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I
Breather da Chicago, un trio composto da due ragazze ed un
ragazzo, ci ricordano ancora una volta quanto è strano il
music business del 2000. Vedere una band che partorisce un disco
come questo per una minuscola indie, per giunta non distribuita in
Europa, non può che generare rabbia, soprattutto in virtù del
fatto che nel cosiddetto circuito ufficiale vi sono sempre più
bands che tendono a fotocopiarsi tra loro o a seguire il trend del
momento. La musica dei Breather è sognante, talvolta
psichedelica, incentrata sull'ammaliante voce di Jessica, come nell’opener
“Cry For Me” o nel suo ossessivo remix. Sebbene di provenienza
statunitense il loro sound è così ricco di emozioni da riportare alla mente
diversi nomi dello shoegaze inglese (Curve, Slowdive, Lush), senza
comunque disdegnare una vena elettronica non distante dai primi Garbage
(forse giusto un tantino meno raffinata). Senz'altro alcune atmosfere possono
ricordare i Cocteau Twins, mentre “Paramour” è
imparentata con i Mazzy
Star, ma fortunatamente non si può certo dire che i Breather siano
un gruppo nato per riproporre calligraficamente uno stile o al massimo
due. Un lotto di brani che dimostrano una band davvero brava in ciò che fa,
attendo con impazienza il full lenght.
Tony
Aramini
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