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Dopo
aver ascoltato questo ultimo lavoro degli inglesi Benediction mi
sono accorto che sono irrimediabilmente finiti i bei, anzi,
bellissimi tempi di “The Grotesque/The Grand Leveller”, in
cui questa death band con oltre 15 anni di carriera aveva
sfornato uno dei miei album preferiti nel genere. Organised
Chaos è un lavoro basato su poche idee e per giunta molto semplicistiche, sebbene un po’ tutta la discografia dei
Benediction sia più fondata sull’aggressività e sul suono di
chitarre grezze e taglienti. Quello che mi ha sorpreso è
proprio la mancanza di “palle”e la quasi costante presenza
di un suono lento, monocorde e privo di espressività, dove la
sola nota positiva è la voce di Dave Hunt che riesce a dare un
minimo di cattiveria all’intera struttura. Troppo poco
comunque per alzare il livello dell’album, che presenta tutti
gli strumentisti completamente sottotono e tratti così noiosi
che saranno in pochi a riuscire a terminare l’intero ascolto.
Da salvare è solo “The temple of Set”, una song che
presenta un paio di riff e un lavoro alle pelli molto disadorno,
ma che fortunatamente contribuiscono a creare due minuti e
quaranta di violenza.
Schuldiner
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