AXIS OF PERDITION

"Deleted Scenes From The Transition Hospital"

(Code666)

2005

1. Deleted Scenes I : In The Hallway Of Crawling Filth
2. The Elevator Beneath The Valve
3. Pendulum Prey (Second Incarceration)
4. Isolation Cubicle 312
5. Entangled In Mannequin Limbs
6. This, Then, Is Paradise?
7. One Day You Will Understand Why
8. Deleted Scenes II: In The Gauze-Womb Of The God Becoming

Dopo un debutto al fulmicotone come l'eccellente "The ichneumon method" (forse l'ultimo capolavoro della defunta Rage Of Achilles), erano in molti a tenere d'occhio gli Axis Of Perdition. Il loro industrial-black metal a sfondo futuristico iper-caotico, violento e marcissimo, aveva fatto gridare qualcuno al miracolo e da questi inglesi era lecito aspettarsi il botto. Anche se forse la vera esplosione ancora non c'è stata, bisogna indubbiamente constatare che tante speranze sono state ben riposte, perché "Deleted Scenes From The Transition Hospital" é uno dei dischi più efficaci sentiti di recente per quanto riguarda il comunicare putridume, terrore e scenari apocalittici. Già il mini-cd di qualche tempo fa ("Physical Allucinations in the Sewer of Xuchilbara") aveva anticipato la svolta: se il debutto sembrava una versione horror-industrial dei primi Anaal Nathrakh, gli Axis Of Perdition del 2005 non spingono più sull'acceleratore, bensì sull'atmosfera malsana. Il caos feroce creato dal muro di chitarre e dalla batteria elettronica lanciata a folle velocità (rimasto in dosi estremamente blande) ha lasciato il passo ad insalubri atmosfere di dark-metal industriale (con sfumature dark-doom) alternate a dark ambient senza speranza che non sfigurerebbe (né per sonorità né per qualità) in un disco Cold Meat. La velocità e la furia non saranno forse le stesse di un tempo, ma gli scenari post-urbani evocati dalle splendide composizioni di questo disco sono rimasti quelli dell'esordio: squallore, desolazione, agonia e distruzione la fanno da padrone e se possibile "Deleted Scenes From The Transition Hospital" riesce ad essere ancora più efficace di "The ichneumon method" nel togliere all'ascoltatore la più piccola speranza nel futuro del genere umano. Il gruppo si dimostra abile nel mantenere sempre alta la tensione, grazie ad una eterogeneità dei pezzi ben più elevata che in passato (la prova vocale in particolare risulta molto più varia ed efficace) e anche ad uscite dagli schemi decisamente vincenti, come ad esempio l'inserto jazzato (che, è bene dirlo, è lavorato in modo tale da risultare davvero adattissimo al contesto decadente) di "Pendulum Prey". Tutto sembra funzionare alla perfezione, dalla musica fino all'ottimo artwork (che presumo ispirato, come tutto l'album del resto, alle terrificanti atmosfere del Survival Horror Silent Hill) aiuta ad entrare nel mondo evocato da questo disco. In conclusione, la svolta degli Axis Of Perdition sembra averli portati allo stesso risultato con mezzi diversi, perché le atmosfere di "Deleted Scenes From The Transition Hospital" sono senza dubbio tra le più disturbanti che si siano sentite di recente. Forse il tutto può risultare meno personale che in passato, ma quando un gruppo dimostra di possedere nel DNA la capacità di evocare orrore e marciume, non si può far altro che togliersi il cappello. Chiunque stia cercando un modo per viaggiare con la mente nel peggior posto possibile, l'ha trovato.


Reje

Voto: 8,5

www.theaxisofperdition.co.uk