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Dire qualcosa che non sia già stato detto e ripetuto fino alla nausea, è sempre più raro. E’ ancora più raro in un genere come quello usualmente definito come “Black sinfonico”, che forse black non è ma sicuramente è stato sfruttato più di altri. Ed una prima analisi di questo “New obscurantis order” sembrerebbe portarlo ad essere irrimediabilmente etichettato come “Black sinfonico” anche da qualsiasi persona odi ogni etichetta…perchè quello è, per quanto possiamo arrabbattarci citando Borges o altri illuminati del nostro tempo. Possiamo discutere filosoficamente quanto vogliamo (la musica è una, non è la musica ma come è percepita.…bla bla bla) però alla fine i padroni del vapore fanno di tutto per incasellare i loro prodotti in schemi più comunicabili alle masse, e questo (come altri), giratevelo come vi pare, è black sinfonico. E già lo si capisce dal booklet e dal look di questi 5 francesi completo di face painting e pose che vorrebbero tanto essere cattive ma che nel 2001 non spaventano più nessuno. Ed in fondo, anche un’analisi più approfondita (la musica of course) sembrerebbe non schiodarlo da quella (pesante) etichetta. Tutto da buttare allora ? No, affatto. Vuoi perchè questi ragazzi gli strumenti li sanno usare, vuoi perchè la produzione è buona (decisamente terremotante) , vuoi perchè questi francesi, alla fin fine, seguono la regola principale del metal (picchiare), questo album merita rispetto. Non è errato dire che questo album si pone tra un certo black sinfonico-melodico ed un black più violento…come se la violenza (più che le sonorità) di certi Emperor ed Immortal di qualche anno fa incontrasse i Cradle of Filth (influenze gothic e teatralità, quindi). Il tutto però con una produzione degna del 2001. Vi sono però differenze importanti con gli inglesi : se i Cradle usano la melodia per creare atmosfere, indugiando su di essa, questi francesi usano la melodia con il solo scopo di prendere fiato un attimo, per poi rituffarsi in un magma caotico (ben controllato, devo dire) fino al prossimo respiro. La potenza sprigionata da questo disco è senza dubbio elevatissima, synth e piano, quando sono in primo piano, non intaccano minimamente il tessuto violento dei pezzi, contribuendo anzi a rendere il tutto più tetro a volte, più dinamico in altre. C’è anche qualche momento in cui si esce dal seminato, ad esempio in “Hail Tyranny” , esecuzione di un pezzo scritto da S.Rachmaninoff di solo pianoforte , decisamente una buona scelta, oppure nella cover dei Candlemass “Solitude” (presente come bonus track). Purtroppo, il limite intrinseco di questo album e’ proprio quello di essere un prodotto monolitico e poco vario, che piacerà agli amanti del genere, ma che difficilmente farà cambiare a qualcuno una brutta sensazione sul futuro del Black Melodico. Perchè poco o nulla qui dentro non è già stato detto, persino dagli stessi Anorexia Nervosa nel precedente (e valido come questo ) "Drudhenhaus". Ed è un vero peccato, perchè questi 5 francesi si difendono molto bene , e sanno ancora creare musica che riesce a meritarsi un po’ di spazio tra chi ama queste sonorità. Tra i pezzi spiccano a mio parere “Chatiment de la Rose”, e soprattutto “Stabat Mother Dolorosa”, nel quale synth e piano danno una mano importante alla riuscita del tutto. Nota a margine : testi di genere, funzionali alla musica.
Reje
Voto:
6,5 (7 se vi piace il genere, 5+ altrimenti)
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