ARAB STRAP "the shy retirer e.p." (Chemikal Underground)

VOTO: 6,5

Fortunatamente nel 2003 da Glasgow non abbiamo ricevuto solo la delusione targata Belle & Sebastian, ma anche il ritorno degli Arab Strap, dapprima con l’eccellente “Monday At Hug & Pint” ed ora con questo E.P. di sei brani, fuori ormai da un paio di mesi, ma su cui vale la pena spendere qualche riga. Buona la scelta della title-track, senz’altro uno dei punti di forza dell’ultimo album, qui presente in due versioni differenti: un “Radio Edit” che poco differenzia dalla versione ufficiale, ed un “Dirty Hospital Remix” che, rileggendo la canzone sui synth di una base ritmica nervosa e vagamente anni ottanta, finisce col lasciare un po’ il tempo che trova. Tolto questo, il resto si rivela essere materiale di prima qualità. “The Good Part” e “The New Saturday” sono due ottimi inediti che proseguono il discorso iniziato in “Monday At Hug & Pint”, il primo con una melodia acustica e lo sfondo decorato da lontane distorsioni, il secondo abbinando il suono del pianoforte alla loro ormai “classica” ritmica elettronica. Il meglio però è racchiuso nelle due cover, “You Shook Me All Night Long” (AC/DC) riletta in una minimale versione acustica memore dei loro primi lavori, ed una sognante “Why Can’t This Be Love” (probabilmente il miglior pezzo dei Van Halen post 1984) resa con il sound “electro-indie” (se mi passate l’insolita definizione) tipico delle ultime produzioni del combo di Glasgow. In conclusone, si tratta di un’interessante parentesi che conferma il buono stato di forma in cui versano Middleton e Moffat, per di più offre materiale che può risultare appetibile anche a chi non è tra i più assidui collezionisti/divoratori della band, e la cosa non può che farci piacere. Ben fatto.

Tony Aramini

TRACKLIST

The Shy Retirer (Radio Edit)

Why Can't This Be Love

The Good Part

The New Saturday

You Shook Me All Night Long

The shy retirer (dirty hospital)

www.arabstrap.co.uk