|
Gli
Ancient sono una di quelle band che al black ha dato tanto e che ha detto
tutto quel che doveva dire. Forti dello status di band
"arrivata", in sede di registrazione si possono permettere di
fare quello che vogliono, perché non devono più dimostrare niente a
nessuno e il loro interesse principale oggi non è più suonare per
sfogarsi e per dimostrare quanto si è cattivi e frostbitten, bensì
quello di dare ai loro fans un prodotto che sia al passo con i tempi,
vario, dinamico e "innovativo". Ora, questa premessa potrebbe
far credere che gli Ancient hanno dato alle stampe classico 'disco della
discordia', ma così non è; se è vero come è vero che la bellissima
"Horroble" rimanda ai Notre Dame e alle loro canzoni "orrorifiche"
e divertenti al tempo stesso, "The Truth Unveiled" è più
marcatamente una classica song degli Ancient, con parti black sparate,
unite ad altre molto più atmosferiche ed oscure, in cui la band dà il
meglio di sé stessa. Un pregio fondamentale della band è proprio questo:
l'alternanza fra momenti più atmosferici e lugubri ad altri momenti che
rimandano sia alle colonne sonore dei film horror, sia al metal classico,
anche per quanto riguarda gli assoli (molto belli e messi sempre al punto
giusto). Su questo album, molto più che in altri, gli Ancient hanno
dimostrato d'essere una squadra e non il prodotto della mente di Aphazel;
infatti, canzoni come "Horroble" o "Lycanthropy" sono
chiaramente nate grazie all'aiuto degli altri membri del gruppo. Secondo
il mio modestissimo parere, gli Ancient devono puntare maggiormente su
queste composizioni, unite ovviamente all'ottimo lavoro di Aphazel, per
quanto riguarda le parti black metal. Ultime note riguardo due membri
"storici" del gruppo: Lord Kaiaphas ha partecipato nella seconda
traccia convincendo moltissimo, esperimento riuscito. Chi non ha convinto
mai o quasi è Deadly Kristin, che ora non fa più parte del gruppo, e la
cosa non dispiace affatto, dato che è stata presente nella parte più
buia della carriera degli Ancient, ovvero in "The Halls Of Eternity",
l'album ritenuto da moltissimi come il meno bello dell'intera produzione e
il mini "God Loves The Dead", oltre che nello scorso album.
Shub
Niggurath
|