ARCTURUS "the sham mirrors" (Ad Astra)

VOTO: 8

Dischi di remix a parte, gli Arcturus erano assenti dal mercato discografico dal lontano 1997, quando, con “La Masquerade Infernale”, ci regalarono un album destinato a lasciare una traccia importante nell’avanguardia metal di questi anni. Ora, 5 anni sono una enormità per qualsiasi band, (eccetto Manowar ed Hammerfall) figuriamoci per gli Arcturus, che hanno sempre dimostrato di apprezzare l’evoluzione. Voci di corridoio inoltre sembravano annunciare una vera e propria trasfigurazione musicale verso sonorità completamente nuove…e come sempre più spesso accade da quando Internet è diventato un importante mezzo di comunicazione, si trattava di voci tutte da verificare. In effetti, quello che è accaduto, è stato “semplicemente” una evoluzione di “La Masquerade Infernale”, molto pronunciata, questo si, ma non un completo stravolgimento. Diciamo che il precedente album resta soltanto come scheletro di questo “Sham Mirrors”, che apporta miglioramenti di grande valore e ci mostra che 5 anni non sono passati invano. Meno teatrale e più sognante del predecessore, questo è uno dei pochi  album di questi tempi non etichettabili neppure intrugliando 27 nomi di generi musicali. Un disco in cui momenti classicheggianti, metal di vario tipo, elettronica, sfumature gotiche e Dio solo sa quanto altro ancora, vengono uniti da legami che li rendono una cosa sola. Grandissima prestazione di Garm (Ulver) alla voce, preciso come un orologio svizzero il drumming di Hellhammer, e con i complimenti mi fermo qui, ma potrei andare avanti per ore.  Come per il precedente, per quello che riguarda i suoni c’è un discorso da fare. Questo è un lavoro corale, nel quale le chitarre (leggermente impastate in verità) non sono pressoché mai in primo piano e di solito supportano più che guidare il suono, ruolo spesso lasciato a tastiere varie. A me non è dispiaciuto affatto, del resto le keyboards svolgono un ottimo lavoro, ma non sono sicuro questo non farà storcere qualche bocca.  Eccellente il lavoro di sintesi : nonostante l’album non sia affatto monotono (ci sono momenti sognanti come “Kinetic”, cavalcate come “Collapse Generation”, alternanze di furia ed eleganza come “Radical Cut” ed altro ancora) l’omogeneità del prodotto è elevata, e così pure la qualità è costantemente su alti livelli, ci sono appena un paio di piccole cadute di tensione ampiamente compensate da qualche momento superlativo (vedi il già citato “Kinetic”… che sia il miglior pezzo Norvegese da anni a questa parte ? ) . In definitiva, morte e sepolte quasi tutte le reminescenze Black Metal degli esordi, gli Arcturus si sono spostati su un Avant-metal (Parafrasando lo slogan delle barrette di cioccolato, si potrebbe dire “ più avant e meno metal ” ) molto sognante a prova di imitazione… hanno osato, ed hanno avuto ragione ancora una volta. Consigliato a tutti quelli che non hanno bisogno di incasellare la musica per apprezzarla.

Reje

TRACKLIST

 

Kinetic 

 

Nightmare Heaven 

 

Ad Absurdum 

 

Collapse Generation   

 

Star-Crossed 

 

Radical Cut 

 

For To End Yet Again

 

 

Arcturus at BNR