|
Che
gli Argine fossero una band nel pieno della maturità lo si era già
capito ai tempi dell’immenso “Luctamina In Rebus”, ma fa molto
riflettere il fatto che questo nuovo disco riesca a dimostrarsi ancora un
capolavoro pur distaccandosi in maniera quasi totale dal suo predecessore.
E infatti con questa release il collettivo partenopeo riesce a spiazzare e
stupire recuperando le proprie origini radicate in territori
Post-Punk. Se pezzi come “In Silenzio” o la title-track mantengono
vivi alcuni legami col passato NeoFolk, il resto del disco denota un
songwriting mai così diretto prima d’oggi, richiamando talvolta alcuni
nomi del Dark anni ‘80 (New Model Army ad esempio, e non solo per
l’uso del violino), ma distinguendosi più che positivamente per
personalità ed ispirazione. Menzione d’obbligo per la trascinante
opener “Radjodramma” e per l’incredibilmente immediata
“Girotondo”, indubbiamente due dei brani che meglio esemplificano il
nuovo corso della band. Sarà pure cambiata la forma, con chitarre
distorte ed un basso pulsante che vanno a rimpiazzare le atmosfere
acustiche alle quali eravamo abituati, ma la sostanza è ancora una volta
quella: con “Le Luci Di Hessdalen” Corrado Videtta e soci ci hanno
regalato l’ennesimo quadro fatto di malinconia e chiaroscuri, non
accorgersene sarebbe un grave crimine.
Tony
Aramini
|