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Il ritorno degli Ataraxia è per il sottoscritto sempre foriero di grandi speranze, fino ad oggi mai deluse. Non si smentiscono nemmeno questa volta, nonostante questo MCD duri poco più di 20 minuti di questa release tutto si può dire tranne che sia interlocutoria o inutile. Accantonato (spero) momentaneamente il medioevo, di tutti gli album recenti questo va ad assomigliare più di tutti a “Lost Atlantis”, ma ne accentua i lati malinconici ed intimisti a scapito della varietà. Detta in questo modo può apparire un difetto ma in realtà alla fine il gioco vale la candela eccome : “Etretat” è una delle canzoni più commoventi che abbiano mai scritto, “Veules Les Roses” è l’intermezzo perfetto verso l’ariosa prima parte di “Hovering”, che si tuffa poi in un’atmosfera calma e rilassante, con un mood a tratti riconducibile al dark etereo stile Dead Can Dance. L’affiatamento della band e la facilità con cui elaborano canzoni acustiche, sognanti ed eteree rendono un inutile esercizio di stile parlare ancora delle grandissime capacità vocali di Francesca Nicoli, della poesia capace di evocare la chitarra classica di Vittorio Vandelli e del validissimo lavoro alle tastiere di G.Pagliari. Non manca neppure l’aiuto di F. Banchini a flauto e clarinetto, ad impreziosire ulteriormente questa magnifica opera. Meglio 20 minuti da Ataraxia che 60 da onesti mestieranti, questo è poco ma sicuro.
PS : Questo disco è uscito circa 6 mesi fa. Scusate il ritardo, ma ne valeva la pena.
Reje
Voto:
7,5
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