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1. Lodestar
2. Heliotrope
3. Pin Me Down
4. Wrench of Parting
5. Purity for a Sinner
6. Hiatus 3
7. Hunt
8. Keep Throwing it Away
9. Splinter
10. Unconsciuosly Astray
11. Shiver
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La Memento Materia è sicuramente la miglior label dei paesi nordici, esattamente svedese, come lo sono i Backlash giunti al loro secondo lavoro. Elettronica patinata, un electro-pop che segue il filone creatosi nei 90 grazie ai molti adoratori del sound Depeche Mode. Infatti la voce del leader Erik Thorstensson (che ha sostituito Malin Andersson nel 2000, dopo che questi aveva lasciato la sua "impronta vocale" per "Impetus", il primo album) ricalca quel tipico sollecitamento baritonale alla Dave Gahan distinguendosi però nell'approccio alle canzoni, che sono senza dubbio addolcite dai synth e dai tappeti melodici synthpop. E' un buon lavoro questo "Heliotrope", come detto, un electro-pop alla vecchia maniera non banale e molto piacevole da ascoltare anche per coloro che non masticano abitualmente questa musica. La Svezia dimostra ancora una volta di avere valide alternative da proporre alla massa becera schiava delle tv e delle radio, proponendo ogni anno parecchi buoni gruppi con influenze electro. Vi segnalo i Colony5, geniale band synthpop da ascoltare con cura. Ma parliamo di questo album, che parte con "Lodestar", pezzo importante, pubblicato anche su numerose compilation del settore. Partorito con effetti che ricalcano il sound Star-Trekkiano degli S.P.O.C.K. (altro gruppo da non perdere.. ironicamente electro con gusto), è arricchito da un ritornello efficacissimo, dolcissimo, il classico "effetto-carillon", come lo chiamo io, e cioè quella stimolazione dei synth "pizzicati" all'interno della ritmica dance (da ballare, non dance come la intendiamo noi). "Heliotrope", che dà il titolo all'album, è simile alla prima traccia, più lenta, una melodia trascinante, sporca. "Pin Me Down" è divertentissima, sembra un pezzo anni '80 alla Human League, parecchio zuccherato e ovviamente synthpop. "The Wrench Of Parting" è un cammino tortuoso, un mix di effettini robotici (proprio come un robot che si esprime a suo modo) e per questo sembra di camminare su Marte e di incontrare gli abitanti del pianeta, vedere donne che cantano in coro, facendo attenzione a non inciampare nelle rocce che spuntano dal suolo. "Purity Of A Sinner", un bel pezzo dance senza troppe pretese, con un bel tappeto creato soprattutto dalla voce di Erik. "Hiatus 3" sembra la perfetta continuazione della passeggiata marziana con conseguente scontro di fuoco. Sound sporco con qualche pausa, sicuramente il pezzo più dark dell'album, cupo e con la voce di Erik disturbata, come una connessione Terra-Marte disturbata. "Hunt" è un pezzo astratto, sconnesso, segue un percorso tutto suo che strizza l'occhio all'EBM più leggera, col bassone cupo. Anche Erik da l'impressione di perdersi un po’ sotto queste spoglie meno "romantiche". "Keep Throwing It Away" mantiene quel sound sporco che a quanto pare è molto apprezzato dal gruppo e tende a distorcere tutti gli effetti electro, direi che l'album è come attraversato da una tempesta magnetica. Parte positivamente, con grande ottimismo, pulito solare e termina con una specie di delusione, da qui la distorsione e l'utilizzo di synth più irregolari. "Splinter" si avvicina alla techno ma è sempre molto poppegiante. Probabilmente gli Human League sono il gruppo preferito dai Backlash e qui si sente parecchio. Un pezzo carino. "Unconsciously Astray" è un po' sperimentale, apparecchiato su una tovaglia ritmicamente anni '80 da dancefloor. Un pezzo sicuramente da ballare con pause classiche synthpop cantate. Molto dolce. "Shiver" è la conclusione di un lavoro sostanzialmente buono e piacevole, da cui il voto positivo e incoraggiante. Un lungo sentiero anche qui astratto e sconnesso, ritmo lento, una ballata a metà tra romanticismo e rassegnazione. Vi consiglio l'acquisto, da ascoltare tranquillamente in campagna o in casa.
VertigoDj
Voto:
7
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