Qualcuno, dal giudizio superficiale ed affrettato,
potrebbe dire che si tratta di un lavoro troppo monolitico, ma ciò in
questo caso non è un difetto, anzi. Questo è un feroce disco di
brutal-black metal che va a sfidare i Marduk nel loro territorio e li
vince (!), perché più fresco. Anche se tutte le tracce sono belle, la
prima e l’ultima sono da tramandare ai posteri: mi hanno rievocato alla
mente un ibrido fra i Mayhem e gli Aborym. Questo cataclisma nichilista
racchiuso in sole 6 tracce vale ampiamente il denaro che occorre per
averlo.
Shub
Niggurath
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