BONGZILLA

"Amerijuanican"

(Relapse)

2005

1. Amerijuanican
2. Kash Under Glass
3. Tri-Pack Master
4. Cutdown
5. Weedy Woman
6. Stonesphere
7. Champagne & Reefer

Se li avevate amati con STASH, li avevate idolatrati con GATEWAY...beh, ora purtroppo non vi rimane che insultarli, con questo ultimo, noioso, monocorde lavoro: AMERIJUANICAN! Ma forse sto correndo un po' troppo. Torniamo indietro di qualche anno: i Bongzilla esordiscono, sull'ormai inflazionata onda dello stoner-sludge, nel "lontano" 1999, dando alle stampe un disco (Stash, come ricordavamo) tuttavia piacevole. Tre anni più tardi ritentano la fortuna, affidandosi pressappoco alla stessa formula, riff mastodontici, voce oltretombale e una chiara volontà di lottare a favore della legalizzazione delle droghe leggere (celebre la loro apparizione al festival Weedstock), che grazie a qualche spunto degno di nota e una buona produzione, rischiava di far urlare, magari non al miracolo, ma quasi... E invece? passano altri tre anni e la situazione non si smuove di un capello. Vabbè che "formazione che vince non si cambia" (e qui si potrebbe aprire un lungo dibattito sulla furia da calciomercato dell'Internazionale), però anche alla clonazione, i comitati di bioetica, stanno ponendo delle limitazioni...! Insomma, per farla breve, questo "nuovo" Amerijuanican, dopo qualche ascolto, straccia proprio i marroni! Ma questo non sarebbe neanche il male peggiore, a ben guardare. Quanti metal-bambini osannano band che si ispirano spudoratamente al metal anni '80? Perchè quindi gli stessi Bongzilla non avrebbero dovuto pensare che probabilmente, così agendo, si sarebbero accattivati schiere di novelli sludger? Che poco memori delle passate lezioni li avrebbero potuti innalzare al rango di messia psichedelici? Il male davvero peggiore a mio avviso (e ribadisco MIO, riferendomi alla mia propria condizione di nonnetto stoner) è che qui si sta toccando il fondo a livello di iconografia! Cioè, da una parte il Ministero della Salute allerta le famiglie divulgando i dati secondo cui i ragazzi si avvicinano al primo spinello all'età di 12 anni, dall'altra le band che ritenevamo più toste, fanno a gara per accaparrarsi quell'immagine di musicisti sovversivi, che finisce sempre più per collimare con il modello Mtv baby fuckying star. Ecco, ora che diavolo c'entrava il militare che si fuma lo spinello (ahhhh! satanasso!) di fronte alla rinnovata bandiera americana, dove le stelle sono state sostituite dalle foglie di erbafuma? Siete i Bongzilla o i Green Day? Per non parlare dei testi...vabbè quelli lasciamoli stare... In conclusione, ecco il disco di una band che ha subito i dannosi influssi al cervello dell'inquinamento atmosferico. Ecco perchè, anche per il bene della musica, gli USA devono aderire ai Trattati di Kyoto.


Matthew Hopkins

Voto: 4,5

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