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“eMOTIVe” è un cover album a sfondo politico-pacifista. Fermarsi qui per definire il nuovo lavoro degli A Perfect Circle sarebbe improprio e scorretto: più che di cover si tratta di rivisitazioni (sia strumentali che nei testi stessi), all’insegna della sperimentazione e della voglia comune di riunirsi e gridare al mondo quanto sia importante meditare su realtà politico-sociali di assoluta attualità. Inni ed anti-inni, marce intrise di sentimento si fanno strada come bombe a mano tra protesta e volontà di lotta per i diritti umani, tra cui un remix di “Pet” (“Counting Bodies Like Sheep To The Rhythm Of the War Drums”, accompagnata da un provocatorio e concettuale videoclip in cui il Presidente Bush viene proposto come un pifferaio magico a cui ogni persuasione la gente si fa pecora inerme e meccanica) realizzato col supporto dell’ex-Nine Inch Nails Danny Lohner, ormai di ruolo fondamentale all’interno degli A Perfect Circle, e l’inedito “Passive”, ripresa di una canzone degli ormai morti Tapeworm che ha visto la luce solo in un’occasione azzardata dal vivo e meglio nota come “Vacant”. Altra prova della distanza abissale tra A Perfect Circle e Tool, alimentata, oltre che dalle altre voci presenti ad arricchire le canzoni (Billy Howerdel ed una donzella che ha tutta l’aria di essere la loro ex-bassista Paz Lenchantin), anche dal distacco dai precedenti Mer De Noms e Thirtheenth Step, che ne fanno pensare come un episodio a sé e concretamente finalizzato. Dal punk all’elettronica, dal metal al folk, dai sussurri ai cori a cappella, passando per qualche sano grido, questo “eMOTIVe” si completa da solo per la varietà degli intenti e dei contenuti. Classici senza tempo come “Imagine” di John Lennon (una delle cover meglio riuscite della storia, accompagnata da un videoclip-documentario che temo vedremo molto spesso sulle emittenti nazionali), “What’s Going On” di Marvin Gaye, “Fiddle And A Drum” di Joni Mitchell e “People Are People” dei Depeche Mode fra le altre sono destinate a rimanere nella memoria come una catena umana che unisce persone di ogni razza accomunate da ideali e dolori comuni. Un nome una garanzia, quello degli A Perfect Circle, più per la pregiata qualità dei singoli componenti (di cui Maynard James Keenan si fa potente predicatore di massa) che per quella musicale effettiva talvolta, ma in ogni caso degni del più naturale rispetto.
Tiziana Brombin
Voto:
7
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