BLACK MOUNTAIN "black mountain" (Jagjaguwar)

VOTO: 6,5

“Freakkettoni bastardi, vi ammazzeremo tutti!”. Chi ha pronunciato questa frase si sbagliava di grosso! I capelloni degli anni ‘60/’70 sono ancora tutti vivi e vegeti, nonostante le quintalate di cristalli di anfetamina, colla e spezie varie assunte nel corso di queste tre o quatto decadi. Anzi, si prendono gioco del mondo che va verso la distruzione totale, mentre ridono sarcastici e iscrivono i loro cani alle lezioni di “Doga” (lo yoga per cani, nds), mentre suonano una chitarra ricamata di fiorellini, inneggiano slogan pacifisti e mangiano dolcetti macrobiotici fatti in casa. Di più, sfornano inquietanti e stralunati album musicali; come l’omonimo disco di questi Black Mountain, monicker dietro il quale si cela il poliedrico cantante/paroliere Stephen McBean, già Pink Mountaintops, nonché Jerk With A Bomb. Che dire? Otto tracce di revival rock sixities and seventies – dato che la nona traccia senza titolo contiene solo rumori di fondo, ma neanche troppo di fondo, anzi abbastanza fastidiosi -, esplorati con vena ironica e circense, un po' alla maniera del più famoso Beck, se vogliamo. Ma qui non siamo di fronte ad un prodotto robot-country, piuttosto ad un lavoro in cui si mischiano sapientemente schitarrate alla Blue Cheer, Led Zeppelin e Black Sabbath, con momenti lirici e psichedelici tipici di Doors, Pink Floyd, Hawkwind e Velvet Underground. “Modern music” si apre con un sax drogatissimo, che fa molto Morphine, mentre a seguire “Don't Run Our Hearts Around” è la sintesi tra le chitarre dei Deep Purple e gli intermezzi onirici più tipicamente flydiani. Potremmo proseguire con “No Satisfaction”, che oltre il titolo, fa il verso ai Rolling Stones pure nella musica; o con “Faulty Times”, che ad un primo ascolto credevo fosse una cover di “The End” dei Doors. Ma non mi sembra il caso di svelare a parole un disco che è già una continua citazione al rock “flower power”. Per cui, mi limito ad etichettare il disco come davvero divertente, spiritoso e autoironico, indicato a tutti coloro i quali hanno voglia di passare tre quarti d’ora credendo di essere a Woodstock. Ma nulla più...

Matthew Hopkins

TRACKLIST

1) Modern Music
2)
Don't Run Our Hearts Around
3) Druganaut
4) No Satisfaction
5) Set Us Free
6) No Hits
7) Heart of Snow
8) Faulty Times
9) untitled

 

 

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