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Si
sono fatti sentire molto i 2 anni intercorsi fra il debutto, "Supreme
Misanthropy" del 2001 ed "Ocularis Infernum". Il debut era
un cd da consigliare agli amanti sfegatati del black metal più
underground, con la produzione fredda e minimale, in stile Norwegian Black
Metal. Con questo album invece si nota al volo che gli Svedesi Blodsrit
stanno cercando di fare il 'salto' per emergere dall'underground. Lo si
nota già dalla copertina, molto più curata rispetto alla precedente, ma,
se non bastasse, a far capire che i Blodsrit sono cambiati ci pensano i
nomi 'altisonanti' dietro la realizzazione del cd: Ludovic Tournier è il
produttore, mentre la supervisione è a cura di (del grande) Dan Swano.
Avrete già capito che ora ci troviamo dinanzi ad un black metal molto più
potente, molto più aggressivo, ma forse meno 'evil', almeno nei suoni.
Pur non inventando nulla, grazie a delle canzoni abbastanza varie ed
aggressive, il disco si fa apprezzare. Continuano ad essere derivativi e
non sembrano mostrare molta personalità, ma delle buone canzoni le sanno
fare e si vede. Buona la traccia "secrets unveiled", in cui ho
scorto qualcosa dei Satyricon di "Nemesis Divina", forse per l'epicità.
La canzone alterna una cavalcata in classico black metal style, a dei
tempi medi, ed è qui che i Blodsrit risultano più incisivi. Ottima
"the rape of vestal purity", in cui aleggia lo spettro dei
Darkthrone, nel riffing freddo ed abbastanza sostenuto. Il 'problema' di
questo cd, pur essendo molto più che carino, è che questi riffs sono
stati già scritti da altri. Su questo fatto, innegabile, i nostri sembra
ci 'marcino': sanno cosa bisogna suonare per piacere ai blackster e quello
suonano. Per ora, aggiungono poco o niente, in termini di personalità.
Solo per gli appassionati.
Shub
Niggurath
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