|
Quel
che emerge dopo aver ascoltato questo disco è che gli ebrei oltre ad
avere il naso aquilino hanno anche un buon fiuto per gli affari. Certo,
magari non creano i trend, ma li capiamo: meglio attendere il completo
sviluppo di un trend per poi cavalcarne l'onda che tentare d'anticiparlo,
almeno non si corre il rischio di fare il classico buco nell'acqua. I Nail
Within, a dispetto della critica, li han considerati in pochi, forse perché
facevano un po' ribrezzo: pancioni ovunque, barbe incolte e treccioline
non alla moda. E così hanno pensato bene di tagliarsi la barba, mettere
da parte i loro vestitini, indossare degli american fukkin' jeans
strappati, magliettine aderenti da giovani metalcorers e -non possono di
certo mancare!- le catenelle per tenere stretto il danaro (guadagnato
sicuramente dopo aver prestato i soldi a strozzo, con gli interessi al
205%). Hanno cambiato anche il modo di porsi: fanno le facce truci, le
cornine e urlano "fukkin' rock 'n' roll!!". Yeah, we love y'all!
Una mazzata nei denti! Sì, da dare a loro fino a quando non suoneranno
qualcosa di personale e/o fino a quando non pagheranno i diritti a Slayer,
Pantera e Sepultura. Gli Orphaned Land almeno son personali ed hanno
dignità; questi qua, se il prossimo trend sarà il dance-metal dei Samael,
ce li ritroviamo al Ministry di Firenze vestiti con la plastica, truccati
come Nagash, intenti a chiudere i concerti con "Mr. Self Destruct".
Se le etichette fra qualche anno faranno a gara ad accaparrarsi la next
big thing NS black metal, rido.
Shub
Niggurath
Voto:
4
|