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Pochi
gruppi sono riusciti a mantenere standard qualitativi così
elevati come gli Ataraxia, da anni in grado di stupirci con musica
Medioevale
(e non solo)
di
pregevolissima fattura. Se “Historiae” resta per me il
loro punto più alto, bisogna però togliersi il cappello di
fronte a qualsiasi cosa abbiano mai prodotto, e questo “Mon Seul
Desir” non fa assolutamente eccezione. Tecnicamente
inappuntabili, gli Ataraxia riescono con suoni soffusi e momenti
più dinamici a catapultarci nel Medioevo ed a farcene innamorare.
Se temete una certa banalità o poca varietà, sappiate che
semplicemente state sbagliando di grosso, infatti gli Ataraxia
riescono a riempire di sfumature quasi ogni singola nota, e
riescono a piazzare in tre quarti d’ora scarsi 6 pezzi le cui
caratteristiche variano non poco. Per capirci…abbiamo due
canzoni tradizionali di cui una addirittura proveniente dall’Anatolia
(con tutto quello che ne consegue musicalmente) e quattro create
da loro, canzoni in Inglese, Francese e strumentali, ritmi
piuttosto vari ed anche la voce di Francesca Nicoli (eccezionale)
riesce a passare dalla soavità alla solennità con una
naturalezza fuori dal comune….insomma, annoiarsi è impossibile,
a meno di non odiare qualsiasi cosa abbia
a che fare col Medioevo anche solo di striscio. Se già
conoscete qualche album degli Ataraxia allora sapete cosa
aspettarvi, se non li conoscete ma siete interessati a sentire
musica medioevale
allora ascoltarli è d’obbligo perchè i loro affreschi
musicali ci portano davanti agli occhi immagini di un’epoca
molto reali eppure sognanti. Si, perché il Medioevo qui è
quello vero, non certo quello epico o quello Fantasy…eppure
nella sua concretezza, sa essere poesia. Reje
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