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Secondo album sulla lunga distanza per i Bathtub Shitter, GrindCore band giapponese formata da quattro pazzi scatenati con un’allegra ossessione per le deiezioni corporee. “Dancehall Grind”
non si presenta a noi con le pretese di rivoluzionare le convenzioni di un genere dai canoni stilistici rigidi e (più o meno) limitati, bensì prova ad offrire 40 minuti di pura e semplice violenza gratuita, e, credeteci, alle volte non è affatto un male. A rendere il tutto appetibile è più che altro la piccola dose di follia ‘made in Japan’ con cui i nostri rivestono il tutto: una intro che pare uscita da un videogioco per il Commodore 64, screams invasati ed efebi alternati al classico growl, un pezzo acustico strumentale, uno registrato al contrario ed altre “trovate” di questo tenore. Non fosse per questo, il disco si limiterebbe ad essere un pastone GrindCore che alterna le sfuriate tipiche del genere a momenti più vicini a certo Crossover di metà anni ’80. Non a caso in scaletta si registra la presenza di una cover di “Time Out” dei D.R.I., e non a caso in certi passaggi ai limiti dell’Hardcore Punk aleggia lo spettro di gruppi come gli Accused. Il songwriting comunque presenta una quantità di mestiere che ben dimostra la gavetta decennale della band e permette all'album di mantenersi a galla nonostante un’originalità non sensazionale:
che gli amanti del genere non ancora sazi si facciano pure avanti senza remore.
Tony Aramini
Voto:
6,5
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