|
Ne
è passato di tempo da quando Aphazel e Grimm diedero alle stampe
il mitico 7” "Det Glemte Riket", un eccezionale
concentrato di black metal marcio e malvagio e di parti più
atmosferiche; da allora sono cambiate non molte ma moltissime cose
e quel genere di black metal sembra essere stato completamente
dimenticato dagli Ancient che con questo nuovo "Proxima
Centauri" hanno anche voluto commemorare il decimo
anniversario dalla nascita della band (avvenuta nel 1991).
Purtroppo la svolta stilistica, o meglio “l’evoluzione”
(perché è da un po’ che il combo norvegese ha tolto i panni
della true black metal band), non ha portato a mio giudizio a
buoni frutti, eccezion fatta per le casse private del gruppo che
sicuramente si sono riempite un po’! Questo potrebbe essere il
disco della banalità, un album che non lascia niente, fin troppo
scontato e per niente intenso. L’album si apre con la
title-track, una song dal feeling decisamente heavy (soprattutto
per l’utilizzo della doppia cassa che ricorda un po’ quella
dell’ultimo Impaled Nazarene), che risulta però decisamente
rovinata da alcuni parti più tese al dark dove la penosa voce di
Deadly Kristin si inserisce come i cavoli a merenda!! Forse una
delle pecche di quest’album è proprio quella di volere inserire
a tutti i costi la voce femminile, la quale finisce per impoverire
anche una buon pezzo "The Ancient Horadrim", durante il
quale il lavoro delle chitarre si fa più intenso. Si passa poi ad
una mid-tempos "In the Abyss of Cursed Souls": qui gran
risalto è dato al drumming che quasi duetta con la voce di
Aphazel, anche se il risultato finale è una song inutile e
noiosa; nella successiva "The Witch" si tocca l’apice
della banalità, cosicché un riffing veramente scarno deve essere
supportato da una dose massiccia di tastiere che sembrano una
volgarissima imitazione dell’organo di Ray Manzarek (The Doors).
Finalmente arriva il primo pezzo di buona qualità, ossia "Satan’s
Children", canzone in cui il riffing si fa spesso più
marcatamente thrashy; influenza che si riscontra anche nella
seguente mid-tempos "Beyond the Realms of Insanity", una
specie di “calderone” dove compaiono parti dal feeling heavy,
parti melodiche e la solita ignobile voce femminile. L’unica
sfuriata lontanamente degna di essere definita black si può
sentire in "On Blackest Wings", dove la voce di Aphazel
abbandona il classico screaming per avvicinarsi a suoni più
gutturali. "Proxima Centauri" è l’esempio per
eccellenza di ciò che diceva Barbarud dei Maniac Butcher: voci
femminili nel black metal? Noi in realtà usiamo le bocche delle
ragazze per tutti altri scopi!! Be’ effettivamente la bella (è
una gran gnokka!) Deadly Kristin è il “tarlo più grosso” nel
già abbastanza scadente sound degli attuali Ancient. Due però
sono le cose da salvare a pieni voti in questi album: il drumming
talentuoso e intelligente di Grom e la ottima produzione, frutto
del lavoro di Jacob Hansen e dei Los Angered Studios.
Cesare Silvani
|