ASVA

"Futurist's Against the Ocean"

(Mimicry Records)

2005

1. Kill the Dog, Tie Them Up, Then Take the Money
2. Zaum; Beyonsense
3. Fortune
4. By the Well of Living and Seeing

Asva è il nome di un progetto co-fondato nel 2003 da Stuart Dahlquist (Sunn O))), Burning Witch) e B.R.A.D. (Burning Witch). Per ammissione dello stesso Dahlquist il progetto si struttura come una sorta di work in progress nel quale la line-up è in continuo mutamento ed espansione e i componenti vengono aggiunti in base all'evoluzione della musica. Dopo aver inciso un brano con la partecipazione di Dylan Carlson alla chitarra, edito nel 2004 nello split coi Burning Witch, gli Asva arrivano con "Futurist's Against the Ocean" all'album di debutto. Oltre ai due membri fondatori, rispettivamente al basso e alla batteria/percussioni, la line-up del disco comprende il chitarrista John Schuller (Master Musicians of Bukkake), Troy Swanson all'hammond, Trey Spruance (Secret Chiefs 3 /Mr.Bungle) al piano, chitarre e tubular bells e Jessika Kenney (Gamelan Pacifica / Black Horse) alla voce: con una formazione del genere, le premesse non possono che essere ottime e le aspettative elevatissime. E fin dalle prime note della traccia di apertura "Kill the Dog, Tie Them Up, Then Take the Money" queste non risultano deluse. Il brano è un doom-ambient strumentale dall'atmosfera claustrofobica in cui l' andamento solenne, sostenuto dalla ripetizione rituale del motivo della tastiera e dalla presenza ossessiva del suono liturgico dell'organo, viene spezzato da momenti di dissonanza e sospensione in cui si innestano samples, drones e sussurri inquietanti. Il brano che segue, "Zaum;Beyonsense", è un industrial-ambient giocato su basse frequenze che colpisce per la sua lentezza e ripetitività e che viene scandito sul finale da percussioni minimali; i suoi dieci minuti e oltre di estenuante staticità preparano la strada alla seconda, sorprendente parte del disco, diametralmente opposta e complementare alla prima. "Fortune" -che prende il titolo dal canto di apertura dei Carmina Burana di Carl Orff e trae ispirazione da una composizione dell'unidicesimo secolo dell' autore di musica sacra Hildegard von Bingen- è quello che non ti aspetti: dopo un lungo e scarno intro la voce celestiale di Jessika Kenney emerge come un'illuminazione che squarcia le tenebre intonando dei vocalizzi di una purezza e di un'intensità incredibilmente toccanti. La catarsi finale è affidata alla coralità di "By the Well of Living and Seeing": il brano prende il titolo dall'omonima opera del poeta Charles Reznikoff , i cui versi vengono intonati come salmi in un crescendo vibrante e inesorabile in cui voci, chitarre, organo e tastiere si fondono in una sorta di esaltazione estatica meravigliosa e terrificante.
Per "Futurist's Against the Ocean" si potrebbe coniare la definizione di "art-drone": il disco tenta di uscire da quelli che sono diventati i canoni e gli stilemi del genere per esplorare nuove prospettive e possibilità, e ci riesce in maniera sorprendente. Un'opera che si presta a più livelli di fruizione e interpretazione, in cui la componente di ricerca musicale e quella concettuale si fondono in maniera totale, senza comunque il rischio di cadere nel pretenzioso: per chi non è interessato a scovare i molteplici e disparati riferimenti filosofico-artistico-culturali dai quali il disco è permeato rimane pur sempre un lavoro complesso, intenso, suggestivo ed enigmatico al cui fascino è difficile sottrarsi. Menzione speciale anche per l'artwork: digipack con design elegantissimo e minimalista by Stephen O'Malley a dare il tocco di classe finale.


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Voto: 8

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